Pasticceria Tizzano a Napoli: recensione (molto critica)

La nostra recensione della Pasticceria Tizzano di Napoli, celebre per i babà, non all'altezza delle aspettative sugli altri dolci della tradizione. Gli assaggi fatti, il contesto, i prezzi e tutte le informazioni che vi servono prima di andarci.

Siamo stati alla pasticceria Tizzano a Napoli, spesso accreditata come una delle pasticcerie che produce i babà più buoni della città. Questa è la nostra recensione, completa di foto, indirizzi ed opinioni (al vetriolo).

“Vatti a fidare dei consigli” sarebbe la chiosa ideale a questa recensione. Ma non voglio essere così drastica: dopotutto questa nostra missione è fatta di prove e di tanti, tantissimi flop, ma in questo caso non posso negare di esserci rimasta un po’ male.

La pasticceria Tizzano è uno dei nomi forti, se non l’unico nome, di quell’arteria che si chiama Corso Meridionale: parallela alla Grande stazione Centrale di Napoli, percorrendola tutta si arriva in un baleno (—traffico permettendo—) alle grandi circumvallazioni esterne cittadine. Prima, però, incontriamo una delle opere architettoniche più grandi di Napoli, in generale del Sud Italia, create nel secolo scorso, cioè il Centro Direzionale.

Pasticceria Tizzano: a Corso Meridionale il mare non bagna Napoli

Il Centro Direzionale di Napoli, quartiere affaristico, sede di aziende ed enti regionali e nazionali, è il classico non luogo postmoderno fatto in una zona che, fino agli anni Ottanta del Novecento, era il premoderno. Il progetto, nato negli anni Sessanta, mirava a riqualificare una zona industriale dismessa, anche per decongestionare il centro cittadino. Solo negli anni Ottanta il progetto fu affidato nientemeno che a Kenzo Tange, uno degli architetti più influenti del Novecento.

Pasticceria Tizzano Napoli

Ad oggi, il Centro Direzionale compie sempre la sua funzione, ma non possiamo fare a meno di dire che potrebbe essere molto, molto di più. Praticamente abbandonato durante le chiusure aziendali, le grandissime piazze vuote danno l’immagine di una Napoli molto lontana e molto diversa da quella dipinta in cartolina. Anna Maria Ortese scrisse Il mare non bagna Napoli, riferendosi a quella sorta di luogo doloroso dei vicoli napoletani dove non arrivava nemmeno la sensazione del mare. Ad oggi, possiamo dire che questo non-luogo potrebbe essersi spostato in queste periferie-non-periferie, dove sembra che i grattacieli siano venuti fuori dalla notte, creando una skyline sublime nel senso filosofico kantiano del termine.

Pasticceria Tizzano: ambiente e mood

Ma torniamo alla nostra pasticceria Tizzano: frotte di lavoratori, prima di recarsi negli uffici del Centro Direzionale, fanno incetta di sostanziose colazioni a suon di babà ed altri dolcit tradizionali. La pasticceria è rinomata, appunto, per le innumerevoli versioni e fogge del babà napoletano: classico, con crema ed amarene, torte al babà. A questi, si accompagnano – ma molto, molto meno vistosi, gli altri dolci della tradizione partenopea.

paticceria tizzano napoli

 

Dopotutto, da una pasticceria che ha come claim “La fonte del babà” non potevamo aspettarci molto altro. La vetrina è occupata da alcuni coloniali, torte babà da esposizione. L’ambiente è molto ridotto, con il bancone dei dolci ad occupare tutto lo spazio disponibile tranne una striscia di pavimento davanti alla cassa. Tutto molto fermo ai gloriosi anni Sessanta, forse Settanta. Qualche articolo appiccicato sulle pareti ci ricorda la fama della pasticceria, quindi non paiono soltanto dicerie. E’, in pochissime parole, puramente una pasticceria da asporto. Non prevede il caffé, poco male nella canicola agostana di Napoli. Per quanto riguarda il capitolo prezzi, i pezzi classici (babà classico bagnato al rum, sfogliatella riccia, sfogliatella frolla) sono posizionati a 1,20 euro.

 

Il servizio è decisamente rustico, sbrigativo, poco cordiale: sono le cinque del pomeriggio e c’è ancora un bel po’ di lavoro da fare prima della chiusura, forse conviene un poco di simpatia in più.

Passiamo all’assaggio. Visto che non ci sono posti dove appoggiarmi per assaggiare in loco, faccio incartare tutto in un bel vassoio con carta patinata dai colori sgargianti e parto alla disperata ricerca di una panchina, una cosa proprio non facilissima. Preciso alla persona che mi serve la mia intenzione di mangiare i dolci a breve (tenete in mente questo dettaglio, è importante). Clima caldissimo: forse insieme ai dolci avrei dovuto acquistare una Gatorade.

Pasticceria Tizzano: i babà all’assaggio

Mi piacciono le esagerazioni, le iperboli. Insomma, sono una buongustaia amante del trash quando ci sta: quel “La fonte del babà” mi ha mandata in estasi. Lapalissiano dire quanto mi disturbi la versione caricaturale di Napoli, ma in questo caso la metonomia tra luoghi è completa. Quindi, il mio primo assaggio è dedicato proprio al babà della Pasticceria Tizzano. Ho scelto la versione classica – non amo molto le farce con creme varie quando non ce n’è motivo.

Questa volta lo richiedo con “bagna abbondante”, sarà perché nel piccolo ambiente prima descritto c’era un odore zuccherino ed alcolico da salivazione perpetua.

Luxury babà a vedersi, ben inzuppato e con peso specifico superiore alla norma. Sono stata decisamente accontentata in quanto a bagna abbondante. Il dolce è soffice, colorito bruno ed uniforme, con una bella cupola non troppo difforme dal tronco, dimensioni giuste. Finora, rispetta decisamente la fama.

Addentiamo.

A parte la bagna abbondante da me richiesta, da dipendenza, questo dolce è davvero fatto bene, senza velleità alcuna. La pasta è morbida e setosa, viene via facilmente. Si mangia in giusto quattro morsi, senza troppa fatica.

Se dovessi dare un voto singolo per dolce, a questo babà darei un bel 9 pieno. E sarebbe l’unico dolce da salvare, perché col capitolo sfogliatelle purtroppo la situazione precipita.

Pasticceria Tizzano, le sfogliatelle: situazione da rivedere

Voglio pensare di esserci andata male io, quel pomeriggio d’agosto. Le sfogliatelle in vetrina apparivano colorate, qualcuna un po’ difforme dal solito – soprattutto la riccia – leggermente aperta in qualche punto ma chissene, ne stiamo mangiando di ogni foggia in questo viaggio, cosa vuoi che sia un ventaglio un po’ aperto.

Cercherò di essere breve e chirurgica. Sfogliatella frolla: nonostante la quarantina di gradi di percepita all’esterno, già al tatto la sfogliatella risulta praticamente gelida. Gelida. Proprio fredda come un marmo da lapide. Solitamente, anche dolci serviti in vassoio da portar via – che io mangio a pochi metri di distanza dalla pasticceria – hanno una temperatura di servizio gradevole, anche se non calda, perlomeno tiepida. Qui ci avviciniamo sensibilmente alla sensazione del croissant solitario lasciato in vetrina tutto il giorno, recuperato a sera da un affamato con orologio biologico sballato.

Apriamo, mangiamo: abbiamo un problema. Il ripieno appare praticamente rappreso sul fondo, staccato completamente dal guscio di pastafrolla e, senza nemmeno dirlo, gelido. Così gelido che i canditi presenti nell’impasto sono praticamente diventati pietre. Anche volendo andarci per il sottile e provando a scomporre questa sfogliatella, non riesco a percepire granché gli aromi; la pastafrolla è davvero “fessa“, come si direbbe a Napoli, non ha retrogusti particolari ed è anche un po’ marmorea. Sarebbe andata meglio – forse – riscaldandola, in linea di massima si avverte la buona proporzione degli ingredienti usati. Ma questa sfogliatella è capitata e questa – al momento – devo recensire.

La situazione sfogliatella riccia non è molto più appagante. Stessa gelida temperatura di servizio, forse ne apprezzo di più le fattezze del guscio di sfoglia, che al morso era dopotutto soddisfacente. Ma siamo lontani, molto lontani dalla perfezione e – viste le ottime opinioni del popolo – probabilmente sono finita in un imbuto che si chiama giornata sbagliata.

Purtroppo la situazione ampiamente dis-livellata mi porta a dare un voto basso a questa pasticceria, con alcune precisazioni.

Se dovessi consigliare un babà in zona stazione-Centro Direzionale, sarebbe di sicuro questo. Ma solo il babà, eh. Gli altri dolci tradizionali sono decisamente da rivedere. Per quanto riguarda il capitolo temperature sbagliate, solitamente all’acquisto le pasticcerie forniscono indicazioni sul consumo, vedi Attanasio : solitamente, gli addetti del forno Attanasio consigliano di lasciar “riposare” un po’ le sfogliatelle bollenti prima di riporle nel sacchetto, per preservarne la struttura.

Potrei anche essere capitata semplicemente in un martedì sbagliato ed accetterei volentieri un contrattacco fatto di dolci: le recensioni non sono mai definitive, ad ogni livello e per ogni tipo di cucina. Per fortuna, oserei dire.

Informazioni

Pasticceria Tizzano

Indirizzo: Corso Meridionale 16, Napoli
Numero di telefono: 081 554 4521
Orari di apertura: lun-sab 7.30-20.30 orario continuato; dom 07.30-15.00
Sito Web: https://www.facebook.com/pasticceriatizzano/
Tipo di cucina: Pasticceria classica napoletana
Ambiente: informale
Servizio: rapido

Voto: 2.3/5

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

14 Agosto 2019

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