di Prisca Sacchetti 16 Luglio 2016
terrazza termini

E ora, la tendenza di trasformare le stazioni in cittadelle del gusto, con botteghe di cibi, vini e prodotti gastronomici gourmet, è arrivata anche a Roma.

E’ già successo con la stazione di Porta Susa a Torino. Manna dal cielo per pendolari annoiati e affamati, oggi Mercato Metropolitano occupa la struttura ottocentesca che fu la fermata dei treni.

E ora l’imprenditore della ristorazione Umberto Montano che a Firenze, nel 2014, ha ridato vita al primo piano del mercato coperto di San Lorenzo, esporta il format del Mercato Centrale nella Cappa Mazzoniana di Stazione Termini.

Dove dal 15 settembre si prevede l’apertura di una ventina di botteghe del gusto, nell’area che un tempo ospitava la mensa dei ferrovieri.

E in quest’ambito di enogastronomia accoppiata allo sferragliare dei treni, in testa ai binari è stata anche aperta “Terrazza Termini”, una “food court”, un’area di vendita e somministrazione affacciata sui binari. Ed è qui che troviamo Ham Holy Burger, catena di hamburger già nota ai romani visto che nella capitale conta già due punti vendita.

terrazza terminiTerrazza Termini, ham holy burger

Per  attirare il viaggiatore frettoloso, il gruppo Sebeto –proprietario della catena di hamburgherie– ha calato nel suo nuovo ristorante di burger una coppia d’assi a cui difficilmente si potrà resistere, nientemeno che i due guru capitolini della carne e dei lievitati: Roberto Liberati e Gabriele Bonci.

L’offerta, nel nuovo ristorante con vista binari, prevede in particolare l’hamburger Holy, confezionato con carne della rinomata razza fassona piemontese garantita dal Presidio Slow Food “La Granda” di Sergio Capaldo, che si unisce, in un’accoppiata gustosa, al fragrante pane di Gabriele Bonci.

Il viaggiatore frettoloso, quindi, pur sempre nell’ottica di un pasto veloce, potrà comunque contare, nella stazione capitolina, su proposte che vanno  dai 10 euro per un “Holy burger” senza glutine (del peso di 180 grammi circa, con scamorza e anelli di cipolla), ai 12 euro per il burger “Hyperlocal” con manzo della bottega di Roberto Liberati, o ai  14 euro per il burger “Ham Loves Roma” (con uova strapazzate, guanciale con rucola e maionese al pepe nero).

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Ma il menù prevede anche altre proposte: burger  “Crunch” (del peso di 180 grammi, con bacon croccante, scamorza con pomodoro, iceberg e maionese, al prezzo di 11.50 euro), oltre al basico Holyburger  (peso di 180 grammi, con  anelli di cipolla rossa e salsa holy con pomodoro, cetriolo e lattuga, euro 10).

Per chi volesse scegliere una strada diversa da quella della carne oppure accompagnare il burger con un contorno vegetale, il menu di Ham Holy Burger propone insalate, patate e altri sfizi a un costo che va dai quattro ai dieci euro.

Ci sono anche i dolci, e chi lo desidera può portarsi in treno o a casa il gustoso panino chiedendo la formula”Ham Loves Moving”, sempre con  i nuovi pani sfornati appositamente da Bonci  quali  la ciabattina, la baguette prima pietra, il mille semi e la rosetta.

Insomma, in un mondo che si muove, offrire pasti veloci senza però rinunciare al gusto era un atto dovuto, specie in una stazione che ha bisogno di essere riqualificata come Termini.

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[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Paolo Campana]