di Giorgia Cannarella 5 Giugno 2012
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Una cascina conciata piuttosto male dopo il terremoto racconta una piccola storia emiliana di questi giorni. Si trova nella zona industriale di Crevalcore dove nel 2007 il veterinario Michele e sua moglie Roberta, biologa, decidono di tornare al volontariato, il mondo dove si sono conosciuti, fondando la cooperativa sociale Fattoriabilita e Vecchia Orsa, un micro-birrificio artigianale che dà lavoro a una decina di ragazzi, disabili psichici.

Partito con un mini impianto da soli 80 litri, dopo le prime cotte, decisamente rivedibili, il birrificio decolla grazie anche a due giovani di San Giovanni in Persiceto che si fanno la birra in casa, e un tecnologo della Heineken in pensione, tutti invitati a dare una mano.

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Si arriva così alla produzione di quattro birre fisse (una blonde, una weisse, una saison e una belgian ale), due stagionali (una imperial stout e una blanche) e una american wheat (brassata esclusivamente per l’Harvest Pub, nel centro di Bologna). Sono 300 ettolitri all’anno per 55.000 bottiglie che continuano e essere etichettate da ragazzi con ritardi mentali e cognitivi. Il fatturato, che si aggira sui trecentomila euro, viene reinvestito in attività di sostegno ai disabili. Un progetto bellissimo che porta anche a un titolo, nel 2012 la loro Saison è Birra dell’anno.

Questa è la parte bella della storia.

Ma Roberto Poppi, birraio ed educatore professionale, uno dei fondatori della Vecchia Orsa, ci ha detto che il birrificio di Crevalcore non è stato risparmiato dal terremoto del 29 maggio. Il magazzino – che contiene tra le altre cose bottiglie, fusti vuoti e i mosti per lo starter della birra – è inagibile a causa dei danni subiti, ed è rischioso anche entrare nel laboratorio di produzione lì a fianco.

Una beffa, perché in estate il birrificio doveva spostarsi in un capannone a San Giovanni in Persiceto passando da un impianto di 200 litri a uno di 1000. Alla Vecchia Orsa non sanno se proseguire o fermare la produzione fino al trasferimento, facendo forse qualche cotta “itinerante” nei birrifici disposti a ospitarli. Per ora comunque, bisogna necessariamente imbottigliare i 1200 litri di birra bloccati del terremoto.

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Michele e Roberta sono preoccupati, e anche se hanno dentro un misto di pudore e orgoglio che impedisce di chiedere aiuto, stanno ricevendo solidarietà. Il PD di Crevalcore ha messo a disposizione un camion frigorifero, mentre il birrificio Torrechiara devolverà alla cooperativa il 5% del ricavato di Panil Days (ribattezzati “Una pinta di speranza”), appuntamento dello scorso weekend a Parma.

Chi se la sente può fare una donazione o comprare le birre della Vecchia Orsa scrivendo a info@fattoriabilita.it. Dettro tra noi, sono davvero buone.