cibo, mangiare, futuro

Noi affaticati cultori del fatto in casa che coltiviamo pomodori in balcone, coccoliamo la pasta madre ingrassata in frigo, controlliamo la fermentazione della nostra birra, affermiamo di non mangiare altro pane fuorché il nostro. Smettiamola di stressarci e prendiamoci un attimo di relax.

Dal Fancy Food Show di Washington direttamente nel negozio vicino a noi arrivano dei prodotti che ci daranno tanta soddisfazione con poco sforzo.

Ecco i 5 che, tra gli altri, mi hanno fatto calare la mascella.

kit, mozzarella in casa, fai da teMOZZARELLA FATTA IN CASA.

Giovani casari con la brama di succosa mozzarella, ecco il kit che fa per voi. Caglio, sale, guanti, termometro e il gioco è fatto.

 

kit, coltivare i funghi, fai date“BACK TO THE ROOTS”.

Vince il premio nella categoria Sofi Awards. Si compra a scatola chiusa, spore selezionate di Oyster mushrooms e con un paio di spruzzate d’acqua al giorno (vaporizzatore incluso nel kit) si vedono spuntare in dieci giorni i nostri funghetti da mangiare. Raccolto da scatola prêt-à-porter.

 

kit, fare il burro, fai da teBURRO FRESCO.

Non poteva mancare il re dei grassi. Un poco di latte e avrete il vostro panetto o vasetto di burro pronto.

 

Kit, fare i dolci, senza glutine, fai da teDOLCI SENZA GLUTINE.

Voi stressati celiaci che diventate matti per farvi tutto da soli, che invitati a cena arrivate con le vostre sportine piene di prodotti, che ai matrimoni fate la fame. Ecco qui, mix per dolci senza glutine. Muffin e pancake come se piovessero.

 

cialde, patataCHIPS DA FRIGGERE.

Cialde a base di patata, per essere precisi. Non patate già affettate a sfoglia, meno male (forse). 2 minuti in friggitrice per un risultato da Gran Prix della chips croccante.

 

Così si delineano i ritorni e le andate. Il ritorno al passato, che ci fa riscoprire le passioni, le pratiche antiche e tramandate, il recupero dei tempi lunghi e delle attese. Le andate, le cose che perdiamo, che crediamo di avere, di poter surrogare nel kit.

Che noi non compreremo, giusto? O sì? Magari però risparmiamo tempo e andiamo in vacanza più sereni, senza avere l’ansia da raccolta di pomodoro o da liofilizzazione di lievito.

Proviamo lo stesso a immaginare il futuro del cibo, voi comprereste qualcuno di questi kit? O ce n’è forse qualche altro che vi piacerebbe trovare sullo scaffale del supermercato e che qui non è citato?

[Crediti | Link: Espresso Food&Wine, Immagine: Guardian]

commenti (14)

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  1. Avatar alda ha detto:

    Beh anche nelle fungaie si coltivano così gli champignons….spore e acqua…. carina l’idea di vederseli crescere in casa….

    1. Comunque da noi kit del genere sono in commercio da decenni. Mia zia è dagli anni 70 che “alleva” funghi in giardino.
      Tra i kit, manca quello per la birra e il vino fatti in casa (tipicamente britannici, compreso il ” vino” di sambuco …)

  2. Avatar Tony ha detto:

    La colivazione dei funghi in casa è un fenomeno che esiste da svariati anni, almeno dalle mie parti. Si comprano delle piccole “balle” già micolizzate. Tempo fa un mio amico arrivava sul posto di lavoro con svariate buste di funghi da regalare, in quanto la sua “balla”, sistemata sul balcone, continuava a sfornare senza sosta! Riguardo la mozzarella, confesso di essere molto tentato dall’idea, visto che qui in zona il latte di bufala non manca. Ma, visto che già con il pentolame vario per fare la birra in casa sono stato quasi sfrattato, penso che aspetterò ancora un po’… 🙂

  3. @Cristina: “Un poco di latte e avrete il vostro panetto o vasetto di burro pronto.”

    Provaci e fammi sapere 🙂 Per fare il burro ci vuole la panna!!! Per favore correggi l’articolo e per punizione cento panetti di burro per domani 🙂

    Tra l’altro, se interessa, il kit e’ composto di:
    – manuale di istruzioni;
    – erbette assortite;
    – spalmino per burro;
    – sale grosso;
    – terrina;
    – shaker.

    1. ahahahahaha! Ma poi me di devo magiare tutti?
      Grazie delle precisazioni! Avevo trovato solo l’indicazione del latte.

  4. Avatar gio ha detto:

    I funghi fai-da-te mi fanno orrore ! No, davvero, mi fanno tropppo senso, non potrei mai farcela.
    Invece il kit per il burro è interessantissimo, lo voglio!

    1. Non è che bisogna fare niente di sconcio 🙂
      C’è un tronchetto (di pioppo), il micelio, a volte della torba/compost. Si mette nella terra, si bagna e si aspetta la crescita

    2. Non ti serve il kit per fare il burro. E’ una delle cose piu’ semplici in assoluto da fare: prendi la panna, inizia a montarla e non ti fermare!

      Versione smart: metti la panna in una bottiglia e sbatti finche’ non vedrai “apparire” il burro. Elimina il liquido presente nella bottiglia, aggiungi acqua fredda e sbatti ancora un po’. Ripeti finche’ l’acqua rimane limpida. Voila’.

      Spiegazione scientifica: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/27/il-burro/
      Se non ti interessa la “scienza” scrolla fino alla parte con background giallo.

      PS: usa panna “da montare” al 35% di grasso. Senza emulsionanti o stabilizzatori.

    3. Avatar Stefano F. ha detto:

      Se poi il burro lo vuoi anche assaggiare forse è meglio usare un vaso da conserva, perchè estrarre il burro dal collo della bottiglia potrebbe essere difficoltoso. O no?

    4. Oh yes!
      Diciamo che, dovendo agitare vigorosamente per qualche minuto, ho sempre preferito usare una bottiglia di plastica che non si rompe se mi scappa… 🙂 Poi ovviamente la taglio. Che sia anti-ecologico non ci sono dubbi, ma non faccio il burro cosi’ spesso.
      L’ideale sarebbe una borraccia in plastica riciclabile a collo largo. O una piccola zangola. 🙂

      PS: se proprio vogliamo dircela ditta, si potrebbe usare anche un’impastatrice (bimby/kenwood/kitchen-aid). Pero’ si perde tutto il divertimento…

    5. Avatar triti ha detto:

      Mi ricordo di quando la nonna faceva il burro in casa usando la panna affiorata dal latte munto la sera prima …
      veniva usata una semplice bottiglia dal fondo arrotondato e dal collo lungo e stretto … e si sbatteva la bottiglia, si sbatteva, si sbatteva, si sbatteva …… poi ad un certo punto quasi per magia il liquido cominciava ad addensarsi e poi a compattarsi, si continuava a sbattere finchè la parte solida si uniformava formando una specie di palla separandosi dalla parte liquida e trasparente … a quel punto si girava la bottiglia sotto sopra e con grande forza si spingeva la bottiglia verso il basso incominciando ad estrerre il contenuto della bottiglia che, essendo a temperatura ambiente era fluido e facilmente usciva dalla bottiglia; il burro finiva in una bacinella di acqua fredda, ricompattato con le mani a forma di palla e a questo punto era pronto per essere mangiato con il pane e un po’ di zucchero.