di Adriano Aiello 5 Settembre 2012
spesa, carrello, supermercato

Da circa 24 ore, grazie ad Altroconsumo e alla ricerca svolta sul suolo italiano in 950 punti vendita sono a conoscenza di alcuni fatti che modificheranno ineluttabilmente la mia percezione del mondo. Li elenco con fermezza e rettitudine:

— Fare la spesa in Toscana è economico. Arezzo regna, Firenze e Pisa non sono da meno. Poi c’è Modena.
— Farla in Trentino o ad Aosta invece lo è molto meno.
— A Cagliari o a Catania si spendono in media 6.600 euro l’anno per sfamarsi, a Pisa 6000 (500 euro al mese, vi torna?). Comunque, il 20% del bilancio totale annuale di una famiglia.
— I supermercati low cost (l’Eurospin su tutti) sono una soluzione valida al nostro ridicolo potere d’acquisto. Si risparmia fino al 61%.
— Se proprio non si riesce a rinunciare alle marche più note l’U2 del gruppo Unes è il compromesso perfetto.
— Prendendo i prodotti a marchio commerciale si risparmia fino al 38%.

E la qualità?

“Spesso non ha niente a che vedere con il prezzo o il marchio famoso. I consumatori devono imparare a scegliere i prodotti migliori leggendo attentamente l’etichetta”.

Infine la più illuminante: la concorrenza favorisce l’abbassamento dei prezzi.

Grazie di tutto crisi, grazie che ci rendi più edotti mentre sbarchiamo il lunario con faticosa incertezza. La mappa del nutrimento domestico italiano parla chiaro.

Ora, sembrerò sarcastico ma al di fuori di una percentuale d’irriverenza che manifestavo anche nella placenta non è così. Da sociologo conosco la fatica e la calibratura di una ricerca e ne ho molto rispetto.

Il vademecum del risparmio di Altroconsumo banalizza alcuni concetti (la concorrenza e la questione dei marchi), conferma alcune cose che tutti vediamo con i nostri occhi e ne smentisce altre, tra cui il costo della spesa nel sud. Siracusa è più cara di Milano? Così sembra, ma forse da quelle parti si mangia di più, o magari si investe il poco investibile in alimentazione, invece che vestiti, trucchi, attività culturali o aperitivi.

Non so, sono ipotesi. Alla fine la ricerca non sposta molto le mie personali opinioni e abitudini, quindi:

— Non andrò a vivere in Toscana. E manco ad Aosta se faccio i soldi.
— Non farò la spesa all’Eurospin e affini. E non perché ho la passione dei marchi famosi.
— Continuerò a leggere ossessivamente le etichette per ossessione e interesse personale, non per illuminarmi di immenso. Perché se voglio una mozzarella che non diventi blu dell’etichetta me ne faccio ben poco. Sempre latte, sale e caglio dentro ci troverò, dipende quale!

E soprattutto: continuerò a pensare che se gli squattrinati sono i nuovi obesi, e lo sono, sempre di più,  qualcosa vorrà pure dire, no?

[Crediti | Link: Repubbica.it, immagine: Luxirare]