Il filo rosso che unisce Luini (panzerotti), Spontini (pizza) e Panarello (cannoncini) a Milano

All’ombra della Madonnina esistono miti pagani che confortano i palati meneghini da decenni, li avrete già sentiti, i panzerotti di Luini, la pizza di Spontini, i cannoncini di Panarello. Ghiottonerie accomunate da un filo rosso singolare, sono tutti simboli del miracolo economico, storie a lieto fine di migranti d’altri tempi. Alla fine degli anni ’30, molto prima della Milano da bere, arriva in città una famiglia toscana che apre un luogo di ristoro, quelli che all’epoca si chiamano senza giri di parole “Cibi cotti” (oggi diremo trattoria low-cost). Nel 1953 si può azzardare, una nuova vita sorride all’Italia uscita dalla guerra e nasce la Pizzeria Spontini, ieri come oggi simbolo di pizza al taglio Milano-style.

Rigida ma rassicurante l’offerta, un trancio disponibile nella sola variante pomodoro, mozzarella e acciughe rimasto fedele all’antica ricetta: acqua, farina di grano tenero macinato 00, polpa di pomodoro, mozzarella di latte vaccino, acciughe e origano, sale e pepe. Peculiare la cottura: si versa un filo d’olio di soia nella teglia e la pizza sfrigola. Croccante e biscottato alla base, il trancio resta miracolosamente morbido in superficie, saporito al punto giusto, senza eccessi. Il formato normale costa 4,50 euro, l’abbondante 5,00 euro. Perennemente affollata com’è, non sto a dirvi in pausa pranzo, la pizzeria Spontini non accetta prenotazioni, il personale è super-efficiente perfino nella scortesia: finito di mangiare si è invitati a lasciare il tavolo.

Giuseppina Luini approda a Milano dalla Puglia nel 1949, riuscendo a rilevare un vecchio forno in Via S. Radagonda, nei pressi del Duomo. All’inizio l’attività si concentra sulla produzione del pane, poi l’intuizione geniale di recuperare la ricetta del nonno, una variante del tipico panzerotto pugliese. I milanesi si lasciano conquistare, in breve il panzerotto di Luini viene fatto oggetto di un insaziabile pellegrinaggio che neanche le infinite code di oggi, specie durante la pausa pranzo, riescono a scoraggiare.

Locale piccolo, consumazione take-away, molte varianti della versione originale con pomodoro e mozzarella (2,50 euro). Fatti al momento, i panzerotti si ritirano ancora fumanti, non sono unti, scricchiolano piacevolmente all’esterno ma dentro restano morbidi. Sbuffanti, i milanesi doc misti ai clienti di sempre, ti dicono che il panzerotto non è più quello di un tempo, anche se resta un pasto veloce che McDonald’s se lo sogna.

A fine ’800 il giovane e talentuoso pasticcere Francesco Panarello dà vita a una bottega che apre il cuore dei ruvidi genovesi suoi concittadini. Il lavoro aumenta vorticosamente, Panarello, antesignano del franchising, apre una prima pasticceria a Milano nel 1930, la seconda 10 anni dopo, anche se è nei ’60 che la vecchia bottega diventa una piccola industria.

In città Panarello è simbolo di cannoncino alla crema. Una pasta sfoglia friabile ripiena di crema pasticcera dal sapore delicato, chiusa all’interno del piccolo rotolo con la torta Panarello sbriciolata e un tocco di zucchero a velo. Iconici, dal sapore inconfondibile, i cannoncini costano al kg. 39 euro. Se ne sfornano 30.000 a settimana, che nei tre punti vendita di Milano vanno letteralmente a ruba.

Punti fermi del gusto collettivo milanese, panzerotti, pizza e cannoncini sono assaggi obbligati per chi si trova in città, si trovano senza Tom-Tom, tutti nel capoluogo lombardo sanno dove, basta chiedere. In italiano però, non fate come Totò e Peppino…

Pizzeria Spontini
Corso Buenos Aires 60 (ingresso da Via Spontini, 4), 20124 Milano – tel. 02 2047444
Viale Papiniano 43, 20123 Milano – tel. 02 83660098
Via Marghera 3, 20149 Milano – tel. 02 43514223

Luini
Via S. Radegonda 16 – tel. 0286461917

Panarello
Via Speronari 3 – Tel. 02 86462264
Piazza San Nazaro in Brolo 15 – Tel. 02 97378255
Piazza S. Francesca Romana 1 – Tel. 02 29531093

Avatar Carmelita Cianci

4 Maggio 2011

commenti (54)

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  1. Post delizioso! Altro elemento in comune? Ai milanesi – chissà perché – piace parlare male di Spontini e di Luini. Io rimango convinta che trovare la pizza di Spontini e i panzerotti di Luini meno che buoni testimoni solo dell’assenza di papille gustative di chi lo pensa.

    1. Avatar azazel ha detto:

      probabilmente perchè chi ne parla male, diversamente da voi, ha provato l’esperienza di un panzerotto decente, pagandolo peraltro 1.30, quando va di lusso. Forse sarebbe il caso di indagare sulla propria esperienza prima che sulle papille altrui 🙂

    2. Avatar Leo ha detto:

      Si infatti. Almeno il successo di Luini è giustificato dal prezzo. Quello di Spontini resta il quarto mistero di Fatima..

    3. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Non avendo apprezzato i panzerotti di Luini, mi autodenuncio tra i senza-papille (anche se propenderei più per l’ipotesi che le papille torinesi siano diverse e incompatibili con quelle milanesi). 😛

      Non che il panzerotto che ho assaggiato fosse cattivo. Solo che provato uno volta non sento la necessità di provarne un secondo.

    4. Avatar Corrado il Primo! ha detto:

      Le papille torinesi sono ok ! Le mie sono milanesi e anch’io trovo i panzerotti di Luini più che sopravvalutati! Mangiato uno guardi gli altri milanesi in fila e ti domandi: perchè?

    5. Precisamente.

      Aggiungo che ho trovato molto meno scortese il servizio dello Spontini originario (ossia quello in via Spontini) rispetto a quello in viale Papiniano. I panzerotti di Luini in effetti erano più grandi una volta e costavano certamente meno. Eppure…
      Panarello mi manca, purtroppo. Anche se in realtà non sono una grande appassionata di cannoncini alla crema.

    6. Sara, trovo la tua frase un po’ troppo “assolutista”.

      Tutto è relativo: non ho mai sentito un meridionale parlar bene del panzerotto di Luini. Un motivo ci sarà.

      Poi a me i tre posti citati (tranne Spontini) piacciono tutti abbastanza…

    7. @thebigfood: la mia frase è volutamente enfatica, e in ogni caso non sto comparando Luini e Spontini a nient’altro: sto solo dicendo che sono – a mio parere abbastanza sfacciatamente – buoni, che vuol dire gustosi.

    8. Anche per me sono sfacciatemente buoni (tranne Spontini).

      Non me la sento però di dire che chi non la pensasse come me sarebbe da considerarsi privo di papille gustative funzionanti… tutto qui.

    9. Avatar AJK ha detto:

      siccome si sta parlando di milano non trovo abbia molto senso dire che in puglia i panzerotti sono migliori. non credo sia difficile, ci saranno anche molti più posti dove comprarli.
      a milano però se non Luini non è l’unico poco ci manca.
      io li trovo buoni. una volta erano meglio. amen.

    10. Veramente (sono Milanese doc da 4 generazioni, bisnonni, nonni e genitori tutti nati – sono il primo nato al Fatebenefratelli, tutti i predecessori son nati in casa con l’ostetrica – tra viale Romagna e Piazza Piola) io la pizza di Spontini la adoro.
      Sarà perché ho abitato x anni a 150 metri dal locale originale (stavo in Abruzzi angolo Piccinni) ma la trovo fantastica. Segnalo che negli anni ho scoperto un’altro posto che fa lo stesso identico tipo di pizza,base croccante, spessa e morbida con mozzarella che straborda dalle fettona, all’inizio si via Paolo Sarpi, si chiama “pizzeria da Renato” e c’é dagli anni ’60.
      I panzerotti di Luini invece sono diventati una schifezza, io li mangiavo nei giorni di “bigiata” al liceo (1984-85) quando ancora c’era alla cassa la sciura Giuseppina, erano fantastici, soffici, leggeri e caldissimi…adesso sono delle nauseabonde spugne d’olio tiepide e mezze vuote.

  2. E’ verissimo che ne parlano male Sara. A me di Luini piace il panzerotto ricotta e funghi, putroppo sempre meno presente in menù, e non mi spiego il perché.

  3. Avatar barney ha detto:

    Da pugliese trapiantato a Milano, oso dire: i panzarotti di Luini non sono granché. C’è molta pasta e la frittura è tutt’altro che leggera.

    Se assaggiassi dei buoni panzarotti pugliesi, converresti con me.

    1. Avatar azazel ha detto:

      92 minuti di applausi. Per non parlare dell’accoppiata rustico-panzerotto (o calzone, come si dice scendendo verso il Salento). Fra un panzerotto di Luini ed un panzerotto medio pugliese passa la differenza che c’è tra l’hamburger di Berton e quello di McDonald. Dire poii che non sa di fritto è una bestialità, visto l’amarognolo che campeggia fra le papille per una mezzoretta dopo l’assaggio. A titolo di attenuante per gli entusiasti di Luini c’è da dire che si tratta comunque di un prodotto goloso, realizzato con ingredienti passabili e che, relativamente ai costi di Milano, ha un prezzo sostenibile.

    2. Avatar Alessandro Franceschini ha detto:

      Ma non sempre ciò che è perfetto ha lo stesso appeal di ciò che è solo godurioso e basta. Per me, i panzerotti di Luini sono sempre stati un po’ indigesti, però, me ne sono strafogati a centinaia in gioventù. Indimenticabili, soprattutto se li lego ai ricordi di quando bigiavo da scuola e immancabilmente, prima di tornare a casa, passavo da lì. Idem per i cannoncini di Panarello: quelli di Supino sono di un’altra categoria, anche se chi ti serve è simpatico com un vigile mentre ti sta controllando i documenti. Ma quello zucchero a velo sopra quelli di Panarello è stucchevole libidine pura.

    3. Supino me l’hanno decantato, mettendomi però in guardia sul fatto che costui se la tirerebbe un pochino (eufemismo).

    4. Una volta avevo chiesto a supino perché fosse così antipatico e mi rispose che non ne poteva più gli chiedessero solo cannoncini, che i milanesi gli sembravano pazzi, arrivavano dall altra parte della città per un vassoietto. Ingrato. Ultimamente di panarello mi sono innamorata dei polentini e di quelli con i pinoli incastrati sopra, buonissimi. Piazza al trancio sono fedele alla fiorentina di via bligny, anche perché la signora quando andiamo via mette in tasca a mio figlio e me dei baci perugina senza farsi accorgere! Spontinpool problema e che poi non ti va più via l’ odore dai capelli per tutta la notte. Luini andava bene quando avevo lo stomaco di ferro, pero ricordo i panzarotti con vivo rimpianto

  4. Avatar Ennio ha detto:

    Penso questo sia il miglior post che abbia mai letto…. Foto straordinarie, storie raccontate con passione in grado di suscitare profonde emozioni nell’emigrante di turno. Complimenti.

  5. Avatar danibaba ha detto:

    è la storia delle stelle comete dei miei anni da studente a milano….la pizza (ma per noi era la focaccia)e i panzerotti come nostalgia di casa, i cannoncini di Panarello la dolcezza d’autore low-cost.

  6. Avatar Roberto ha detto:

    Da Luini, ultimamente, apprezzo sempre più le carteddate e i panzerotti prosciutto e mozzarella, proprio perché senza pomodoro. Da Spontini, il primo in buenos aires e gli altri due, non ho mai trovato scortese il servizio, solo un po’ sbrigativo il commiato, appena finito era d’obbligo sentirsi dire “Spontini vi saluta! ” 🙂 altro che petits fours, ti indicano direttamente l’uscita dopo il forno ! 😉 cmq grande trancio e grande crescita.

    1. Guarda che Spontini originale é in via Spontini appunto, che é in effetti una traversa di B.Aires…ma non é nel Corso…cosi giusto prima che qualche foresto si faccia tutto il corso 3 volte a piedi per cercarlo. 🙂

  7. Avatar Susanna ha detto:

    Ricordo anche La Fiorentina di viale Bligny, esiste da più di 60 anni sicuro. Pizza al trancio ottima e da diversi anni anche molto altro … Pizza prezzi in linea, il resto un pi’ caro …

  8. Milano è una città che si regge sugli emigrati e sulle loro tante storie di successo. Questo è vero soprattutto nell’ambito della ristorazione e del cibo.

    Citerei tra gli altri anche Rocco Princi e le sue lussuose panetterie sempre affollatissime.

    1. Princi mi piace molto per il concept, ed anche le sue proposte sono buone, ma non mi ha mai esaltato!Sono stata diverse volte anche nel suo punto vendita di Soho a Londra, che a quanto pare va benissimo, è sempre affollato e quasi non si riesce ad entrare!

    2. Avatar Corrado il Primo! ha detto:

      Adoravo Princi ma ultimamente temo abbia tirato un po’ i remi in barca. Ha ceduto i negozi non centrali e mi sembra abbia diminuito le proposte.Spero di sbagliare!!

  9. Avatar Pier ha detto:

    Io salverei solo Panarello.
    La pizza di Spontini la trovo molto pesante, indigesta.
    Non viene utilizzata mozzarella,ma quello che nel caseario viene definito “pizza cheese”, il pomodoro troppo salsato inoltre esagerato uso di sale.
    Se ci mettiamo anche il personale piuttosto scortese non credo che vale la pena di andare da Spontini…
    Il panzerotto di Luini forse una volta era veramente buono, ora è molto più unto e molto più piccolo.
    Chi lo trova buono è perchè non ha mai provato i veri panzerotti pugliesi…tutto un altro gusto.

    1. Avatar Claudio ha detto:

      Condivido in pieno.
      Spontini evito, specie Marghera visto che quella dell’Angelo in Belfiore è ottima e sono cortesi.
      Luini direi che comunque è accettabile visto cosa c’e’ attorno come alternativa.

    2. Guarda che in Italiano, quello che dici tu e cioé una mozzarella scadente e piu gommosa usata da certi pizzaioli furbastri (ma non da Spontini…lo vedi subito xché quella bera FILA, anche di 30-40cm) e fatta coi fondi di lavorazione della mozzarella ribolliti e poi cagliati a freddo, si chiama “Pizzottella” non “pizza cheese”.
      Ciao

  10. Da milanese mi rattrista che a rappresentare il non plus ultra dello sfizio cittadino siano una pizzeria dove ti propinano un trancio non straordinario trattandoti a calci in culo, una panetteria dove sfornano a cottimo palline troppo abbondanti di pasta fritta con un ripieno sempre meno abbondante e di qualità (una volta era impossibile gustare un Luini senza imbrattarsi il cappottino nuovo), oggi devi disputarti coi piccioni di Santa Radegonda le poche stille di pomodoro mozzarella (?!?) che potrai mungere dalle pallozze e dulcis in fundo, il farlocco cannoncino della pasticceria sintetica che va bene per le mamme della milano bene.
    purtroppo pienamente in linea con il clima decadente di una città che amo molto, ma che spesso non capisco.

    1. Scusa ma chi avrebbe deciso che questi tre indirizzi rappresentino “il non plus ultra dello sfizio cittadino”?

    2. mi pare di capire che ci sia un’accezione positiva nel voler raccontare queste tre edificanti storie di migrazione coronate dal successo (economico soprattutto).
      a me personalmente non piace nessuna di queste tre specialità e non le avrei raccontate come ha fatto Carmelita.

    3. Avatar Pier ha detto:

      …non l’ho deciso io. Sicuramente i posti sono conosciutissimi, ma dire che sono il “non plus ultra dello sfizio cittadino” ce ne vuole…e facessimo un piccolo sondaggio?

    4. Avatar titty ha detto:

      di panarello ho provato solo la brioche e ne ho lasciata metà e io non lascio mai un dolce a metà. Non ricordo cosa c’era che non andava, fatto sta che non ho finito la colazione.
      Ma il cannoncino perché è farlocco?

      Spontini non l’ho mai provato perché tutti me ne hanno parlato male, mentre Luini sì, ho mangiato il panzerotto, ma sono pugliese quindi abituata ad altro. L’ho mangiato ma non smanio per ritornarci.
      Non ricordo nemmeno cosa ho pensato, mi sa che è passato qualche anno.

    5. Avatar Corrado il Primo! ha detto:

      Standing ovation!

    6. Guarda che non é il non plus ultra dello sfizio cittadino, l’autrice ha elencato tre specialità nazional-popolari…mica ha parlato di Tano Passami l’Olio, Cracco, L’Assassino o La Briciola…eh! 🙂