A fine Agosto torno a New York, l’ultima volta è stata nel ’99. Da allora sono cambiate molte cose, specie la scena dei locali. Voi che sui ristoranti italiani siete sempre aggiornati, sapete consigliarmi indirizzi sicuri dove mangiare o bere qualcosa?

Il Fanelli Cafè di Prince Street nel quartiere di Soho a New YorkQuesta è la mail di un amico arrivata ieri alla casella di Dissapore. Sono quasi 250 i ristoranti che aprono ogni anno a New York, la città dove, crisi permettendo, non si mangia mai a casa.

Vippume a parte, tra i francesi è sempre da consigliare il Balthazar a Soho (60-90$ a testa) o per un conto più alla portata, il bistrot Lucky Strike, stessa proprietà, sempre a Soho. Da provare la cucina fusion di David Chang, il talentuoso chef del Momofuku nell’East Village (60$). Capitolo ristoranti italiani. Pitti per la pasta, mentre per il brunch americano “with an italian twist” c’è l’Aurora del cuoco romano Gaspare Villa a Brooklyn (20-30$). Come Peter Luger, che rimane la migliore steak-house in città.

Per il vero hamburger americano il consiglio è Diner, menu del giorno scritto a penna sulle tovaglie e rischio elevato che da un momento all’altro si materializzi Fonzie. Chissà quanti ristoranti che valgono una visita ho dimenticato, mi aiutate a suggerirne altri?
Immagine: Flickr | Utente: Artcphoto

commenti (35)

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  1. Avatar massimo lanza ha detto:

    evita i ristoranti italiani alla moda, soprattutto il più figo del momento !!

    spice market
    bar boulud
    gramercy taver

    mi vengono questi in mente

    l’hamburger al plaza o all’Hudson cafè che fa tanto figo !

    la baguette con il salmone da petrossian, ma al negozio non al ristorante

  2. Avatar Maurizio Cortese ha detto:

    Nel “Time warner center”, lussuoso centro commerciale in Columbus circle, ci sono tre interessanti indirizzi, molto diversi fra loro e tutti con vista su Central Park.
    Sullo stesso piano, se ben ricordo il quarto, ci sono:
    “Per se” dello chef Thomas Keller. E’ un Relais & Chateaux che propone una cucina innovativa di ispirazione francese.
    Qualche metro più avanti c’è “Cloe”. Formula molto più “easy”. All’ingresso ti chiedono la carta di credito e ti consegnano una “card”. Con questa puoi prendere tutto il vino che ti pare dai “dispenser” automatici che trovi lungo le pareti. Al centro c’è un solo grande tavolo rettangolare, circondato da tanti sgabelli, dove servono “finger food” molto buoni. Per colpa mia adesso anche mia moglie legge i blog per cui non posso dire qual’è la cosa che più mi ha colpito. Comunque, altamente consigliato per i single.
    Il terzo, poco più avanti del “Cloe”, si chiama “Porter house”, locale molto raffinato. Qui si può provare una delle migliori “steak” di N.Y.
    Splendida la vista su Central Park. Unica nota stonata è che se i camerieri capiscono che siete italiani vi serviranno con molta sufficienza. Sanno che il concetto della mancia “obbligatoria” non l’ abbiamo ancora capito.
    Altro indirizzo molto interessante è “The modern”, all’interno del MOMA, se si vuole abbinare cibo & cultura. Unica raccomandazione è quella di prenotare su internet l’ingresso al MOMA e al ristorante se non amate le lunghe file.

    1. Avatar Fabio Spada ha detto:

      Condivido tutto a parte la sufficienza con cui hai liquidato Keller.

      Per Se è probabilmente la miglior esperienza gourmet di New York e, budget permetendo, tappa imprescindibile.

      http://www.perseny.com/

    2. Avatar Maurizio Cortese ha detto:

      Hai perfettamente ragione, volevo solo evitare di scrivere un “papiello” 🙂
      Mi trovo. Da evitare senza indugi, fra gli italiani, “Sora Lella” a Soho, provato “per colpa” di Bernardi che ne segnalò l’apertura.

    3. Avatar Fabio Spada ha detto:

      Per quanto riguarda Per Se, lo immaginavo 😀

      Per quanto riguardo le sole che dà Bernardi sui ristoranti, mi mancano un altro paio di conferme per esserne certo 😉

  3. P.s. Il Mandarin ha anche il bar (MO bar) se non vuoi fermarti a cena, vale la pena per un cocktail con vista

  4. Forse da un paio d’annetti a questa parte la ‘cosa’ più interessante di Nyc rimane Dave Chang in tutte le varie declinazioni di Momofuku (ora c’è anche la versione ‘dolci’).

    Per il cibo giudeo consiglio il golosissimo 2ndavenuedeli

    Andando di là dall’East River io eviterei accuratamente Luger, sopravvalutato e carissimo, per attraversare la strada ed entrare da Dressler (peraltro insieme a Luger l’unico stellato di Brooklyn).

    Tornando in città non credo si debba perdere The Spotted Pig, forse l’unico pub dotato di una stella Michelin.

    Per l’hamburger si gode e ci si diverte da matti da Burger Joint.

  5. Come si diceva di là, QUI:

    http://zenandcity.blogspot.com/2008
    si consigliano le Lamb chops con Pinot Noir

    o anche il vegetariano con saletta e caminetto Blossom http://www.blossomnyc.com/home

    Per atmosfere glamour ispirate all’oppieria di C’era una volta in America c’è lo Spicy Market sempre al Meatpacking District (glamour).

    Per finire, anche se può sorprendere, pranzetto da Barbarini (italiano) http://zenandcity.blogspot.com/2009

    Certo, farei anche un saltino al Sea (Thai: http://nymag.com/listings/restaurant/sea02/) a Brooklyn, proprio a Bedforn Avenue: http://zenandcity.blogspot.com/2008/06/hic-et-nunc-bedford-ave.html

    1. Dimenticavo, mi sono rifatto con un maxi hamburger al Jazz Standard sulla 22ma. Di sera nel w-e merita.

      Ciao, Fil.

    1. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

      Con pastrami, I suppose..

      e prima che qualcun altro lo scriva: sì, è il ristorante dell’orgasmo simulato di Meg Ryan e vedrete turisti (soprattutto italiani) che indicano il tavolo ridacchiando.

      Qualcuno vorrebbe anche dire che Katherine Heigl nel nuovo film “The ugly truth” fa di meglio… pfui !!

    2. Avatar Fabio Spada ha detto:

      Siccome sappiamo i Katzi di tutti a livello quasi planetario 😉 , avevano problemi di rinnovo di contratto di affitto ed erano in via di chiusura. Chissà come è finita?

    3. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

      Fabio, ma era un problema di due anni fa ! avranno risolto nel frattempo, no ? c’è il blocco degli sfratti anche a NYC ? 🙂

    4. Avatar Fabio Spada ha detto:

      Parlai con loro a febbraio del 2008 e mi dissero che il contratto scadeva a fine anno. Ci sono due opzioni: o hanno risolto, oppure adesso stiamo parlando del CSOA Kats.

      😀

  6. Ue, se poi si vuole proprio mangiare italiano io credo che si possa ben andare sul sicuro da Falai in tutte le sue filiazioni: gurme’, easy e fornaio.