di Massimo Bernardi 17 Maggio 2011

Non è mai troppo tardi per chiederti se esiste il rapporto prezzo-felicità inarrivabile, e visto che ci sei, tentando il match point, per deliberare a quale locale che conosci appartiene. Voi lettori cosa ne pensate? Il rapporto prezzo-felicità inarrivabile deve assecondare quel muro del pianto un tempo noto come il vostro conto in banca, per cui meno pago meglio è, punto? O il rapporto prezzo-felicità inarrivabile appartiene al posto che ricambia i vostri faticati risparmi con palpitazioni a nastro?

Diciamo meglio.

Com’è secondo voi il rapporto prezzo-felicità del Noma di Copenhagen, che una giuria di esperti ha eletto per la seconda volta consecutiva il ristorante migliore del mondo?

180 euro vini esclusi (ma anche 140 o 90 a pranzo) per cenare nel locale più influente e, con l’imminente chiusura del Bulli di Ferran Adrià, più provocatorio del pianeta sono comunque troppi? O una cucina che valorizza lo stimolante ambiente nordico, basata esclusivamente su ingredienti che provengono dalle zone circostanti, e per questo in grado di farvi ripensare l’atteggiamento nei confronti del cibo, non ha prezzo?

Com’è secondo voi il rapporto prezzo-felicità del Pizzarium di Roma, lo spaccio della pizza di Gabriele Bonci, mangiata la quale tutto appare finalmente chiaro: la vita, la morte, Photoshop, l’estinzione dei dinosauri, Sandro Bondi, la fotosintesi clorofilliana, l’oroscopo, il quarto segreto di Fatima?

Meglio pagare 13 euro al kg e beneficiare della pizza bianca che più che una pizza è la rappresentazione di un’epoca, l’epoca-Bonci appunto, o girare i tacchi infilandosi nel primo postarello che capita, tanto, in fondo, ecchessaramai, l’ho sempre detto io che una pizza vale l’altra?

Com’è secondo voi il rapporto prezzo-felicità del menù Happy Meal di McDonald’s, come dire: la cosa edibile che più di ogni altra dissimula il panico che ci attanaglia al momento del conto?

5 euro (credo) per un panino, le patatine, la bottiglietta di minerale e un dessert (ora non esageriamo) sono okay. Ma purché il pane, per quanto pieno di intrugli chimici, mi piaccia. Non ditemi da dove viene la carne io la voglio goduriosa. Le patatine devono essere buone anche se mi trapassano il fegato. Avvelenatemi, siate ruffiani, ma fatemi mangiare bene. Invece tutto pare inutilmente salato o dolciastro, molliccio e triste.

Allora, cari affezionati lettori, qual è il rapporto prezzo-felicità più favorevole della vostra carriera, e a quale locale appartiene?

[Crediti | Link: Dissapore, McDonald’s. Immagini: Wall Street Journal, Viaggiatore Gourmet, McDonald’s]