di Dissapore Dissapore 5 Dicembre 2012
Tabellone, Campionato, Pizza, dissapore

Il momento è solenne: nell’italica disfida della pizza –Napoli vs. Verona– entra addirittura Carlo Petrini, che oggi su Repubblica elogia Saporé (“impossibile non soggiacere incantati”), una delle pizzerie venete ancora in gara per aggiudicarsi questo Campionato. Calma amici napoletani. Non per sdraiata affettuosità nei confronti del lìder maximo di Slow Food, ma un nuovo caso Gambero Rosso (secondo cui la prima pizzeria italiana si trova a Verona, e nessuna delle seconde nel capoluogo campano) si  sopporterebbe come una rettoscopia in mondovisione (cit.)

Piuttosto, calmate i bollenti spiriti seguendo le semifinali del nostro Campionato che inizizano oggi da Napoli, guarda caso. Tra l’altro con la frugale ma insuperabile marinara (olio, pomodoro, aglio, origano e in qualche caso anche basilico), pizza napoletana per eccellenza, nel ruolo della protagonista.

SORBILLO

Marinara, SorbilloAl n. 32 dell’antico decumano maggiore, oggi Via dei Tribunali, arrivo da Gino Sorbillo, il pizzaiolo showman che ha valorizzato –rilanciandola– la zona di Napoli dove la pizza era il cibo di strada più umile. La pizzeria apre i battenti negli anni ’30, l’avvia il nonno Luigi ma è con il fondamentale aiuto di Carolina Esposito che mette al mondo “21 figli, tutti pizzaioli” (come da slogan).

– Aspetto: un disco ampio, insolitamente sottile con il cornicione poco pronunciato.
– Cottura: ben distribuita.
– Impasto/consistenza: carezzevole come d’abitudine, spugnoso, con gli alveoli (le caratteristiche fessure dell’impasto) un po’ soffocate ma senza problemi di lievitazione.

– Leggerezza/digeribilità: abbastanza digeribile.
– Sapore: il sapore della freschezza, sensazione aumentata dalla genuinità del pomodoro.
– Prezzo: € 3,00

Pizzeria Sorbillo, Via dei Tribunali 32 – Napoli, Tel. 081.446643

– Giudizio: al non napoletano viene voglia di colmare il deficit dedicandosi anima e corpo a queste pizze morbide, splendidamente condite o farcite. E bisogna dire che spendere 3 euro per mangiare la marinara in una delle migliori pizzerie d’Italia, è un discreto valore aggiunto.
– Voto: 95/100

 FRATELLI CAFASSO

Marinara, Cafasso

Nel 1953, appena aperta nel quartiere napoletano di Fuorigrotta, era la Pizzeria “Capasso”, ritocco del cognome causato da una trascrizione sbagliata. Oggi nella pizzeria “Cafasso”, che è anche solido ristorante, si respira il clima della vecchia osteria complice il generoso uso di legno scuro e vissuto (tavoli, sedie, infissi…). Diviso in due sale (circa 80 coperti) con il forno, semplice e spartano, che ochieggia a destra dell’ingresso.

– Aspetto: più piccola del solito e con la caratteristica maculatura (piccoli punti neri dovuti alla cottura), la pizza ha un bellissimo cornicione, praticamente scolpito.
– Cottura: al punto giusto.
– Impasto/consistenza: pasta tenera resa croccante da una cottura attenta, bellissimi e scientificamente distribuiti gli alveoli.

– Leggerezza/digeribilità: molto leggera.
– Sapore: napoletanità verace.
– Prezzo: € 4,00

Pizzeria Fratelli Cafasso, Via Giulio Cesare, 156. Tel. 081 2395281

– Giudizio: pizza nei cui confronti non è possibile alcuna riserva, il passaggio al turno successivo è solo una questione di gusto personale.
– Voto: 93/100.

Passa il turno e accede alla finale la Pizzeria Sorbillo.

[Tutti gli episodi del 1° Campionato della pizza. Immagini: Carmelita Cianci]