di Manuela 22 Aprile 2020
cascina

Ad Abbiategrasso, Milano, due persone sono state multate per aver fatto la spesa in cascina. Per le forze dell’ordine non era situazione di necessità, ma il Gruppo di Acquisto non ci sta e protesta: nessuna legge o norma ci obbliga a comprare nel punto di vendita più vicino a casa.

Protagonisti di questa nuova vicenda della serie “Ognuno interpreta le norme come gli pare” sono due appartenenti al Gruppo di Acquisto Solidale Spesaccorta. I due erano andati in una delle cascine del territorio per acquistare come di consueto prodotti a km 0. Sulla strada, però, sono stati fermati dai vigili sull’alzaia del canale scolmatore: tecnicamente qui il transito è vietato, ma di solito nessuno fa la multa.

I due, come previsto dalla legge, hanno presentato l’autocertificazione per la spesa, ma a sorpresa i vigili hanno deciso comunque di procedere con la sanzione. Nel verbale si legge questa motivazione: “Lo spostamento all’interno del proprio comune non è avvenuto per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero motivi di salute”. Quindi la sanzione non è avvenuta, come si potrebbe presumere, perché stavano transitando in una zona vietata, ma perché avrebbero violato gli obblighi dei decreti e ordinanze anti Coronavirus.

Ovviamente il Gruppo di Acquisto Solidale Spesaccorta si è giustamente arrabbiato e ha scritto una lettera aperta al sindaco Cesare Nai, agli assessori e consiglieri comunali e anche a Maria Malini, comandante della polizia locale. Il motivo? Chiedere chiarimenti sulla correttezza della procedura. Andare a fare la spesa, infatti, è uno spostamento motivato dalle ordinanze e dai decreti governativi.

A differenza di quanti credono, invece, non è obbligatorio andare a fare la spesa nel punto vendita più vicino a casa: questa limitazione vale solamente quando il punto vendita si trova in altro Comune ed è un’eccezione alla regola di non andare in altro Comune diverso da quello di residenza (altra eccezione che, purtroppo, molte forze dell’ordine tendono a ignorare o interpretare come più aggrada al momento del controllo).

Il problema è che, come sempre accade in Italia, ognuno interpreta le leggi a modo proprio. Ma il Gruppo di Acquisto si è chiesto anche altro: a cosa serve l’autocertificazione se poi ogni singolo agente proposto al controllo valuta a modo suo il posto dove si decide di andare a fare la spesa, il mezzo utilizzato o anche cosa viene comprato?

Il Gruppo di Acquisto nella lettera ha fatto notare che andare a comprare la spesa dagli agricoltori locali non vuol dire andare a farsi una scampagnata: si tratta di garantire l’economia locale acquistando prodotti di qualità e a basso impatto sull’ambiente.