di Massimo Bernardi 18 Gennaio 2011

Su nostra richiesta, venerdì scorso avete fatto a chi ce l’ha più lungo, ehm, volevo dire che avete snociolato i PEGGIORI vizi dei PEGGIORI clienti dei vostri ristoranti. Siccome siete dotati di un sottovalutatissimo talento da sceneggiatori, ne è uscita una sequenza di perle niente male, eccone alcune: Quelli che come mancia ti portano una saccata di bronzini.

  • Quelli che levano, mettono, rivoltano, e modificano ogni voce del menù fino a raggiungere le estreme vette del ridicolo: Vorrei un piatto di tortellini alla panna con i rigatoni al posto dei tortellini e pomodoro e basilico al posto della panna.
  • Quelli che chiedono un consiglio sul vino e poi tirano fuori l’iPhone e ti dicono che sulla guida non c’è.
  • Quelli che: un espresso ristretto in tazza grande, che sprigiona meglio l’aroma.
  • Quello che: scusi, ma nella coppa agli amaretti ci sono gli amaretti?
  • Quella che mi chiama urlando e sentenzia ”Ma c’è un vetro nel mio piatto!” e il vetro presunto altro non è che un croccante trasparente ai capperi e limone.
  • Quello che fa il mix con gli ingredienti di 4 diverse portate del menù creandosi estemporaneamente un piatto che lo chef dovrebbe preparargli il sabato sera col locale pieno.
  • Quello che appena seduto inzia a dire quanto bene ha mangiato in una serie di ristoranti tuoi competitor.
  • Quello che vuol essere riconosciuto apertamente per vantarsene tuta la sera con gli amici.
  • Quello che dopo 22 anni che hai aperto il ristorante ti incontra per strada e “… Devo sempre venire da te”.
  • La signora del tavolo accanto che sa fare meglio ogni piatto che arriva: ma stai a casa!

Ma non c’è avventura di Paperone senza Rockerduck, ecco perché da questo momento la parola passa ai clienti. Cui chiediamo di snociolare i peggiori vizi dei ristoranti che frequentano. Serve un aiutino? Perlustrate il nostro elenco.

  • Quelli che non salutano i clienti.
  • Quelli che ti consigliano con particolare insistenza l’ultima aragosta rimasta. Ma mangiala tu!
  • Quelli che interrompono puntualmente le conversazioni senza aspettare che i clienti abbiano finito.
  • Quelli che ti stressano se non finisci una portata, specie le donne, costringendoti a momenti di grande imbarazzo: “Tutto bene?”
  • Quelli che porgono i bicchieri infilandoci le dita dentro.
  • Quelli che: “per chi sono le vongole, e la bistecca?” Ma un piccolo sforzo di memoria, no?
  • Quelli che stappano una bottiglia facendo i botti di Capodanno.
  • Quelli che mandano platealmente al diavolo lo chef, il sommelier o il cameriere mentre i clienti ascoltano.
  • Quelli che ci mangiano, bevono e fumano davanti. Ma il personale non era come il poliziotto che in servizio non beve.
  • Quelli che “Ottima scelta, signore”. Perché, ce n’è una peggiore?
  • Quelli che ti riempono il bicchiere dopo ogni sorso e quelli che lo lasciano vuoto troppo a lungo. Oddio che ansia!

Coraggio, tocca a voi, e ricordate che lo sfogo è terapeutico.

[Crediti | Link: dissapore, immagine: joshandjosh]