Sfida dei panini a Milano: qual è la catena migliore?

I milanesi conoscono perfettamente la storiella di Lord Sandwich, incallito giocatore di carte, che per non allontanarsi dal tavolo da gioco inventò il Club Sandwich, primo panino della storia.

Eppure vivono i panini come un’istituzione profondamente locale, al pari della cotoletta o del panettone. A Milano è più facile comprare un panino che un pacchetto di sigarette.

Di conseguenza, solo a Milano l’ostentazione compiaciuta di una piccola forma di pane tagliata a metà per essere farcita poteva mettere radici, con alcune catene specializzate che da oltre 30 anni lavorano per rottamare i pregiudizi.

No, il panino non è quella cosa che si appiccica al palato, mangiata senza nessuna soddisfazione solo per riempire lo stomaco.

Se dei migliori panini milanesi (e pure dei migliori in Italia) vi abbiamo già parlato, oggi ci siamo chiesti quali di queste catene hanno mantenuto le promesse iniziali (pane buono, companatico mai banale, servizio fatto ammodo) e quali invece sono rimaste al palo? Saranno riuscite Panino Giusto, Panini Durini, Panini Crocetta e Panini De Santis a replicare gli standard del primo punto vendita in tutti i negozi venuti dopo?

Le abbiamo messe alla prova, la caccia al panino perfetto è sempre un bel modo di girare la città.

PANINO GIUSTO

Panino giusto

Nata nel 1979 a Milano, la catena ha raggiunto la cifra ragguardevole di 30 negozi, e non solo in Italia, di cui una decina aperti sul territorio meneghino. Per la nostra prova ed esattamente dal punto vendita di Corso Garibaldi. Ecco come è andata:

AMBIENTE: senza fronzoli ma piacevole e funzionale. VOTO 6,5
SERVIZIO: veloce, sia nel farci accomodare, sia nell’ordinazione. Molto efficiente VOTO 7,5
OFFERTA E PREZZI: ampia ma calibrata la scelta dei panini divisi per salume. Qualche piatto freddo e caldo dalla cucina e una manciata di dessert. Molto interessanti le ricette griffate dallo chef Claudio Sadler. Prezzi dei panini variabili tra i 6 ed i 9,50 euro. VOTO 7.
QUALITÀ: i panini sono friabili e ben lievitati, ben bilanciato il rapporto pane – companatico, gli ingredienti di buon livello. In particolare la ricetta con bresaola Valtellinese, burrata pugliese e fiori di zucca creta da Sadler si è rivelata la migliore della nostra prova. VOTO 7,5
DIMENSIONI: ecco, questo è sempre stata la nota dolente di Panino Giusto: piccoli, davvero troppo piccoli i panini. A pranzo, per sfamarsi ne servono almeno 2. VOTO 4,5
RAPPORTO QUALITÀ PREZZO: bene se ci fermiamo alla qualità degli ingredienti; male in termini di quantità. VOTO 6

TOTALE 39

PANINI DURINI

panino durini

Il primo punto vendita apre a Milano nel 2011. Oggi, dopo soli 4 anni siamo arrivati a 7 locali e si sta preparando l’ottavo. Per la nostra prova siamo andati nel punto vendita di Via Mercato:

AMBIENTE: bello e ricco di prodotti il bancone all’ingresso. Ma il resto del negozio è abbastanza spartano e l’ambiente strizza l’occhio più al fast food che al gourmet. VOTO 6
SERVIZIO: cortese ma un impreciso e anche piuttosto lento. VOTO: 6
OFFERTA E PREZZI: molto ampia l’offerta dei panini, poco altro dalla cucina. Caffetteria curata. Prezzi tra i 5 ed i 10 euro per i panini. VOTO 6,5
QUALITÀ: i panini provati offrono una buona reazione al primo morso ma sono sin troppo croccanti, e gli ingredienti non stuzzicano abbastanza. Il panino con Crudo di Parma stagionato 24 mesi, brie e marmellata di fichi era più invitante sulla carta che al palato. VOTO 6
DIMENSIONI: discrete, un panino per sfamare gli appetiti vigorosi, manca giusto un po’ di imbottitura in più. VOTO 7
RAPPORTO QUALITÀ PREZZO: buono, i prezzi sembrano inferiori a quelli delle catene rivali. VOTO 6,5

TOTALE 38

PANINI CROCETTA

panino mortadella

Ah, la libera concorrenza! Dopo la prova da Panini Durini, siamo usciti dal negozio, abbiamo fatto si e no 5 metri a piedi e siamo entrati da Panini Crocetta. Tuttavia la catena, nata nel 1982 e oggi con 4 punti vendita, si differenzia non poco dalla precedente:

AMBIENTE: modaiolo, abbastanza elegante, quasi un ristorante più che una semplice paninoteca. Comunque piacevole. VOTO 7
SERVIZIO: preciso, affidabile e veloce. VOTO 7
OFFERTA E PREZZI: come tipo di offerta siamo allineati a quella del Panino Giusto, ma i panini sono proposti in 2 versioni, Medium, tra i 5 e 7 euro, ed XL, tra 7 ed i 10 euro. Il locale si presta bene anche al rito dell’aperitivo. VOTO 7
QUALITÀ: ottimo, tra i panini testati, il cotto, caprino al vino e rucola. Anche quello rucola e mortadella. Pane molto ben lievitato e croccante il giusto. VOTO 7
DIMENSIONI: la scelta delle 2 dimensioni è azzeccata; la medium sazia senza esagerare, mentre se si ha molto appetito meglio orientarsi sulla XL. VOTO 7,5.
RAPPORTO QUALITÀ PREZZO: i prezzi sono sostenuti, ma la qualità c’è e scegliere la taglia del panino aiuta a bilanciare la spesa. VOTO 6,5

TOTALE: 42

PANINI DE SANTIS

panino de santis

Il primo De Santis apre nel 1982 in Corso Magenta ma per il secondo punto vendita bisogna aspettare il restyling della Food Court presso la Rinascente di Piazza Duomo. Da allora altre 3 aperture comprese una fuori da Milano, a Roma. Noi siamo stati nel De Santis “Originale”:

AMBIENTE: tutto sembra essersi fermato al 1982, con bancone in legno scuro e pareti bianche. Retrò e ancora accogliente l’ambiente non sente bisogno di ammodernamenti. VOTO 6,5
SERVIZIO: rodatissimo, molto cortese e rapido. VOTO 7,5
OFFERTA E PREZZI: la profondità dell’offerta è allineata a quella dei concorrenti. Qualche piatto, tartine salate e alcune insalate dalla cucina. Prezzi dei panini dai 6 ai 10 euro. VOTO 7
QUALITÀ: la qualità delle materie prime utilizzate è ottima, il pane, saporito e friabile, ricorda quello di Crocetta. VOTO 7
DIMENSIONI: ecco qui non siamo al top. Leggermente più grandi dei panini di Panino Giusto, ma non abbastanza da evitare il bis in caso ci si voglia sfamare. VOTO 6
RAPPORTO QUALITA’ PREZZO: panini buoni, ma un po’ di sostanza in più non guasterebbe visti i prezzi. VOTO 6,5

TOTALE 40,5

PICCOLE CATENE MILANESI CRESCONO

100 montaditos

Abbiamo valutato le 4 catene più sviluppate sul territorio milanese, ma le paninoteche che propongono panini ben fatti in città sono tantissime.

Tra le più recenti segnaliamo CHIC AND GO, che utilizza materie prime anche di altissimo livello per i suoi prodotti (aragosta, tartare di angus, ecc.) con già 2 punti vendita all’attivo, poi MICA, PANINO LAB, CHIÙ e QUADRONNO tutti in odore di seconda apertura.

In arrivo anche 100 montaditos, catena spagnoleggiante già aperta in un centro commerciale brianzolo.

RISULTATO FINALE

Alla fine della scorpacciata abbiamo individuato la catena di paninoteche migliore di Milano? Non del tutto. Se guardiamo al punteggio Crocetta con 42 è in testa: indubbiamente si tratta di una buona scelta. Ma ogni paninoteca ha punti di forza e lati deboli. Proviamo a sintetizzarli.

PANINO GIUSTO: se siete attenti alla qualità e meno alla quantità.

PANINI DURINI: se preferite atmosfera informale (quasi da fast food) e prezzi più contenuti.

DE SANCTIS E CROCETTA: se cercate un compromesso tra le due scelte precedenti (con qualche merito in più per Crocetta)

Promesse iniziali mantenute in definitiva, l’eccessivo allineamento su una fascia di prezzo alta può essere un difetto, se proprio dobbiamo trovarlo. Ma siamo pur sempre a Milano.

Jacopo Pescarmona

27 Novembre 2015

commenti (17)

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  1. luca63 ha detto:

    La catena migliore ?Quella della bicicletta.Serve a qualcosa.

  2. Graziano ha detto:

    “A pranzo, per sfamarsi ne servono almeno 2″…se devo spendere 16/19 euro (bevande escluse) per mangiare dei panini, tanto vale andare in un ristorante allora…

    1. Artusiano ha detto:

      Sì, e che vuoi che sia…38/40.000 lire per due mezze michette. Tanto qui siamo tutti scemi…
      L’Italia è diventata la Disneyland dei ricconi del Terzo Mondo: vedasi il matrimonio indiano in piazza a Firenze, oggi. E i prezzi si adeguano.

    2. Tom ha detto:

      Prezzi ridicoli … il miglior panino a Milano? si trova in tantissimi altri posti e catene, a prezzi onesti e ottima qualita’… questa sembra la classifica delle gioiellerie.

  3. Msimone ha detto:

    100 montaditos andrebbe elencata fra le peggiori paninoteche non le migliori. Qualità sotto subway.

  4. katia ha detto:

    ma ancora con i riferimenti in lire, ragazzi??? sono passati 15 anni, (QUINDICI), non ha più senso tradurre il costo di un panino in lire.
    I 20 euro di adesso non sono le 40.000 lire di allora.

    1. Graziano ha detto:

      Vero, viste le paghe odierne e i prezzi, i 20 euro di oggi sono probabilmente 80.000 lire di ieri… 😀

    2. Mario Drake ha detto:

      @katia

      i prezzi della spesa sono mediamente aumentati del 100% espressi in lire, negli ultimi 14 anni. Ciò equivale ad un’inflazione media annua del 7,15%. Di fronte agli economisti che blaterano di deflazione da anni, viene il sospetto che qualcuno abbia sistematicamente mentito circa l’aumento dei prezzi, a partire dall’esordio dell’euro.

  5. luca63 ha detto:

    Ricordatevi oltre a queste di evitare anche le catene di Sant’Antonio.Fregature anche quelle.

  6. Kamila ha detto:

    Al netto delle critiche sull’utilità di una classifica del genere, visto il rapporto qualità/prezzo (7 o più euro per due fette di pane con qualcosina in mezzo?) vi sfido a rifarlo a Torino, non solo nelle catene ma più ad ampio raggio. Ci possono essere sorprese.

  7. BERNY52 ha detto:

    Cioè a pranzo, due piccoli panini, bibita e caffè si sfiorano venticinque euro? state bene a Milano

    1. Orval87 ha detto:

      Puoi dirlo forte. D’altronde, se c’è ancora gente che può pagarsi certi affitti meneghini, significa che ne hanno da buttare…

    2. Msimone ha detto:

      Beh se a Milano 50mq costano 2000/3000 euro al mese e anche più cosa vuoi spendere al bar come a Teramo o Canicatti? Il problema è che in italia ci sono troppi locali che lavorano sostanzialmente in nero. I dipendenti ci sono ma non risultano e poi e facile vendere un panino a 4 euro. Chiunque lavora nel settore sa che il ricarico per essere congrui non può andare sopra il 30% di food cost. Prendi un panino da 100 gr con il doppio o il triplo in peso del companatico fatti i conti di quanto ti costa e poi mi dici. Ovvio se poi la paninoteca la gestisci da solo con i dipendenti e scontrini fantasma il discorso cambia.
      A parità di peso un panino al prosciutto costa a chi lo vende più di una pizza margherita eppure nessuno si mette le mani nei capelli per 5 euro di margherita.

    3. Rialto ha detto:

      Perchè all’alimentari in centro (mettiamo un Carrefour, o una Esselunga, o una Coop) il panino con prosciutto lo pago al massimo 2,50/3 €, e nel locale con la sedia “sbilenca” invece lo devo pagare 12€? Eeeeeh? Eheheheh…! EH! Attendo risposta sensata!

    4. MAurizio ha detto:

      Rialto. Per lo stesso identico motivo per cui da Carre paghi una bottiglietta d’acqua 25 cent al massimo (e non minimo 1 euro) o una lattina di birra o coca 50 cent e non due euro (se va bene)

  8. sensazioni di pasta ha detto:

    Ieri mattina, in partenza per una escursione sul sovrastante monte Gioco del Pallone mi faccio fare da un ottimo bar-pasticceria, appena rinnovato, che non avrebbe sfigurato anche a Milano, due strepitosi panini Ciauscolo e pecorino.
    Pane delizioso, ciauscolo superbo (e siamo in piena zona di produzione) pecorino che ci chiede se lo vogliamo di “sopravissana” (chi è marchigiano- umbro sà cos’è)
    Costo per dei panini che il nipote ancora stamattina mi ha detto : zio ma ci torniamo ancora solo per il panino!!!
    Euro 3 cadauno……

    (ovviamente con scontrino fiscale)
    …..ha! il vivere in provincia…….

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