Riviera romagnola: la qualità della vita dipende dal pedale

In questa estate di ferie ad ogni costo (basso), di vacanze da inventare e risicare, in questa estate di temperature da cottura a vapore e di benzina a prezzi da moltissime stelle e forchette, le mie salvezze sono state il treno, la riviera, la bici. Salva al punto da aver voglia di condividere il vero […]

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In questa estate di ferie ad ogni costo (basso), di vacanze da inventare e risicare, in questa estate di temperature da cottura a vapore e di benzina a prezzi da moltissime stelle e forchette, le mie salvezze sono state il treno, la riviera, la bici. Salva al punto da aver voglia di condividere il vero street food. Poca spesa, molta resa. E bici senza lucchetto che non la perdo di vista un attimo.

Partire da Piacenza-Parma-ReggioEmilia-Modena-Bologna su un RV Trenitalia bici al seguito e raggiungere Rimini. Scendere lato mare e affrontato il sottopasso fermarsi per la prima sosta golosa

Al Pascucci alla Rotonda. Ottima la miscela di caffè, dignitosi i croissant industriali, molto molto ampia la scelta di tutto e una barista che al secondo sguardo conosce il vostro solito. E’ amore. Per il posto.

Proseguire pedalando in un traffico allarmante se l’ora è quella sbagliata evitando le auto più sbure, i pullman che vomitano turisti: polacchi, russi, lituani.

Sorpassare l’11 che vi carbonizza se rimanete dietro e giungere a Riccione in tempo per un tuffo in acque pulite, quello che serve per farsi venire fame e avventarsi su una piada “lamigliore” in viale Gramsci, “da Romano” storico piadinaro abbastanza unico. Scegliete la vostra preferita, certo, ma ricordate che stracchino e rucola oppure prosciutto e mozzarella sono le migliori e le più gustose.

E’ l’ora giusta per farsi un giro pedalando fino a Cattolica sul ponte che guarda il mare, a un passo dalla nuova darsena, c’è un chioschetto che prepara frozen e grattachecche come la voglia comanda. Con la frutta fresca e il ghiaccio tritato al momento. Era un limone con la gestione familiare, ora è un rettangolo design ma sempre molto familiare.

Proseguire per smaltire fino a Gabicce Monte, fermarsi per la merenda al bed&breakfast lato destro. Bar gastronomico si definisce, ma hanno crostate che ti fanno dimenticare la salita!

E dopo aver fotograto e postato il panorama di Vallugola su Instagram e su Twitter preparatevi alla discesa e a gustare un mitico cassone nel chiosco di Misano, il Capriccio di gola. Verde o rosso, una meraviglia (non andate alle 13, la fila è lunga).

Siamo di nuovo a Riccione. Niente di meglio prima di tornare a Rimini per il treno del rientro che fermarsi al Kalamaro fritto d’osteria. Take away uno spiedino di seppioline quello che serve per pedalare con felicità.

Naturalmente quando arrivate a Rimini, sulla rotonda che vi riporta in stazione c’è la Casina del bosco… non vorrete tornare senza riportarvi un paio di souvenir, vero?

Ecco. Sono di nuovo sul treno, aggancio la bici, trovo posto fra ciellini preganti e ringrazio Twitter che dimezza i tempi di attesa. Scrivo cazzate in partenza e non mi accorgo che sono già arrivata. Faccio la somma della giornata sazia di vita e di cibo e di colori

— 3,50€ il costo A/R del biglietto della bici
— 2 € il caffè e cornetto al Pascucci
— 5€ la piada da Romano
— 3€ il sorbetto al kiwi al chioschetto
— 3,50€ il cassone al Capriccio
— 3, 80€ lo spidino di seppioline al Kalamaro
— 5€ le 5 piade da portare a casa
— 47 km percorsi
— una giornata spesa bene.

Per il prossimo MotoGP proverò altri locali. Se ne vale la pena vi dico. Mangiare di strada sempre, distratta mai.

P.S. La pizzetta tonda di Reddy, quello dietro le Fonderie, piccole come un freesby le tengo per l’aperitivo, 2€ la margherita una goduria infinita.

[Crediti | Immagine: Silvia Lanconelli]

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