di Massimo Bernardi 21 Luglio 2010

La lista delle cose che bisogna essere in due per fare è lunga. Così insospettabilmente lunga che si deve essere in 2 — noi e voi — anche per commentare la guida del Guardian ai più risolutivi indirizzi culinari della capitale. Capita che ieri, per la serie: “Quando siete a Roma fate come i romani”, il quotidiano britannico decida di elencare 10 modi per mangiare bene a Roma dalla colazione all’aperitivo passando per il gelato, la pizza, la cucina romana… Siccome stendere il bucato sul sito e lamentarsi se chi passa nota che i calzini sono sporchi non è da loro, i giornalisti del Guardian non se la prendernno per il nostro sopraccigliare. Seguono i (non molto originali) consigli del giornale inglese divisi per argomento: diteci cosa ne pensate e quali sono le migliori alternative all’indirizzario.

IL CAFFE’ DEL MATTINO.
“Per un espresso o una granita al caffè non c’è niente di meglio del Caffè Sant’Eustachio“, scrive il Guardian. Guidato da Roberto e Raimondo Ricci dal 1999, Sant’Eustachio propone caffè biologico, equo e solidale perché comprato da organizzazioni no profit. Alternative?

PRANZO.
Saltimbocca e altri classici della cucina romana offerti a prezzi ragionevoli. Per questo e per certe specialità tipo la pasta fatta in casa con il ragù di tartufo, bisogna andare alla Taverna dei Fori Imperiali, nel rione Monti, vicino al Colosseo, la cui cucina è stata descritta come “sensazionale” dall’ex plenipotenziario della critica americana, Frank Bruni. Non conosco il locale di Alessio Liberatore, qualcuno ne sa di più?

Alternative?

GELATERIA.
I romani discutono per ore su quale sia la gelateria migliore in città. La carta giocata dal Guardian è strana: Ciampini, in Piazza San Lorenzo in Lucina. Ehm…

Alternative?

DOLCI E TIRAMISU
Pompi. Sempre Pompi. Fortissimamente Pompi. Anche per il giornale inglese Pompi è la pasticceria dove tutti i romani vanno a mangiare i cremosi tiramisu alla banana, fragola o classico. Anche perché, caso raro a Roma, Pompi non chiude fino all’1:30, cosa che ne fa il posto ideale per uno snack notturno.

Alternative?

APERITIVO.
La follia collettiva dell’aperitivo ha contagiato Roma meno di altre città italiane, secondo il Guardian, tranne che per Freni & Frizioni, bar ambientato in un’ex carrozzeria di Trastevere dove la meglio gioventù capitolina va per sorseggiare impareggiabili mojito.

Alternative?

CUCINA ROMANA
Una più che dignitosa Carbonara per 8 euro, che è un po’ come dire piatti classici a prezzi abbordabili. Ecco il motivo per cui andare al Pommidoro, Piazza dei Sanniti 44, nel rione San Lorenzo, condotto dalla stessa famiglia di oggi già nel 1926. Pappardelle, pajata e via classicheggiando senza sentire lingue diverse dal romanesco dall’italiano.

Alternative?

PASTA.
Cacio e pepe da Roma Sparita? Confesso di non conoscere il locale di Piazza Santa Cecilia a Trastevere, e mi chiedo come mai. Che sia uno dei segreti meglio-tenuti di Roma culinaria, praticamente sconosciuto ai turisti, come dice il Guardian, o è perché sono altri i ristoranti dove si mangia la pasta più definitiva della città.

Alternative?

CUCINA REGIONALE.
Per il quotidiano britannico niente è maglio della raffinata Enoteca Palatium di Via Frattina per apprezzare la cucina regionale romana.

Alternative?

PIZZERIA.
Da Baffetto o La Montecarlo vanno bene, ma per la pizza (al piatto) migliore della città, sottile, croccante, economica, 6 euro per una Capricciosa, bisogna andare al Formula Uno in via degli Equi 13 nel rione San Lorenzo. Disclaimer: mai sentita prima.

Alternative?

WINE BAR.
La scelta del Guardian, Il Goccetto, si trova proprio dietro Campo de’ Fiori, in via dei Banchi Vecchi. Atmosfera intima e rilassata in un palazzo disegnato da Antonio da Sangallo, con affreschi del 1700. Secondo Anna Sbarro, la proprietaria, in carta ci sono più 300 etichette.

Alternative?