di Giampiero Prozzo 28 Gennaio 2011

So che i lettori del web somigliano a quelli dei rotocalchi, leggono le prime due righe, saltano dei pezzi, guardano parecchio le fotografie. Un consiglio, non fatelo stavolta, lo dico per voi. E mi rivolgo in particolare ai napoletani, ma anche agli altri — i gastrofanatici — quelli che dal Maestro vengono in pellegrinaggio stregati dalla pornografia delle sue pizze. Nell’ottobrata napoletana, Enzo Coccia ha inaugurato un nuovo locale, sempre in via Caravaggio, a due passi dalla gloriosa Pizzaria La Notizia, risolvendomi un problema cruciale. La possibilità di prenotare annulla le interminabili attese sul marciapiede, così posso evitare di scapicollarmi all’ora dell’aperitivo nel miraggio di un tavolo.

Detta così sembra una sparata, non lo è credetemi. I napoletani sanno di quanta pazienza bisogna armarsi per una pizza coi superpoteri (cit.), il punto è che ci vorrebbe il numero chiuso, ma… non si può.

Tornando a noi, telefono, arrivo, parcheggio, mi accomodo. Accolto da Antonio Errico, ex maitre di Palazzo Petrucci, uno dei 2 ristoranti stellati in città, tanto per chiarire subito che nel nuovo locale si fa sul serio. Tempo un paio di minuti e sul mio tavolo si materializza una bella bottiglia d’acqua Filetti e soprattutto il menù, o meglio: il libro dei sogni. Dovete credermi, limitarsi a una pizza quando gli occhi ne scorrono famelici 38 (trentotto) è chiedermi troppo. Rinuncio. Mi concentro viceversa sulla pagina che elenca i fornitori della pizzeria, praticamente un summit dei più superlativi produttori campani alcuni noti, altri scovati chissà dove, i cui nomi mi premuro di trascrivere subito nel taccuino.

Dunque mi affido all’estro di Enzo Coccia che decide di condensare la sua destrezza in una mini degustazione per 2, composta da 4 pizze accompagnate da una Noscia, birra artigianale English Ale di Maltovivo. Alla fine sarà un volo in prima classe per complessivi 55 euro decollato con i profumi della “Procidana” (pomodorini alla brace, basilico, origano, aglio, prezzemolo, olio e scamorza affumicata) e atterrato con la nota robusta delle acciughe e del caciocavallo podolico mitigata con broccoli e mozzarella di bufala. In quota oltre alla tassativa margherita, sono stato stato ammaliato dalla combinazione “pomodori secchi e burrata”, valorizzati dall’impasto con farina integrale.

Al ritorno in macchina mi è tutto chiaro. Ora ho la consapevolezza di poter rispondere al quesito che assilla napoletani e italiani tutti sulla pizzeria numero uno in città, e ripensandoci, avrei voglia di unirmi al manipolo di americani che al grido di “You are the best pizzaiolo in the world” mi avevano chiesto di fotografarli insieme all’idolo Enzo, ancora storditi dalla maratona di assaggi ma felici al ricordo della “piza ala niutela”.

[Crediti | Link: enzococcia.com, immagini: Giampiero Prozzo]