Ha aperto Trapizzino New York, ecco le prime foto

E finalmente, il trapizzino è arrivato a New York, così come segnalato da Grub Street, blog gastronomico della patinata rivista americana New York.

Proprio ieri, infatti,  la casa newyorkese del triangolo di pizza bianca farcito con ripieni ispirati alla cucina tradizionale romana, e inventato nel 2008 da Stefano Callegari, ha aperto nella metropoli americana, come Dissapore aveva a suo tempo  anticipato.

Un ulteriore traguardo  per l’imponente pizzaiolo romano, che ha al suo attivo ben altri sei locali per l’ormai celeberrimo trapizzino –di cui quattro a Roma– più altri due in Giappone, a Kanazawza e a Tokyo–, senza contare le tre pizzerie romane Sforno, Tonda e Sbanco.

Il Trapizzino newyorkese ha aperto al 144 di Orchard Street,  nel Lower East Side, per volontà, oltre a Callegari, di Luca Vincenzini, ex produttore televisivo romano, e Nick Hatsatouris, proprietario di un ristorante a Los Angeles.

Sono otto i diversi tipi di trapizzino proposti ogni giorno, su 14 opzioni totali. Ogni trapizzino costa 6 dollari, non molto di più del prezzo di vendita in Italia che è di 3 o 4 euro.

trapizzinitrapizzino new york

L’idea, come d’altronde molte trovate rivelatesi poi  di successo, prende origine da un pensiero semplice:

“Volevo fare la pizza ripiena a modo mio, e dopo tanti tentativi ho deciso di usare l’angolo del disco di pasta per farlo diventare una tasca, ” aveva spiegato Callegari a Dissapore.

Ma quello che rende speciale il Trapizzino non è solo il fatto di essere un triangolo di focaccia: è soprattutto il ripieno a fare la differenza, e ad averne decretato in pochi anni il successo repentino.

Quello che nel tempo è diventato uno dei più noti street food capitolini ha infatti  ben poco a che spartire con i consueti, ordinari ripieni a base di salame, prosciutto o formaggio: nel Trapizzino trovano spazio autentiche prelibatezze romane, quali pollo alla cacciatora –il pioniere dei ripieni–, lingua in salsa verde, maiale brasato con rosmarino, stracciatella di acciughe siciliane, zucca con mandorle tritate e pecorino, polpette al sugo o coda di bue brasato.

Preparazioni che invece di essere servite nel classico piatto trovano nel caldo triangolo di focaccia una loro inusuale collocazione, e che possono di conseguenza essere gustate in versione “da passeggio” invece che obbligatoriamente seduti ad un tavolo.

trapizzino new yorktrapizzino new yorktrapizzino new york

Ma nel nuovo locale newyorkese, dall’aspetto moderno e  lontano dai tipici cliché stilistici della trattoria romanesca, non sono disponibili soltanto Trapizzini, ma ci sono anche  supplì e arancine di riso, ognuno dei quali è venduto a 3 dollari, con ripieni prevalentemente in chiave  romana, come i tipici condimenti della pasta alla carbonara o all’arrabbiata.

menu trapizzino

Infine, come visibile nel  menù,  nel Trapizzino newyorkese sono disponibili anche birra e vino. Ovviamente italiani.

[Crediti | Link: Grub Street, immagini: Eater New York]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

23 febbraio 2017

commenti (3)

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  1. luca63 ha detto:

    Minchia .
    Se l’esterno e’ veramente quello della foto ,la location sembra quella di “Quei bravi ragazzi”.
    Meno male che per l’interno si sono comportati diversamente.Altrimenti c’era il rischio di farsi uccidere da De Niro e Joe Pesci ,tra una straccHiatella ed un parmigianA reggiano.

    1. Avviatura ha detto:

      Aaah, la straSiatella.
      Nella Retimo di qualche decennio fa (d’accordo, Ρέθυμνο in quel di Creta) m’imbattei in una gelateria artigianale dove un personaggio stressatissimo e ciondolante (somigliante in modo inquietante al Franco Franchi nazionale) preparava coni e coppette. Sul “pistachio” soprassedetti, ma sulla “straSiatella” mi scappò una risata.
      Che bontà, ma mai come gli “spagetti bolonez” nella vicina İstanbul di qualche tempo dopo.

  2. Avviatura ha detto:

    Ladies and gentlemen! Here comes the grammar nazi:
    – Picciapo. Che cos’è?! Magari “Picchiapò”, eh;
    – Polpetto al sugo. Aaaah, qvi capire io: uno polpetto, uno sorso di vino del Reno. Kome? Non essere polpetto di Bavaria di dottor Birkenmaier?
    – Zucchini? Con la “I”? Ancora?! Mobbàsta però (cit.);
    – Ceci e rosAmarino. AHAHAHAH. Scusate;
    – Arrabiata. Mo’ m’arraBio anch’io;
    – Artichoke e taleggio. Ma come? Scrivi tutto in italiano e il “carciofo”, vanto della cucina (anche) romana me lo traduci? E contro il logorio della vita moderna cosa ci beviamo? L’aperitivo a base di artichoke?
    * * *
    Visto ora, oddìo: parmigianA ReggianO?
    * * *
    Grazie (come sempre) Cinzia!

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