di Leonardo Ciomei 16 Luglio 2010

Questa è la settimana che  Palermo dedica ai festeggiamenti della santuzza, Santa Rosalia, e che noi dedichiamo invece ai ristoranti della costiera palermitana arrivando fino a Trapani. Senza esagerazioni: questa parte di Sicilia è di una bellezza estrema,  con tratti di scogliera indimenticabili e un pescato tra i più freschi d’Italia.  Qualche locale lo segnaliamo noi, ma voi dopo il casino fatto per la Sardegna, avete ancora le forze per aggiungerne qualcuno?

BYE BYE BLUES
Via del Garofalo, 23 – Mondello (PA)   tel.  091 6841415     sito

A tenere alta la bandiera della ristorazione in spiaggia dei palermitani rimane il Bye Bye Blues della famiglia Barraco, visto che lo storico Charleston ha ormai chiuso i battenti. I piatti che vi arriveranno in tavola, serviti da premurosi camerieri, sono la quintessenza della cucina siciliana e utilizzano prodotti tipici come il tonno rosso o il caciocavallo ragusano. Da non perdere gli spaghetti con purea di fave fresche e ricci e la scottata di ricciola con emulsione di pomodoro e basilico, apprezzabili e ambiziose anche le portate di carne come il croccante di pollo marinato al thè Earl Grey. Ottimi dessert e notevole cantina. Conto sui 60 euro, con un degustazione di 5 portate a 45 euro.

POCHO
loc.tà Isulidda frazione Makari – San Vito Lo Capo (TP)    tel. 0923 972525     sito

Indubbiamente un locale originale: terrazza sul mare e la titolare che oltre a cucinare (bene) intrattiene a fine pasto gli avventori, forte della sua esperienza teatrale. In più la domenica lezioni di cous-cous in infinite varianti. L’albergo/ristorante Pocho della brava Marilù Terrasi (il nome Pocho viene da un gatto) offre per poco meno di 40 euro un menù articolato; da provare i filetti di palamita saltati e marinati in buccia di limone e gli involtini di spatola. Vini locali e tanto divertimento.

DON CICCIO
Via Cavaliere, 87 – Bagheria (PA)   tel. 091 932442    sito

Da non confondere con l’Antica Residenza Don Ciccio, sempre a Bagheria ma più di tono, mentre questa semplice trattoria fa dell’aspetto demodè la sua bandiera: niente fronzoli ma tovaglie a quadri, servizio svelto e pesce cucinato alla vecchia maniera. I piatti però sono ottimi e un filo tradizionali come la pasta con le sarde, il pesce spada, il tonno ammuttunatu. Per soli 30 euro vi immergerete nelle atmosfere di Baarìa, il film di Peppuccio Tornatore.

LA CICARA
Via Buscaino ang. piazzetta Cuba – Trapani    tel. 349 2576346    sito

Uno delle più conosciute trattorie di Trapani: prezzo modico (non si raggiungono i 40 euro) per piatti abbondanti e gustosi. Gianni in cucina e Francesca in sala propongono la più pura tradizione: gamberoni, calamari, sarde a beccafico, caponata, busiate (tipo di pasta del luogo) allo scoglio, cozze gratinate. Un po’ triste la zona pranzo, gradevole invece lo spazio rinnovato e quello estivo in piazzetta.

GIUSEPPE COSTA PER IL BAVAGLINO
via Benedetto Saputo, 20 – Terrasini (PA)   tel. 091 8682285     sito

Nella splendida Terrasini il giovane chef Giuseppe Costa (esperienze nei bistellati Cracco e Rossellinis) alza il livello dei ristoranti costieri con questo piccolo locale da 20 posti e prezzi stranamente alti per questi lidi: alla carta circa 55 euro, degustazione di 7 piatti alla stessa cifra. Intriganti il baccalà panato al nero di seppia con panelle, pomodorini dry e zeste di limoni e il risotto allo zenzero con bottarga di muggine.  Cantina in evoluzione e chef che, se non si dedica troppo alla TV, può diventare un punto di riferimento della Sicilia occidentale.

Piccola guida Twitter-style Isola di Levanzo: Paradiso, semplice, costo medio, chiudete gli occhi e vi sembrerà di essere Salvo Montalbano con Livia in vacanza.  Palermo: Antica Focacceria San Francesco, come non citarlo ? panini con la milza, pasta fritta, gelo di melone, cosa volere di più ? Osteria dei Vespri, piccolo (e caro), carta dei vini da stellato, vale ancora ?  Marino il Cantastorie, direttamente sul mare, frutti di mare a go-go, menù fisso a 35 euro, pesce freschissimo: si muove ! Ingrassia, nella trafficata via Dante, vicino al Politeama, sfinciuni come piovesse ma pure pane e buccellato. Chiluzzo, alla Kalsa, baracchetta per veloci panini con panelle (ma preferitele lisce, calde, senza pane).   Castellammare del Golfo: Del Golfo, crudo, crudo, crudo, prezzo medio, evitare i voli pindarici dello chef, vini non pervenuti.