Carrello tricolore anti-inflazione: se pensate di risparmiare, vi sbagliate (lo dice Altroconsumo)

Lo sbandieratissimo carrello tricolore viene bocciato da Altroconsumo: è "troppo poco per costituire un reale supporto alla spesa".

Carrello tricolore anti-inflazione: se pensate di risparmiare, vi sbagliate (lo dice Altroconsumo)

Il carrello tricolore si è presentato tra corsie e scaffali tra squilli di tromba e rulli di tamburi, indicato dalla maggioranza come una manna puntuale e necessaria ad affrontare l’imperversare del caro vita. Erano i primi giorni di ottobre, e il cosiddetto trimestre anti inflazione era appena cominciato: noi, più attenti che guastafeste, cercammo di evidenziare le (numerose) zone d’ombra che hanno accompagnato l’iniziativa, come adesioni da parte dei punti vendita tutt’altro che significative, corti circuito semantici (perché è tricolore, se non è prevista alcuna tutela speciale per le imprese o i prodotti italiani?) e una spiccata assenza delle piccole realtà di bottega tanto care alla retorica.

Oggi siamo circa a metà strada, tant’è che il carrello tricolore scadrà il 31 dicembre 2023; ed è dunque possibile dare un’occhiata almeno preliminare ai dati dell’iniziativa: è il caso di Altroconsumo, la cui sentenza lascia poco spazio ai dubbi – la misura anti inflazione sta producendo risparmi limitati per i consumatori.

I numeri del carrello tricolore

spesa scontrino

L’analisi di Altroconsumo ha preso in esame i prezzi di  125 tipologie di prodotto in 15 punti vendita di 8 catene (super, iper e discount) tra Roma e Milano, contando appena 24 categorie scontate a cui mancano alimenti come l’olio di oliva (protagonista di rincari recenti ed elevatissimi), l’acqua e i freschi.

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Nel 78% dei casi i prezzi dei prodotti con il bollino del carrello tricolore – che, è bene notarlo, sono quasi sempre della stessa marca del distributore – non sono nemmeno i più economici sullo scaffale; mentre il numero delle altre tipologie di offerte nella grande distribuzione è sceso del 36% in media. È per di più bene notare che, rispetto a maggio-giugno, i prezzi dei prodotti in questione si sono abbassati del 6% e del 3% nei super e nei discount; mentre negli iper sono addirittura aumentati del 2%. Complessivamente, infine, i prezzi di tutti i prodotti – tra promozioni e non – sono aumentati rispetto ai due mesi di cui sopra – del 4% e del 5% nei super e negli iper, dell’1% nei discount.

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“Nonostante le intenzioni del Governo e l’attesa mediatica suscitata, dati alla mano, sembra essere questa la sintesi dopo le prime due settimane della misura” si legge nel rapporto redatto da Altroconsumo. “Al momento, infatti, le nostre rilevazioni sul campo mostrano ancora una scarsa possibilità di risparmio per le famiglie italiane: se una lieve diminuzione di prezzo c’è stata, il calo ha riguardato solo i pochi prodotti inseriti nel “carrello”; inoltre, quest’ultimo non è andato a sommarsi alle promozioni già in essere e, contestualmente, vi è stato un paradossale decremento delle altre offerte.

La sentenza, dicevamo in apertura, è chiara: il carrello tricolore è “Troppo poco, quindi, per costituire un reale supporto alla spesa degli italiani e certamente non sufficiente per determinare effetti miracolistici di abbattimento dell’inflazione generale, come recentemente affermato dal Ministro Urso”.