Local vs global | Alternative italiane a McDonald’s

In Italia si inaugurano (quasi) 3 Mc Donald’s ogni mese, questo almeno per l’anno in corso. Dal 1986, anno di apertura del primo locale in Piazza di Spagna a Roma, sono state avviate 360 filiali. Rispetto a Roma, Napoli ha dovuto attendere 5 anni prima di poter prendere a morsi un BigMac. Da allora tutto bene? Non proprio. Solo nel 2008, nonostante le ubicazioni in piazze e strade di pregio, si è prematuramente conclusa l’avventura di ben 3 McDonald’s. Gli affiliati non hanno onorato il contratto di franchising che li legava alla casa madre, si dice, e sarà di certo andata così. Ma mentre la sede di Pompei, chiusa anch’essa pochi mesi dopo l’apertura, è stata subito rilevata dalla McDonald’s Italia, i locali di Napoli giaciono in uno stato di desolante abbandono.

Mi piace credere che, come avvenuto nel 2005 ad Altamura, dove un piccolo fornaio costrinse alla chiusura il McDonald’s dirimpettaio a suon di focacce, la spiegazione del mistero napoletano sia l’economico e gustoso street food locale. D’altra parte, cosa vi tenterebbe di più, il Big Mac a 4 euro o la Margherita da asporto appena sfornata da una gloriosa pizzeria napoletana? Già piegata “a portafoglio” si paga un euro, fate voi.

E se non avete problemi di trigliceridi potete spaziare tra pizze fritte con cicoli (ciccioli di maiale) e ricotta nel popolare quartiere di Montesanto, a ridosso dello shopping elegante di via Roma, e le fritturine miste (“cuoppi”) della storica “Friggitoria Vomero”: un “ciurillo” (fiore di zucca), un “panzarotto” (crocchè di patata), uno “scagliuozzo” (polenta), una pall’e’riso (arancino) e una pastacresciuta per 1,60 euro di pura felicità.

Forse non come Napoli, ma credo che molti posti italiani possano sfidare McDonald’s. Local vs global: fatemi sapere quali alternative (cioé: cibi di strada) offre la vostra città allo strapotere del fast food. Proteine, vitamine, gusto e convenienza.

[Fonte: Top Franchising]

Giampiero Prozzo

16 Ottobre 2010

commenti (18)

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  1. Kapakkio ha detto:

    La teoria che il cibo di strada campano ci salvi dal McDonald la confermo: anche a Salerno quello nel centro storico è chiuso da tempo e così pure Burger King. In tutta la città sopravvive solo il McDrive in periferia. In questa Campania Infelix almeno qualcosa di buono c’è ancora….

  2. babs ha detto:

    ma siam sempre qui con le stesse cose, trite e ritrite….. ma non vi passa mai nella mente che almeno mc donald ha un lato positivo? fa lavorare la gente.
    per tutto il resto, che noia sempre le stesse cose, sempre contro mc!!! dopo un pò stanca anche questa tiritera, molto più che un mc chicken, che è pure buono! http://www.mcdonalds.it/#/all-products/product-mc-chicken/

    1. babs ha detto:

      ciao stefano…. hai ragione!!! il mitico legend 🙂

    2. Non è l’unico lato positivo.

      Io resto ammirato dal loro Sistema di Qualità, una cosa che cito proprio nei corsi. E’ di una precisione spaventosa rispetto alla quantità di prodotto finito e, soprattutto, per la vastità della rete produttiva.

      Di fatto è un TQM, ma si comporta come un Six Sigma. Sono bravissimi, e questo gli va riconosciuto come merito, a prescindere, come direbbero a Napoli…

    3. Sarò OT, ma devo dirvi questa cosa.
      Con l’allergia all’uovo della mia sorella minore, l’unico posto dove posso portarla un pomeriggio a sgranocchiare qualcosa assieme (posto che uno non si cucini da sé le sue cose) è il MCD. Sono gli unici a garantire, per iscritto, che il loro pane e la loro carne non contiene uovo. Per il grande sistema di qualità, è vero, che garantisce ad esempio che gli alimenti non si contaminino tra di loro. L’unico posto in cui si possono mangiare patate fritte, che non vengano cotte assieme a pastellati con uova o mcnuggets di pollo…
      Detto questo, ci tengo a specificare che se ci fosse in giro un negozietto con le stesse garanzie il MCD per mia sorella non esisterebbe. E trovo assurdo che una persona allergica, invece di affidarsi alla bottega di fiducia, debba andare al McDonald’s!
      Cioè è un controsenso. Questo perchè nessuno ha un sistema di qualità che gli permetta di certificare il fatto che gli alimenti non vengono contaminati tra di loro. Ed è anche comprensibile che piccole realtà non si carichino di questo sbattimento. Comprensibile dico, ma uspico che qualcuno inizi ad attrezzarsi.

    4. karmas75 ha detto:

      Perché lo street food locale non fa lavorare la gente?
      Ché le pizze o le fritturine finiscono da sole nella mia pancia?

      In più c’è il vantaggio di non pagare il franchising ad una catena straniera.

      Senza parlare del gusto poi…

    5. Alienante lavorare al Mac,
      Poi non vorrei dire un’ovvietà, ma la gente mangia comunque, quindi i posti di lavoro nella ristorazione sono gli stessi.

  3. Roma è vero che ha visto lo sbarco di McD in Italia ma come varietà e qualità delle alternative probabilmente non è da meno di Napoli (sicuramente a prezzi più alti).
    Non si possono non citare la pizza a taglio e i supplì, dalle varietà più “innovative” di 00100 e Pizzarium alle tante più tradizionali (sempre di qualità) che si possono trovare quasi in ogni zona della città, ad esempio Pizzeria Italia a Porta Pia o Angelo e Simonetta sulla Nomentana.
    Sarebbe interessante avere qualche numero per città/aree geografiche così da capire se c’è veramento lo strapotere dei fast food in Italia…noi crediamo (e speriamo) di no!

  4. A Termoli, dove vado d’estate, perchè mia moglie ha casa lì vicino, ho visto chiudere prima un Mac, poi un Burgher King, la gente di lì preferisce di gran lunga la pizza.

  5. christian m ha detto:

    beh i kebabbari a milano la fanno da padrone, e per 3,50euro non c’e’ proprio paragone con anche il piu’ “buono” dei burger del MerDonald

  6. Daniele ha detto:

    E’ tempo di food mobile! qui negli states, nella patria del fast food adesso va alla grande la next generation di fast food, ovvero i food truck. Come i nostri paninari ambulanti fuori dalle disco alle 4 del mattino. Solo che qua adesso si buttano sui food truck gourmettati! Partendo dall’idea che l’originale e’ e rimane il taco truck; adesso ci sono truck di cucina fusion, il francese che fa pate’ vari e foies, il pizzaiolo, il Giapo sushi truck, il BBQ coreano e addirittura il muffin e donut truck!Li segui via twitter e feisbuc e se sei in zona loro puoi accappararti un pranzetto veloce. Ovviamente qui negli USA di MC Donald non ne chiuderanno mai, ma vale sempre la pena la battaglia.

    1. giggi ha detto:

      L’America, sempre criticata, sempre copiata. La democrazia più antica e più sana del mondo.

    2. Infatti a Londra, nella city, si fa la fila davanti ai food truck con specialità di tutto il mondo, thai, indiano, tedesco, italiano, greco.

    3. Daniele ha detto:

      Beh non mi sembra un caso che questi fenomeni fioriscano in quei paesi in cui la cultura dello stare a tavola (anche in senso figurato) ha radici molto corte o quasi inesistenti.

  7. CLAUDIO ha detto:

    Certo che la nostra tradizione culinaria sara’ sempre la vincente.Infatti vi segnalo una nuova iniziativa tutta made in Naples anzi Gragnano,patria della pasta dove un gruppo di giovani imprenditori hanno inventato una cucina professionale come quella dei ristoranti, con il nome “Oikànn”(ECCOLO)dove cucinano la pasta di Gragnano per strada,e vi assicuro che e’ una bonta’ e poi l’Ape e’una meraviglia.Ora mi hanno detto che sbarcheranno a Londra e Parigi.Buona fortuna

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