A Senigallia arriva la cucina nippo-marchigiana di Noren

Tra ciauscolo e sansho, Pierpaolo Ferracuti, già stellato al Retroscena di Porto San Giorgio, porta a Senigallia la sua visione di cucina Giapponese, contemporanea e adriatica.

A Senigallia arriva la cucina nippo-marchigiana di Noren

Da sempre conosciuta come una delle mete golose più importanti d’Italia -forte com’è del duopolio Uliassi-Cedroni– Senigallia si prepara ad accogliere un’altra meta gourmet, stavolta ispirata dalla cucina giapponese, ma sempre con presupposti stellati.

Si tratta di Noren, inaugurato ufficialmente il 5 giugno: un progetto gastronomico che porta la firma di Pierpaolo Ferracuti e si propone di offrire una visione essenziale e contemporanea della tradizione culinaria del sol levante in un ambiente intimo e raccolto. Il nome scelto per il locale richiama la classica tenda posta all’ingresso delle botteghe in Giappone, un simbolo che rappresenta l’invito a varcare una soglia tra la vita quotidiana e il rituale della tavola.

Chi è Pierpaolo Ferracuti

Classe 1986 e originario di San Benedetto del Tronto, Ferracuti ha costruito la sua identità culinaria partendo dalle radici profonde nei ristoranti di famiglia per poi aprirsi a orizzonti decisamente più ampi. Dopo aver iniziato gli studi universitari in logopedia a Roma, ha deciso di seguire la propria passione per la cucina trasferendosi nel nord Europa, dove ha affinato la tecnica in realtà di prestigio come il Kontrast di Oslo, seguita da una determinante esperienza all’Osteria Francescana sotto la guida di Massimo Bottura. Nel 2018 ha inaugurato Retroscena a Porto San Giorgio, un’insegna che ha saputo distinguersi rapidamente nel panorama nazionale ottenendo la stella Michelin nel 2022 e che ha lasciato nel 2025 al socio Richard Abou Zaki.

Cosa si mangia da Noren

La proposta gastronomica di Noren è guidata da Alessandro Nulvetti, chef che vanta un curriculum costruito tra Italia e Francia presso cucine di alto livello come il Pavillon Ledoyen di Parigi e il Contraste di Milano, dove ha sviluppato una filosofia culinaria basata sul rigore tecnico e su una ricerca costante dedicata alle fermentazioni e all’equilibrio. Il percorso offerto agli ospiti inizia con una sezione di piccoli piatti da condividere, che tracciano una linea ideale tra Giappone e Adriatico: “potato sarada” arricchita con ciauscolo e sansho, o gamberetti rosa con alga kombu e salsa al sesamo e i pomodorini ciliegino marinati in salsa ponzu.

Dalla griglia arrivano proposte come l’ombrina del Gargano al miso bianco accompagnata da una originale insalata russa di edamame e le tipiche polpettine tsukune di maiale aromatizzate con zenzero e umeboshi, e non poteva mancare una sezione dedicata ai fritti, con il karaage di pollo con maionese allo yuzu kosho. Oltre agli immancabili sashimi e tataki (di palamita), si potrà assaggiare una specialità tipica di Kyoto: il saba-zushi, sushi pressato di sgombro marinato.

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Nella tradizione giapponese, i sostanziosi piatti salati che chiudono il pasto prima del dolce sono chiamati shime, e nel menu di Noren sono presenti: yaki udon saltati con garum di gamberetti rosa o il gyūtan don, una preparazione a base di riso e lingua di manzo condita con peperoncino e coriandolo.

Tra i dolci si possono assaggiare i dorayaki fatti in casa con marmellata di azuki e zenzero o una panna cotta al lemongrass e zenzero con caramello. Ad accompagnare i piatti è stata pensata una carta del beverage curata da Simone Francioni, che mette in risalto sake artigianali e vini naturali di produttori indipendenti, mentre la sala sarà il regno di Irina Natalia Marianna Naumko, che promette tanta attenzione quanta leggerezza e spontaneità. Tra continui rimandi tra la tradizione marchigiana e le ricette giapponesi, Senigallia sembra aver trovato un’altra insegna con le idee chiare e una cucina di grande personalità.