Non solo a Milano: Coldiretti è scesa nelle principali piazze italiane insieme ad agricoltori e allevatori per protestare contro il caro bollette che sta mettendo in ginocchio il settore dell’agricoltura.
A causa dell’aumento dei costi energetici, infatti, il 30% degli agricoltori italiani è stato obbligato a diminuire la produzione di cibo. Per tale motivo a Milano, Palermo, Cosenza, Salerno e Roma, migliaia di produttori della Coldiretti hanno deciso di protestare e denunciare il fatto che i prezzi loro riconosciuti non riescono nemmeno a coprire i costi di produzione.
E proprio in piazza Santi Apostoli di Roma è arrivata anche la mucca Giustina, il simbolo della protesta per un prezzo del latte giusto. Giustina ha sfilato insieme ai rappresentati degli agricoltori con in testa il presidente Ettore Prandini.
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Il problema è che i rincari, con annessa riduzione della produzione, vuol dire mettere a rischio le forniture alimentari di tutto il paese. In una lettera inviata a Mario Draghi da Prandini e da Vincenzo Gesumundo, segretario generale dell’organizzazione agricola, ecco che viene sottolineato come la situazione creatasi a causa dell’aumento del costo dell’energia, dei mangimi e dei concimi stia mettendo a serio rischio il futuro delle imprese.
Il 21% delle aziende, infatti, dichiara di vedere una grande incertezza per quanto riguarda la situazione economica della propria impresa nei prossimi 12 mesi. Per tale motivo è importante che una parte delle risorse del Pnrr stanziate per l’agricoltura, vengano subito messe a disposizione tramite decreti ministeriali. Fra quelle più urgenti ci sono gli 1,2 miliardi destinati ai contratti di filiera e gli 1,5 miliardi del fotovoltaico senza consumo di suolo.