di Marco Locatelli 13 Ottobre 2020

Ok dall’Unione europea all’ingresso di 18 mila braccianti extracomunitari che lavoreranno temporaneamente nei campi delle aziende agricole italiane. Via libera arrivato dopo la presentazione delle domande telematiche, che potranno essere inviate fino al 31 dicembre utilizzando il sistema disponibile sul sito del Ministero dell’Interno.

A renderlo noto è la Coldiretti nel sottolineare gli effetti del decreto flussi 2020 del Viminale, pubblicato in Gazzetta ufficiale.

“Il provvedimento è importante per il lavoro nelle campagne in autunno che – sottolinea la Coldiretti – è uno dei momenti più delicati dell’intera annata agraria, con le attività di raccolta in pieno svolgimento, e molte imprese che rischiano di trovarsi a ranghi ridotti proprio nella fase più calda della vendemmia e della raccolta delle olive e della frutta”.

Si tratta di una opportunità che – precisa la Coldiretti – consente di garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane grazie al coinvolgimento temporaneo spesso delle medesime persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese.

Una esigenza che va accompagnata – continua la Coldiretti – da misure per favorire l’accesso al lavoro degli italiani come l’introduzione di voucher semplificati per consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

Il decreto – spiega la Coldiretti – riguarda ingressi di cittadini non comunitari per lavoro subordinato stagionale impegnati nei settori agricolo e turistico alberghiero di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.