Alcolici: nei periodi di recessione si tende a consumare più prodotti di fascia alta, dice uno studio

La recessione alle porte ha costretto i cittadini britannici a rinunciare a molto, ma non agli alcolici di buona qualità.

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Periodo particolarmente difficile? La galoppata del tasso di inflazione non vi lascia dormire sonni tranquilli? Il puzzo della recessione riempie ormai ogni vostra giornata? Non c’è problema – una bella gitarella al pub risolverà tutto. E poi, visto che tutto sta andando in malora, perché non spendere qualcosina in più per bere qualcosa di veramente costoso? Secondo una ricerca condotta dalla British Guild of Beer Writers, infatti, pare che durante i periodi di difficoltà finanziaria – come, ormai l’avrete capito, quello che stiamo attraversando – i cittadini britannici siano soliti spendere di più in alcolici di fascia alta e ottima qualità.

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Pete Brown, beer writer of the year, ha spiegato durante un seminario tenutosi alla Brewers Hall di Londra come la mossa, pur sembrando contraddittoria, sia in realtà perfettamente in linea con la natura umana: in molti, infatti, hanno dovuto rinunciare a vacanze, macchine nuove o altre “coccole” troppo costose, e hanno dunque cercato il “lusso” negli articoli di suo quotidiano – come gli alcolici, per l’appunto. È altrettanto importante notare come questa tendenza vada di fatto a soddisfare la necessità di sentirsi in controllo della propria felicità, facendo sentire alle persone come se avessero ancora il potere di fare scelte che, in qualche modo, possono migliorare la loro vita. Va tutto a rotoli? Sarà, ma nulla può portarmi via il piacere di un cicchetto.

“Anche se le persone cercano di risparmiare denaro” ha spiegato Brown “scegliere bevande di qualità inferiore è l’opzione meno preferita. Le preoccupazioni relative al costo della vita rendono più, non meno, probabile che le persone scelgano opzioni premium”.