di Francesco Zoffoli 21 Gennaio 2013
melone

I post e le recensioni delle riviste specializzate prima instillano un po’ di smarrimento bovino dentro di noi, poi, dopo estenuanti confronti, la sicurezza che il modello xyz sia meglio dello zyx. Nascono così grandi storie d’amore, ma per chi segue Fotografare il cibo, il corso base per fotografi fautori del foodporn, il problema è superato, finalmente habemus fotocamera!

Adesso la scatola è sul tavolo, l’apriamo avidi ma non riusciamo a scattare perché la batteria è scarica. Mentre si carica prepariamo il piatto-cavia per la nostra incontinenza fotografica, impiattiamo, inseriamo la batteria … clac, la fotocamera si accende. Iniziamo a scattare, scattare, scattare, emozionati controlliamo ma …ORRORE! Il risultato non somiglia per niente alle foto ammirate nei nostri siti del cuore, nelle riviste o nei libri di cucina.

Maledizione, dove abbiamo sbagliato?

Proviamo a capirlo imparando i piccoli grandi trucchi nascosti dietro uno scatto riuscito.

La fotografia è una rappresentazione bidimensionale di qualcosa che ha 3 dimensioni. Per rendere la tridimensionalità bisogna giocare con la luce e i dettagli. Esempio: possiamo fare un disegno a matita meraviglioso ma solo con il chiaro scuro uscirà dal foglio colpendo l’attenzione di chi lo guarda. Stessa cosa per la fotografia. L’immagine può essere perfetta, la composizione anche, l’esposizione giusta, la messa a fuoco corretta, la nitidezza fantastica ma… è piatta, non comunica nulla.

Insalata, pomodori, chiaroscuro

Il segreto è creare un gioco di chiaroscuri che faccia percepire la tridimensionalità.

A questo scopo servono piccoli e grandi accessori. Se lo scopo della fotocamera è catturare i dettagli e restituirli quanto più verosimilmente, crearli spetta a noi.

Primo accessorio indispensabile è il cavalletto fotografico. Quando scattiamo le vibrazioni meccaniche della fotocamera e l’impossibilità di tenerla perfettamente immobile sono l’origine del micro mosso: la foto risulta poco nitida, quasi opaca, leggermente sfocata.

Si potrebbero anche usare degli obiettivi molto veloci con focale inferiore a 2.8 dotati di stabilizzatore d’immagine, e una fotocamera capace di lavorare ad alti ISO (la sua “sensibilità alla luce”) ma il costo di questa attrezzatura è molto superiore a quello di un buon cavalletto, che costa dai 100 ai 300 €, mentre solo un obiettivo con le caratteristiche citate costa intorno a 2000€.

Altro accessorio indispensabile per i reportage enogastronomici è il flash esterno alla fotocamera insieme a un soft box da montare sopra per diffondere meglio la luce rendendola più morbida.

dolce

Per i fotografi esistono due tipi di luce, dura e morbida. Dura quando la sorgente luminosa è piccola e distante rispetto al soggetto che illumina: crea ombre nette, contrastate e le fotografie hanno un tono drammatico. Morbida, invece, quando la sorgente luminosa è grande e vicina rispetto al soggetto fotografato, in questo caso la luce è diffusa, il contrasto minore e le ombre poco distinte, le fotografie hanno un tono delicato.

Per l’aquisto del flash vi suggerisco di cercare su Google, si trovano ottimi flash cinesi tra i 50 e i 150 euro, mentre i softbox costano tra i 10 e i 20 euro.

Altro accessorio utile per fotografare superfici trasparenti, è il filtro polarizzatore che come i softbox si trova a 10-20 euro.

Servirebbero anche dei pannelli riflettenti, dei flash da studio o delle luci continue… ma la vostra Visa, a questo punto, vi supplicherebbe di non farlo. Per fortuna esistono alternative economiche e con un po’ di manualità è possibile creare piccoli studi domestici dove scattare ottime foto.

Con un giro nel negozio del fai da te possiamo procurarci:

— Pannelli di polistirolo
— Pinze in plastica a molla, di quelle che servono per tenere uniti due pezzi durante l’incollaggio
— Un faro da cantiere con cavalletto (sono le luci che usano i pittori edili)
— I coperchi delle vaschette in alluminio
— Un piccolo supporto con delle mollette per tenere fermi i coperchi (la terza mano che si usa per saldare)

In un prossimo episodio vedremo in che modo utilizzare questi acquisti per realizzare un set fotografico a domicilio, ideale per le foto del nostro foodblog. Consiglio da tenere in considerazione: non usiamo illuminazioni diverse nello stesso scatto (per esempio luce naturale e lampadine oppure lampada a incandescenza e lampada al neon).

La prossima settimana parlerò degli attrezzi che non dovrebbero mai mancare nella borsa del food stylist per preparare un piatto invitante.

[Primo episodio: Fotografare il cibo: corso base per fotografi aspiranti a una botta di foodporn. Secondo episodio: L’acquisto della fotocamera]