Ancora un lutto nel mondo della ristorazione: è morto Alastair Little, chef molto noto in Gran Bretagna (e non solo), soprannominato il nonno della moderna cucina britannica.
Lo chef, ristoratore e autore di numerosi libri di cucina, si è spento all’età di 72 anni. Little aveva lavorato nel settore all’inizio come cameriere, poi come chef presso L’Escargot e poi presso Notting Hill. Ma era nel 1985 che aveva aperto il suo ristorante in Frith Street, a Soho. Già all’epoca, insieme alla sua partner di allora Kirsten Pedersen, aveva dato alla sua cucina quell’impronta che ancora oggi si vede in molti ristoranti londinesi: la cucina dava direttamente sulla sala da pranzo, i tavoli erano spogli, i tovaglioli di carta e il menu cambiava due volte al giorno.
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Little voleva un ristorante in cui recarsi direttamente una volta usciti dal lavoro, non le rigide sale da pranzo troppo eleganti dell’epoca. La sua filosofia in cucina era molto semplice: si chiedeva cosa potesse togliere da un piatto per far risplendere le parti rimanenti.
Nei suoi menu Little inseriva ciò che aveva imparato in Italia e da Marcella Hazan, senza dimenticare gli influssi francesi e spagnoli: nel suo menu pasta e zuppe toscane accompagnavano i classici stufati di pesce francesi, talvolta i tataki giapponesi. Olio d’oliva veniva versato generosamente sui piatti, c’era la carne cruda per il carpaccio e sul bancone non mancavano mai i limoni di Amalfi e i pomodori maturi.
Nel 1995 arrivò il secondo ristorante al largo di LAdbroke Grove. Little ha lasciato il suo nome e i suoi ristoranti nel 2002, pubblicando negli anni Novanta cinque libri di cucina e aprendo poi una gastronomia a Notting Hill. Il ristorante che portava il suo nome, Alastair Little, quello in Frith Street chiuse i battenti nel 2009, il Ladbroke Grove era chiuso dal 2003 e anche la gastronomia ha finito la sua opera quando il contratto di locazione dell’attività è scaduto.
Anche se la sua fama non ha raggiunto la visibilità mediatica di un Gordon Ramsay o di un Marco Pierre White, l’impronta della sua cucina è rimasta indelebile nella ristorazione londinese.