In un’epoca di forte revisionismo storico nei confronti della cucina italiana, anche la mistica della cosiddetta dieta mediterranea è stata fortemente revisionata. Quella visione idealizzata di un’alimentazione contadina nostalgica di fantomatici periodi in cui “si stava meglio quando si stava peggio”, è stata ridimensionata per quello che è: la considerazione di un fisiologo che ha realizzato come una popolazione di lavoratori manuali con cibo a malapena sufficiente per sfamarsi non soffrisse di problemi cardiovascolari.
Al netto delle considerazioni storiche e antropologiche più recenti però, la dieta mediterranea è diventata negli anni simbolo di un’alimentazione considerata sana e legata al territorio e alla stagione, tanto da venire riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, e oggi le viene attribuito un nuovo riconoscimento, che vede la comunità di Pollica, piccolo centro di poco più di 2mila anime in provincia di Salerno, entrare tra gli Eroi del Cibo della FAO.
La comunità di Pollica, Eroi del Cibo
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L’annuncio ufficiale è giunto da New York per bocca del vicedirettore generale della FAO, Maurizio Martina, in occasione della conferenza Food for Health – Food for Earth organizzata presso la New York University dal Future Food Institute durante la settimana dell’Assemblea Generale dell’ONU: “Il patrimonio non sopravvive rimanendo conservato sotto una teca di vetro. Vive quando le comunità lo praticano, lo condividono e lo tramandano da una generazione all’altra.”.
E fu proprio a Pollica, più precisamente nella frazione di Pioppi che Ancel e Margaret Keys condussero gli storici studi che legarono le abitudini alimentari locali alla salute cardiovascolare, portando la dieta mediterranea all’attenzione internazionale, e oggi, grazie anche al tramandarsi della tradizione del l’antica tecnica della menaica per la pesca delle alici nel rispetto dei ritmi marini, e alla custodia di ulivi, fichi, legumi e sementi locali, è arrivato questo importante riconoscimento internazionale.
Accogliendo l’attestato della FAO, il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, ha ribadito la centralità del fattore umano: “Il riconoscimento ha un valore straordinario proprio perché mette al centro le persone e la comunità”. La visione della cittadina cilentana ha varcato i confini nazionali grazie al progetto Convivium, la casa italiana aperta nell’East Village dal Future Food Institute e dal Centro Studi Dieta Mediterranea del Comune di Pollica. In questo spazio di diplomazia gastronomica, la tavola diventa luogo di ascolto e cooperazione per affrontare sfide globali come la salute pubblica, la biodiversità, il clima e la pace.
Sull’impatto di questo ponte culturale, la presidente del Future Food Institute, Sara Roversi, ha sottolineato: “Pollica ci mostra come un territorio possa diventare laboratorio di trasformazione e come un patrimonio profondamente locale possa parlare al mondo”. In vista della prima Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea il prossimo 16 novembre e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre, Pollica sarà un punto nevralgico di queste celebrazioni.
