di Manuela 4 Febbraio 2020
arachidi

Buone notizie per chi soffre di allergia alle arachidi: negli USA la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato il nuovo farmaco contro lo shock anafilattico. Il farmaco si chiama Palforzia e potrà essere utilizzato per mitigare le reazioni allergiche, inclusa l’anafilassi, che possono verificarsi con esposizioni accidentali alle arachidi. La raccomandazione, ovviamente, è sempre quella di evitare le arachidi nella dieta: il farmaco è nato per ridurre i rischi collegati alle esposizioni involontarie. La terapia può essere iniziata a partire dai 4 anni in su, ovviamente nei pazienti con diagnosi certa di allergia alle arachidi.

La FDA fa sapere che l’allergia alle arachidi colpisce circa 1 milione di bambini negli Stati Uniti e solamente 1 bambino su 5 riuscirà a superare l’allergia. Visto che non esiste una cura, le persone allergiche devono evitare rigorosamente l’esposizione alle arachidi per prevenire reazioni gravi e potenzialmente letali.

Ma questo non è sempre così semplice, soprattutto quando si va a mangiare fuori: esposizioni involontarie capitano di continuo. Il Palforzia, però, unito all’eliminazione delle arachidi dalla dieta fornisce un’opzione di trattamento valida per aiutare a ridurre il rischio di reazioni allergiche.

L’allergia alle arachidi è una patologia nella quale il sistema immunitario identifica anche piccole quantità di arachidi come dannose, scatenando così una reazione allergica imprevedibile: si va da reazioni cutanee come orticaria, rossore e edema a problemi digestivi come vomito, diarrea e dolori addominali fino ad arrivare alle reazioni più pericolose, il broncospasmo e lo shock anafilattico.

Antistaminici e epinefrina possono essere di aiuto in queste reazioni, ma in quelle gravi anche un trattamento tempestivo può non essere efficace. Ma come si inserisce il Palforzia in tutto ciò? Non viene usato per il trattamento d’emergenza, bensì a scopo prevenitivo.

Il trattamento è suddiviso in tre fasi (le prime due vengono fatte sotto stretto controllo di un operatore sanitario):

  1. Escalation: dose iniziale, un solo giorno
  2. Up-Dosing: 11 livelli di dose crescenti, si svolge nell’arco di diversi mesi
  3. Mantenimento: dosi giornaliere da assumere a casa

Il Palforzia si presenta sotto forma di capsule contenenti una polvere di arachide per quanto riguarda le prime due fasi e sotto forma di bustina per il mantenimento. La polvere viene mescolata con piccole quantità di cibo semisolido (anche budino o yogurt) e poi ingerita dal paziente. L’efficacia del farmaco è stata dimostrato da uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo eseguito negli Stati Uniti, Canada e Europa. Lo studio ha fatto notare come il 67,2% dei pazienti che avevano assunto il Palforzia fossero riusciti a tollerare una dose di 600 mg di proteine di arachidi contro solo il 4% di chi aveva preso il placebo.

La sua sicurezza, invece, è stata testata in due studi a doppio cieco, sempre controllati con placebo. Gli effetti collaterali più comuni del Palforzia sono stati:

  • dolore addominale
  • vomito
  • nausea
  • formicolio in bocca
  • prurito
  • tosse
  • scolo nasale
  • mal di gola
  • senso di oppressione
  • orticaria
  • respiro sibilante
  • respiro corto (motivo per cui il Palforzia non può essere somministrato a chi soffre di asma specie se non tratta adeguatamente)
  • anafilassi

[Crediti | FDA]