di Marco Locatelli 7 Settembre 2020

Con l’acquisto di piante e semi dall’estero – anche attraverso le piattaforme di e-commerce – l’invasione di insetti e organismi alieni nelle campagne italiane ha causato danni per 1 miliardo di euro nel 2019.

È quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione di Amazon di vietare la vendita di semi e piante straniere negli Stati Uniti dopo che migliaia di pacchi sospetti, molti provenienti dalla Cina, sono arrivati nelle case di tutto il mondo durante l’estate.

“Una scelta – sottolinea la Coldiretti -. spinta dalle preoccupazioni delle autorità americane per la facilità delle vendite di semi e piante sui siti web con il rischio della diffusione di infestanti, insetti e malattie dannose per l’agricoltura americana”.

Un pericolo – continua la Coldiretti – che riguarda anche l’Italia dove si è verificata una vera invasione di specie aliene dannosi alle coltivazioni arrivati, più o meno direttamente, dal gigante asiatico. Dal moscerino dagli occhi rossi (Drosophila suzukii) che colpisce la frutta al cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) fino alla cimice asiatica (Halyomorpha halys), l’insetto polifago che colpisce oltre 300 diversi vegetali, che – precisa la Coldiretti – ha messo in ginocchio i produttori italiani, per la mancanza di nemici naturali, con circa 740 milioni di euro di danni provocati nel solo 2019 e 48mila aziende agricole italiane colpite.

Ma c’è anche il punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus originario dell’Asia che ha fatto strage di palme dopo essere comparso in Italia per la prima volta nel 2004 e da allora si è dimostrato un vero flagello che ha interessato il verde pubblico e privato in Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Abruzzo e Molise. La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori  è invece minacciata da due insetti killer, il calabrone asiatico (Vespa velutina) e il coleottero africano (Aethina tumida) che mangiano e rovinano il miele, il polline e, soprattutto, la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l’alveare.

Senza dimenticare il batterio della Xylella che è stato introdotto con molta probabilità dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam che ha devastato gli uliveti del Salento Dall’autunno 2013, anno in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente in provincia di Bari.

“Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – denuncia Coldiretti– che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che  devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni”.