Il Buonappetito – In viaggio con la sfogliatella

Questa mattina arrivo a Napoli in visita a un amico.

Ci vediamo all’aeroporto: sono le otto di mattina, abbiamo tutti e due gli occhi pesti di sonno e la voglia di parlare latita. Così saliamo in macchina e dirigiamo verso il centro.

Lui sa cosa cosa fare.

La cosa giusta è andare diritti da Attanasio, la pasticceria vicino alla stazione che sforna in continuazione sfogliatelle. Ricce o frolle, secondo i gusti. Un euro e venti cadauna, senza distinzione. Lui prende una riccia, io una frolla: una spolverata di zucchero e in un istante siamo in pace con il mondo.

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E io mi sento immediatamente, fortissimamente, intensamente, inequivocabilmente a Napoli.

Non c’è niente che mi faccia sentire in un posto più dei sapori.

Viaggio -come probabilmente tutti i golosi- soprattutto con la gola: se sono a Roma cerco prima la miglior carbonara piuttosto che la vista sul Colosseo; se sono a Venezia, non corro in piazza San Marco ma in un bacaro; a Palermo la cattedrale viene dopo Tanino lo stigghiolaro.

Non so se sia giusto o sbagliato, è semplicemente così: il mio senso più sviluppato è il gusto.

Lo uso per tutto: per scegliere le persone che mi piacciono (non voglio intendere che le assaggio, ma diffido degli inappetenti), per decidere i posti da visitare.

Conosco poco Napoli: ma vista da Attanasio -che è in quartiere super popolare, tutt’altro che turistico- è una città meravigliosa.

Luca Iaccarino

7 settembre 2017

commenti (2)

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  1. Dopo la sfogliatella da Attanasio non può mancare un caffè al bar MEXICO,un pò piu’ avanti .Sarà per la prossima volta.

  2. Luca Iaccarino,
    “Non c’è niente che mi faccia sentire in un posto più dei sapori”
    fratello!

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