A Washington solo il foie gras unisce MAGA e liberali

A pochissimo dalle elezioni di midterm le questioni politiche da afftrontare potrebbero sembrare altre, ma a Washington il foie gras è al centro del dibattito, arrivando al referndum.

A Washington solo il foie gras unisce MAGA e liberali

Mentre l’America si appresta a votare per le elezioni di metà mandato discutendo di inflazione, costo della vita e guerre internazionali, la capitale Washington vive ore intense di attivismo e passione politica attorno a un dilemma esistenziale di priorità assoluta: la sopravvivenza del foie gras sulle tavole cittadine. In un’epoca caratterizzata da una polarizzazione politica feroce, la proposta di referendum locale per mettere al bando la prelibatezza francese ha infatti compiuto un miracolo diplomatico che nessun negoziatore internazionale avrebbe mai osato sognare, unendo sotto la stessa bandiera culinaria i sostenitori di Donald Trump e i ristoratori di orientamento progressista.

Una battaglia bipartisan

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Il cuore pulsante della resistenza gastronomica conservatrice è il ristorante Butterworth’s, noto ritrovo informale del movimento Maga a Capitol Hill, co-gestito dallo chef Bart Hutchins. Per raccogliere fondi a favore della causa, il locale ha organizzato una cena da 150 dollari a persona con un menu degustazione di quattro portate che include prelibatezze come un’insalata Waldorf guarnita con neve di foie gras e persino un gelato a base del prelibato fegato d’anatra. Commentando il clamore suscitato dall’iniziativa, lo chef Bart Hutchins ha sottolineato come lo scontro “sta ricevendo così tanta attenzione da essere diventata quasi una questione nazionale”. Difendendo a spada tratta la pratica del gavage, l’ingrassamento forzato degli uccelli, Hutchins lancia un monito: “la prossima cosa su cui discuteremo sarà se possiamo o meno cucinare il polpo, e poi se possiamo o meno cucinare i maiali”.

La sorpresa più clamorosa della vicenda è però la convergenza di vedute tra Hutchins e personaggi notoriamente distanti dalla sua parte politica, come il celebre chef e attivista progressista José Andrés, fiero critico dell’amministrazione Trump. Andrés ha affidato alla piattaforma X la sua contrarietà al referendum, ponendo l’accento sulle priorità del pianeta: “Abbiamo bambini che soffrono la fame negli USA e nel Mondo… poniamo fine alla fame e poi parliamo”.

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Sul fronte opposto, gli attivisti del gruppo Pro-Animal DC cercano di fare breccia nel cuore degli elettori accompagnandosi nelle loro uscite elettorali con un’anatra viva di nome Olivia. Per la portavoce Natalie Fulton si tratta di una battaglia civica irrinunciabile: “DC è il terzo maggiore consumatore di foie gras del Paese, subito dietro New York e Las Vegas”. Dopo l’inutilità delle proteste organizzate davanti ai singoli ristoranti, l’organizzazione ha deciso di “lasciare che siano gli elettori di Washington a decidere se vogliono che questo palese maltrattamento degli animali sia consentito qui”. Gli animalisti, che hanno già investito oltre 470.000 dollari nella campagna finanziata da donatori locali e grandi fondazioni, puntano all’abolizione totale del settore. Natalie Fulton ha infatti ribadito senza mezzi termini: “Ci piacerebbe chiudere per sempre questo settore, perché penso che chiunque possa vedere che non è umano alimentare forzatamente gli animali fino a renderli letteralmente malati”.

Mentre la proposta approda alle urne sostenuta da oltre 45.000 firme, non mancano i cittadini scettici che preferirebbero vedere la politica locale concentrata su questioni urgenti come i tagli al bilancio scolastico, evidenziando l’assurdità di un divieto cittadino a fronte della possibilità per i buongustai di attraversare semplicemente il fiume Potomac verso la Virginia per gustare la loro pietanza preferita. Ma lo chef Hutchins non ha intenzione di cedere e promette battaglia dura in caso di vittoria del referendum: “Ci sarà una battaglia legale e farò tutto il possibile per parteciparvi”. Qualora la somministrazione del piatto dovesse diventare illegale, il ristoratore garantisce che infrangerà la legge senza alcuna esitazione, concludendo con un perentorio “Si fottano” e proclamando orgoglioso: “Sarò il primo prigioniero del foie gras.”

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