di Leonardo Ciomei 29 Maggio 2010

Fine settimana questo che in molte zone d’Italia coincide con le consuete reunion familiari: comunioni, matrimoni, battesimi che regalano tavolate di dubbia qualità e ancor più dubbia soddisfazione. Noi, per svicolare dai rinfreschi, segnaliamo come scusante il non derogabile appuntamento nella città di Dante (ma anche di Pinchiorri) con il Firenze Gelato Festival. Ma poiché abbiamo già dato ampi consigli per Florence, ai lettori più lontani in alternativa suggeriamo per domenica la manifestazione Cantine Aperte, in special modo quelle del Piemonte. Sarà perciò agevole deviare verso le parti di Saluzzo e delle valli occitane, bacino di trattorie/ristoranti comme il faut. Noi consigliamo le solite cinque, voi ne conoscete altre raccomandabili ?

La crota dl’ours

Via della Repubblica, 6 – Torre Pellice (TO)   tel. 0121 953539   sito

Come non iniziare dal locale dello chef Walter Eynard ? Non aspettatevi il lusso piemontese del Flipot (mi dicono ora aperto solo per gruppi e previa prenotazione) ma qui alla grotta dell’orso la spesa è minima e la qualità dei prodotti del territorio valdese sempre elevata. Da non perdere il battuto di carne al coltello e la torta valdese. Sui 30/35 euro.

D’La Picocarda

Via Cardè, 71 – Crocera di Barge (CN)   tel. 0175 30300   sito

Là dove nasce il dio Po, direbbe Bossi, sorge il ristorante della famiglia Picotti. Cucina di carne e di pesce (di mare, nemmeno un pesce di fiume, mah !) che comunque attira villeggianti e appassionati. Fra i numerosi piatti la preferenza va agli agnolotti del plin ai tre arrosti ai porri di Cervere, al filetto di bue piemontese al vino rosso, e alle lumache, da poco uscite dal letargo invernale. Spesa che non supera i 50 euro.

La verna neuva

Via Giolitti, 47 – Cavour (TO)   tel. 0121 69053   sito

Gradevole ristorante nel cuore del paese che offre un menù fatto di piatti semplici senza voli pindarici a prezzi modici, sui 30/35 euro, escluso i vini che, con la cantina di circa 300 etichette, sono uno dei pregi del locale. Da provare, se presenti, le polpettine di manzo con fonduta al Castelmagno. Peccato per qualche tavolo interno un po’ piccolo e le sedie, piuttosto scomode (e bruttine).

Ostu dij Baloss

Via Gualtieri, 38 – Saluzzo (CN)  tel. 0175 248618 chiuso domenica  sito

Baloss, non bagoss, anche se in questo caso il famoso formaggio bresciano potrebbe essere presente nel fitto carrello dei fromages di questo ristorante di Saluzzo. Particolarmente ricca la carta dei vini e menù della tradizione a poco più di 40 euro. Piatto da ricordare: la gallina bianca di Saluzzo (o di Cavour), presidio Slowfood, ottima sia per il tonno di gallina che per la finanziera (bargigli e creste).

Locanda della Capreria Occitana

Via Nazionale, 370 – loc.tà Abbadia Alpina  Pinerolo (TO)   tel. 0121 201139 aperto nel weekend

Locale di cucina tipicamente occitana. Qui si tratta di un agriturismo dove troverete prodotti rigorosamente fatti in casa (ma non dovrebbero essere tutti così gli agriturismi ? ah, saperlo !). La sala è elegante e i piatti prevalentemente dedicati agli ovini e ai formaggi. Il prezzo non sarà così popolare come vi aspetterete ma saranno soldi ben spesi. Circa 40/45 euro.