Striscia la Notizia può salvare le guide? 10 domande cui dobbiamo una risposta

Silvana Stazio intervistata da Striscia La Notizia Dopo aver visto ieri a Striscia la Notizia, Silvana Stazio, cuoca del ristorante La Locanda del Castellano di Aulla (MS) e in precedenza del ristorante Parodi di La Spezia, accusare le guide Gambero Rosso e Michelin, oltre al giornalista gastronomo Paolo Marchi (“l’essere più cattivo, sgradevole, rozzo che possa esistere”), credo sia utile farsi qualche domanda. Per le risposte, al solito, conto sul vostro aiuto.

1. Gli ispettori delle guide non pagano i conti dei ristoranti che recensiscono?
2. Se invitati a pagarli, minacciano ritorsioni sotto forma di giudizi negativi?
3. O invece sono i ristoratori che offrono per ingraziarsi il giudizio delle guide?

4. Striscia la Notizia sta infangando le guide esistenti per promuovere quella di casa (Mondadori) o lanciarne una nuova?
5. Le guide contribuiscono a migliorare il livello della cucina italiana?
6. O invece sono promozione gratuita per gli amici influenti degli ispettori e per i loro ristoranti?
7. Il sistema delle guide ha contribuito a rendere ricchi e famosi (consulenze in tutto il mondo) gli stessi ristoratori che ora lo attaccano dagli schermi di Striscia la Notizia?
8. La categoria dei ristoratori è poco unita, litigiosa, e i giudizi delle guide sono solo un altro pretesto per continuare a farsi la guerra?
9. Gli ispettori delle guide spesso non hanno la competenza per giudicare un ristorante?
10. Internet rappresenta un’opportunità per la trasparenza delle guide?

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

6 maggio 2009

commenti (49)

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  1. Mmm, intanto un paio di considerazioni. Ho un amico che si è ritrovato ad assistere (ovviamente non spiego perché, anche se lui non c’entrava nulla) a servizi di riviste prestigiose (non guide) in ristoranti importanti. Mai visto nessuno pagare, in alcuni casi anche portando in maniera volgare amici/parenti in gran numero e mangiando a sbafo.
    Caso Marchi. Essendoci dei testimoni (gli altri al tavolo), la questione mi sembra semplice. O le cose sono andate come dice Marchi e il ristoratore ha fatto una cosa illegale, o Marchi qualche scheletro nell’armadio ce l’ha. Se non querela neanche lui, inizio a pensare male…

    Per le domande:

    1) Possibile che qualcuno se ne approfitti (non credo i big, sarebbe idiota, ma qualche collaboratore magari sì), sta comunque al curatore assicurarsi che questo non succeda…
    2) Beh, se fanno la prima cosa la seconda è quasi scontata, altrimenti come farebbero a ottenere i pasti gratis?
    3) Anche e soprattutto
    4) Mi sembra che l’accanimento mediatico sia troppo forte per una cosa così di nicchia e con un mercato limitato. Ben altro discorso quando, anni fa, Striscia massacrava la Telecom mentre era sponsorizzato da un concorrente della telecom…
    8) questo è sotto gli occhi di tutti…
    10) Non vedo francamente guide online con una redazione e con una voglia di fare critica vera. VG avrebbe i mezzi, ma stronca una volta su 100. Siti come Il mangione, essendo aperti ai contributi di tutti, sono utili ma certo non possiamo parlare di guida. Il forum del GR è forse la cosa più utile, ma anche qui come parlare di guida? C’è altro?

    1. Rosetta ha detto:

      VG spesso non paga e prenota sottolineando chi sia, non in anonimo…..quindi per me “valutabile” come le altre guide…..

  2. Luca Amodeo ha detto:

    Io ritengo un’assoluta indecenza che la ristoratrice abbia fatto il nome di Giancarlo Perrotta, notaio e curatore storico della guida “Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso”, fra le persone più serie, corrette e generose che io abbia conosciuto nell’ambiente – e anche fuori.

    1. Maurizio Cortese ha detto:

      Condivido in pieno, ho conosciuto Giancarlo Perrotta qualche anno fa ed ho potuto constatare di persona più volte che tipo di persona è (anzi, gli sono ancora debitore di una cena) e di lui ho sempre sentito parlare, da tanti ristoratori, come una persona di una correttezza esemplare.

  3. Citandomi, quale autorevole fonte….

    Mi permetto un ultimo intervento e poi non tornerò più sull’argomento, a meno dell’improbabilissima eventualità che IlMangione venga citato.

    Quello di Striscia è squadrismo mediatico.

    Ricci persiste nell’utilizzo violento e irresponsabile del mezzo televisivo a danno di un settore certo non popolato di santi, ma sicuramente innocuo e, unico forse in Italia, aperto ad ampi confronti. E invece Striscia prima da una bella leccata di culo ai potenti con servizietti scemi tipo giullarini di corte e poi sputa veleno denunciando ricatti, minacce, vendette da parte di giornalisti gastronomici.

    Peccato che le smorfie indignate di Laudadio e gli altrettanto fastidiosi e bugiardi appelli di Ficarra e Picone, sponsorizzati dalla panna vegetale hoplà, stiano devastando senza dare le opportune repliche.

    Ricci sembra uno di quei cagnolini tosati e infiocchettati che abbaiano minacciosi in braccio al padron-papi e cagano sui marcipiedi, simil a quella vergine cuccia delle grazie alunna che griderebbe aita aita se qualcuno col sacrilego piè lo lanciasse.
    Ma ormai tutti sappiamo bene che in Italia il potere logora chi non ce l’ha.

    Mi taccio.

    1. CostaBrava ha detto:

      > ultimo intervento, a meno dell’improbabilissima eventualità che IlMangione venga citato

      😀
      Eh ma te la sei proprio presa a male, per il fatto che non ti/vi hanno considerati degni di pubblicazione/replica… sensibilone! Eppure se ci badi, potremmo supporre che farsi rispondere da quelli di Striscia non sia poi così difficile. In fondo, che ci vuole:

      – basta scrivere una mail al loro indirizzo
      – dichiararsi ristoratore, magari stellato Michelin (che è meglio)
      – e velatamente aggiungere che, non so, Espresso e Gambero Rosso sarebbero da cancellare

      Tutto qua, niente di difficile: allora vedi che,

      Proprio oggi sono stato contattato da Striscia, visto che gli avevo scritto.
      Mi hanno chiesto qual era il mio punto di vista sulla cucina molecolare, e sulle guide


      vedi che togliersi i sassolini dalla scarpa, è facilissssimo; e magari, se son sassi lanciati bene, ci scappa pure l’intervista con Laudadio. Orticelli piccolissssimi, invero.

    2. E se dicessi loro che SlowFood ha sequestrato il mio gattino cieco Snuky-Pù per costringermi a comprare il loro passato di verdure?

    3. Vuoi vedere che i critici delle guide da amati e blanditi diventano improvvisamente odiati? che il nuovo mood sarà “io nelle guide meglio non esserci”?

    4. CostaBrava ha detto:

      😀
      Improvvisamente odiati…
      ogni ristoratore ha i propri motivi, parrebbe, per zappare questo o quel critico. Mi ricordo ad esempio che, pure il mite Silvio Bessone insultò mica da ridere il buon oloap. Io querelerei, piuttosto come ridere; ma un amico moooolto più in gamba di me, suggerisce spesso così

      lascia sempre correre, coi ristoratori; tutta brava gente ma, non uscendo (concettualmente) mai dai loro cucina-cantina-àndito, accusano ogni minimo sgarbo come se avessero tutto il mondo contro


      ti fo un esempio, va là; e mettiti comodo, poiché non sarò sintetico.
      Natale scorso, pranzavo in allegria in uno stellato qui delle mie parti. Pranzavo solo; buon indirizzo cucina affidabile, sempre pranzato e trattato più che bene: diciottenne azzimato ieri, o trentenne leggermente più scafato adesso, comunque sia sempre piacevolmente a mio agio.

      Questa è ristorazione…
      sennonché come dicevo, il pranzo del Natale scorso: il caso ha voluto che, quel giorno fosse compresente in sala una troupe giornalistica giapponese; vale a dire sorridente giornalista giapponese, coadiuvata da un serafico fotografo italiano, sistemati nella saletta di lato e logicamente accuditi, a tutto pasto, dallo chef-patron.

      Logicamente, ripeto, e non discuto.

      Però forse per tal motivo, ossia molta dell’attenzione in cucina concentrata sul nippo-italico duo, il piatto di Tortelli servitomi faceva rimpiangere quello dell’ultima trattoria della Bassa. Dell’ultima, eh! Tanto che poi ne ho ordinato un secondo piatto, di “verifica” …morale: credendo di fare il simpatico, da cliente abituale mi son permesso un minimo di confidenza col suddetto chef-patron, biasimando sorridente, e a mezzavoce, la suddetta porzione non gradita.

      Non l’avessi mai fatto!
      Risentito a mo’ di vipera per lo sfottò ricevuto, s’è dapprima chiuso in cucina per ricuocere, e riservirmi piccato, un mezzo tortello avanzatomi; indi senza più degnarmi di un mezzo sguardo, ha seguitato il suo andirivieni tra la cucina e la saletta di lato (il richiamo dell’Oriente). Prima volta in tanti anni, ché mi son sentito fuori luogo in detto ristorante.

      lascia sempre correre, coi ristoratori; tutta brava gente, ma accusano ogni minimo sgarbo come se avessero il mondo contro…

      Concludendo l’aneddoto, il ghiaccio s’è sciolto parzialmente solo a fine pasto, dinanzi al registratore di cassa. Parzialmente e solo dopo aver fermamente ribadito, il mio intento amichevole e la mia intenzione di divertirmi mangiando, non già di infastidire chi lavora a mio beneficio… mio e a quello dei nippo, sia chiaro: giornalista e fotografo cui il pasto è stato graziosamente offerto, e non discuto poiché ognuno in casa propria fa giustamente come crede, sottoscritto cliente che s’è visto addebitare – trattasi di svista certamente, giammai di svogliata ripicca – il costo di tre aperitivi, sommanti ventiquattro euro, in luogo del singolo calice gradito a inizio pasto, proposto correttamente in Carta per otto europei.

      🙂
      lascia sempre correre, coi ristoratori… anche perché talvolta, taluni di loro, concettualmente rinsaviscono

  4. Massimo ti risponderò su una domanda di mia diretta competenza.

    Sai quanto costa fare una quarantina di ristoranti nella sola Toscana all’anno? Tremila euro circa… Che poi vengono rimborsati eccetera…

    Ora permettimi una domanda anche a me. Quanti ristoratori conosci coi soldi, la Porsche eccetera? E quanti critici?

  5. tutte giuste le domande che fai, Massimo, ma la domanda delle domande é: a chi giova questo gioco al massacro, indiscriminato, ad alzo zero, di Striscia la notizia contro le guide gastronomiche? Per quale motivo il programma satirico di Ricci ha scatenato questa battaglia, un po’ qualunquista, un po’ populista, un po’ cialtrona, in particolare quando inquadra nel mirino una persona come Enzo Vizzari, dapprima contro i ristoranti che fanno “cucina molecolare” e poi contro il “sistema guide”? E aggiungo io, come mi sono chiesto altrove
    http://vinoalvino.org/blog/2009/05/perche-il-%e2%80%9csavonarola-della-buona-tavola%e2%80%9d-sulla-querelle-striscia-cucina-molecolare-tace.html perché Raspelli, il “Savonarola della buona tavola” su questa querelle tace? Che ci sia lui – ipotesi meno stravagante di quel che potrebbe apparire – dietro un’eventuale nuova guida dei ristoranti, da far apparire già ora come virtuosa e salvifica, visto che Striscia sostiene che la più pulita di tutte le altre ha come minimo la rogna, che qualcuno, magari lo stesso potente gruppo editoriale di Striscia e di Melaverde, sta preparando?

    1. Leo ha detto:

      L’ipotesi di Ziliani su Raspelli deus ex-machina mi trova sostanzialmente d’accordo, di concerto a quella della prossima nascita di un mensile/guida dedicato alla ristorazione.

    2. Leo ha detto:

      Già. Sulla carta è più semplice mettere quelle pagine colorate che portano i soldi alle riviste. Non mi vorrai far credere che molti settimanali/mensili vivono con le vendite in edicola ?
      *sogghigna, pensando al Caf*

    3. nessun periodico o quotidiano vive con le copie vendute, tranne forse qualche pubblicazione a bassissima tiratura magari sostenuta da una solida base, di solito numericamente contenuta, di abbonamenti “ricorsivi”.
      osservatori molto più furbi di me dicono che l’accoppiata crisi/internet ne sta mettendo in discussione la stessa architettura.
      Io per me ti dico che ci sono tre cose che non comincerei a fare oggi: un periodico, una concessionaria d’auto, e l’altra invece non te la dico.

    4. Non penso proprio a Raspelli. C’è però una fonte precisa conosciuta e di cui non posso farti il nome in sede pubblica perché non ho le prove, ma nell’ambiente si sa

    5. Il pezzo si conclude con l’intervistatrice (Antonella Durazzo) che scrive: “Un pezzo di pane casereccio, qualche fetta di salame campagnolo, un bicchiere di rosso schietto. Allontanata ogni ipotesi di ristorazione alternativa, anche stasera la cena è servita”

  6. Gianni ha detto:

    non dico che la signora stazio abbia il 100% di ragione ma è incredibile e inquietante che da tre forchette in rosso e la stella (guida michelin 2005)il ristorante sia passato nell’oblio generale. Mi sembra una mafietta!

  7. andrea ha detto:

    l’aneddoto dell’ispettore che assaggia un primo da un altro tavolo mi sembra straordinario…
    …e inventato naturalmente.

  8. Faccio il ristoratore da tre anni e il cuoco da qualcuno in più. Nella mia esperienza posso dire un paio magari anche io. Nel mio ristorante hanno sempre pagato tutti, sono tornati e hanno ripagato ancora una volta. E ogni volta che tornano pagano. Non mi è mai successo che nessuno si sia presentato dicendomi io sono tal dei tali. Sarà perchè sono grosso e ho la faccia da cattivo? Credo invece che pur di farsi un ò di pubblicità c’è chi darebbe volentieri il didietro, ma non è una novità. Adesso però se mi dicono da chi comprare la pasta e il vino per la stella magari ci faccio un pensierino. : )

  9. Confermo parola per parola scritta da Nicola Cavallaro.Di contro non sono grosso e non faccio paura,ma confermo che hanno pagato tutti.

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