Acqua: risorse idriche a rischio per 5 miliardi di persone entro il 2050

L'ONU lancia l'allarme per l'acqua: entro il 2050 le risorse idriche della Terra saranno a rischio per 5 miliardi di persone.

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Questa volta è l’ONU a lanciare un allarme per quanto riguarda l’acqua: secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite le risorse idriche della Terra saranno a rischio per 5 miliardi di persone entro il 2050.

Secondo i dati rivelato dall’OMM, l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia, nel 2018 sono state 3,6 miliardi le persone che non hanno avuto un accesso adeguato all’acqua per almeno un mese. Il fatto è che, entro il 2050, saliranno a 5 miliardi le persone che non avranno un corretto accesso all’acqua per un mese.

Nonostante i progressi fatti finora, ancora 107 Paesi sono lontani dall’obiettivo di riuscire a gestire in modo sostenibile le risorse idriche entro il 2030. L’OMM ha spiegato che inondazioni e siccità sono in aumento a causa del cambiamento climatico. Per tale motivo le previsioni vedono aumentare il numero di persone che soffriranno di stress idrico, sia per l’aumento della popolazione, sia per la diminuzione della disponibilità d’acqua.

Siccità

Le misure di gestione, monitoraggio, le allerte precoci e le previsioni si dimostrano ancora inadeguate per sopperire al problema, così come anche i finanziamenti globali per il clima risultano essere insufficienti.

A causa del cambiamento climatico, sono variati i modelli di pioggia e delle stagioni agricole con ripercussione sull’alimentazione, salute, benessere e igiene delle persone. Ancora nel 2020, 2 miliardi di persone vivono in Paesi in cui è difficile trovare acqua potabile, mentre 2,3 miliardi di persone non hanno servizi igienici di base. E ancora: 75 Paesi hanno livelli di efficienza idrica più bassi della media, mentre 10 Paesi hanno livelli molto bassi.

Andando a guardare i dati, la situazione non è rosea: l’accumulo di acqua terrestre è sceso alla velocità di 1 cm all’anno, mentre solamente lo 0,5% dell’acqua sulla Terra è utilizzabile o disponibile. A partire dal 2000, le inondazioni hanno provocato disastri ambientali con un aumento del 134%. Il paese maggiormente colpito è l’Asia: qui vengono registrati il maggior numero di morti e di danni economici.

In Giappone, Cina, Nepal, Pakistan, Indonesia e Cina sono milioni le persone sfollate a causa delle inondazioni, con centinaia di morti. Per contro in Africa è aumentata del 29% la durata e la frequenza dei periodi di siccità. Meglio non va in Europa: anche qui si registrano inondazioni che provocano centinaia di morti e danni notevoli.

Per questo motivo l’OMM auspica che i tassi di progresso vengano quadruplicati in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati entro il 2030.

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