Adesso la mania per le proteine toglie pure il latte in formula ai neonati

Previsioni di mercato prevedono un aumento significativo del prezzo del latte artificiale nei prossimi mesi, colpa del siero di latte che è troppo caro.

Adesso la mania per le proteine toglie pure il latte in formula ai neonati

Ripassiamo: nel mondo occidentale c’è un’ossessione per gli alimenti altamente proteici e per quelli addizionati con proteine. Il motivo è che, soprattutto negli Stati Uniti, sono molto diffusi i farmaci GLP-1, in Italia noti soprattutto con il nome commerciale di Ozempic, che favoriscono il dimagrimento. Chi assume questi farmaci, però, per ridurre la perdita di tono muscolare, deve assumere più proteine del dovuto.

Ora, quasi tutto al momento è addizionato con le proteine, negli States anche il caffè pronto. Ma da dove vengono queste proteine? Vengono principalmente dal siero di latte, un alimento considerato un tempo sostanzialmente uno scarto, con cui in Italia si produce un formaggio buonissimo, la ricotta, e con cui si è sempre integrata l’alimentazione dei maiali da ingrasso.

La mania per le proteine sta mettendo sotto pressione l’industria lattiero casearia La mania per le proteine sta mettendo sotto pressione l’industria lattiero casearia

Il siero di latte è appunto quello che risulta dal latte dopo che è stata fatta la cagliata e prodotto il formaggio. E, lo avevamo già raccontato, non solo questo prodotto ha visto negli ultimi mesi aumentare di molto il suo prezzo, tanto che ci sono aziende che producono un surplus di formaggi per poter avere il siero, ma c’è anche il rischio che comunque non basti a soddisfare la richiesta crescente del mercato.

Il Guardian in questi giorni informa che, secondo Expana, piattaforma internazionale di analisi dei mercati, il prezzo del concentrato di proteine del siero di latte all’80% è passato da 11.733 euro per tonnellata nel luglio 2025 agli attuali 25.875 euro.

Che cosa c’entra tutto questo con l’alimentazione dei neonati?

latte artificiale in vendita al supermercato

La proteina del siero di latte è un ingrediente essenziale del latte artificiale, dove viene utilizzata per rendere la composizione proteica più simile a quella del latte materno e migliorarne la digeribilità. Le formule ad alto contenuto di sieroproteine sono destinate in particolare ai neonati e ai bambini di età inferiore a un anno.

Jose Saiz, analista del mercato lattiero-caseario europeo per Expana, ha spiegato al Guardian: «Nel complesso, l’aumento del costo degli ingredienti ha già determinato rincari per molti prodotti lattiero-caseari e nutrizionali, anche se il trasferimento dei costi al consumatore varia a seconda dei mercati e dei marchi».

Saiz ha aggiunto che alcuni produttori di latte artificiale stanno riformulando i loro prodotti utilizzando una maggiore quantità di siero di latte demineralizzato D90. Questo ingrediente, privato del 90% dei minerali, consente di ottenere il corretto rapporto tra sieroproteine e caseina, fornendo al tempo stesso proteine del siero e lattosio. Poiché sempre più aziende lo stanno adottando, anche la domanda di D90 è aumentata rapidamente, facendo salire i prezzi.

I dati dell’Office for National Statistics mostrano, ad esempio, che nel Regno Unito il prezzo medio del latte artificiale è già aumentato del 4,8% nell’ultimo anno: una confezione da 750 grammi costa oggi in media 12,11 sterline (circa 14 euro), contro le 11,55 sterline di dodici mesi fa.

Per quanto riguarda il nostro Paese, in Italia non esiste una statistica ufficiale che monitori specificamente l’andamento del prezzo del latte artificiale, come invece accade nel Regno Unito. Tuttavia, tra il 2022 e il 2024 il latte artificiale ha registrato rincari anche superiori al 10-15%, con differenze tra marche e punti vendita: una confezione da 800 g dei marchi più diffusi arriva facilmente a costare 20-30 euro. Il latte artificiale è già un prodotto costoso per le famiglie italiane e negli ultimi anni è stato al centro di un’indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha evidenziato margini elevati e una concorrenza limitata nel settore.

In Inghilterra si sta chiedendo di mettere un blocco agli aumenti di prezzo, imponendo un prezzo massimo per il latte in formula. Da noi, in Italia, questa misura non è nemmeno stata richiesta: si è parlato piuttosto di un abbattimento dell’IVA (attualmente è al 10%), che tuttavia non è ancora stato messo in atto.

Ovviamente i produttori di latte artificiale stanno scaricando sull’acquirente finale i costi maggiori sostenuti per acquistare il siero di latte. Solo che il latte in formula, che già è un alimento molto costoso, diventa un alimento proibitivo per le famiglie a basso reddito. E, sempre il Guardian, riporta delle testimonianze per cui le famiglie stanno diluendo il latte più del dovuto, per poter risparmiare un po’, cosa che ovviamente non è il massimo per la salute dei bambini.

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