di Manuela 26 Febbraio 2021
pomodoro

Torniamo a parlare di agricoltura perché il prezzo del pomodoro a 92 euro a tonnellata non piace proprio ai produttori che lamentano: “Si poteva fare di più”, soprattutto visti i dati di vendita nel corso del 2020.

A parlare della questione è stato Giovanni Lambertini, presidente dei produttori di pomodoro da industria di Confagricoltura Emilia-Romagna, riferendosi alle laboriose trattative che ci sono state fra gli organizzatori dei produttori (OP) e l’industria. Il nodo centrale della discussione è stato il prezzo del pomodoro per la campagna Nord Italia 2021: alla fine si è giunti a un accordo di 92 euro a tonnellata, costi dei servizi esclusi.

Tuttavia questa decisione non ha soddisfatto per niente i produttori: visti i risultati di vendite delle polpe e delle passate di pomodoro nel 2020, che testimoniano la ripresa dei consumi interni soprattutto grazie ai canali della GDO, ecco che si poteva fare decisamente di più.

Lambertini ha ammesso che rispetto all’anno scorso ci sono condizioni migliorative, ma nel suo complesso l’accordo raggiunto delude gli agricoltori, con un prezzo ben al di sotto delle aspettative. Questo è accaduto perché non si è tenuto conto dell’aumento dei costi di produzione, delle attrezzature, delle polizze assicurative e delle certificazioni varie, spese che nel corso del 2020 hanno raggiunto valori record.

Inoltre non si è neanche tenuto conto delle criticità operative crescenti a causa delle anomalie climatiche, spesso eccezionali (per non parlare delle malattie: per esempio al momento un virus sta mettendo a rischio la produzione siciliana). Neanche le richieste volte ad alleggerire le penalizzazioni, troppo alte, per i difetti minori del prodotto sono state accolte.

Per Confagricoltura E-R non basta a compensare neanche la maggiorazione di prezzo stabilita per il pomodoro “tardivo” (campagna di raccolta che dura 60-65 giorni), quella di 75 centesimi alla tonnellata al giorno per il prodotto ritirato dal 12 al 19 settembre e di 1 euro a tonnellata al giorno per il prodotto ritirato dal 20 settembre, fino ad arrivare a un massimo di 15 euro a tonnellata.

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