Ancora uno scontrino record: anno nero per Venezia

Conto salato per due turisti in vacanza a Venezia. L’ennesimo di un anno nero per il capoluogo veneto, raccontato con la consueta puntualità dal Gazzettino.

I due turisti si sono visti consegnare al Caffè Lavena di piazza San Marco uno scontrino di 43 euro per due caffè e altrettante bottigliette di acqua da un quarto di litro. Un importo “pari a 10 euro a bottiglia e 11,50 a espresso”, ha calcolato il quotidiano veneziano.

In preda a una prevedibile rabbia i due clienti hanno condiviso lo scontrino sui social dove, inevitabilmente, è scattata l’indignazione degli utenti.

Il Corriere del Veneto ha chiesto spiegazioni sull’importo dello scontrino ai gestori del caffè veneziano, questa è stata la loro risposta:

[Venezia: multe all’osteria “da Luca” dopo lo scontrino da 1100 euro]

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[Frittura e 4 bistecche a 1100 €: provata l’osteria “da Luca” di Venezia]

“Chi vuole semplicemente bere un caffè può farlo al banco e pagare solo un euro e venti centesimi. Se si decide di sedersi, godersi la musica dell’orchestra, guardare il campanile e la basilica di San Marco, si paga per un’esperienza diversa. E’ così ovunque, in tutte le città d’arte del mondo”.

Sono prezzi che, in effetti, chi frequenta piazza San Marco conosce eccome, e che includono un sovrapprezzo per chi siede all’esterno dei locali, dove spesso sono presenti dei gruppi musicali.

Ciononostante, in rete, l’idea di pagare 10 euro per una bottiglietta d’acqua e 11,50 per espresso, genera ancora stupore. Per fortuna, verrebbe da dire.

[Crediti | Il Gazzettino, Corriere Veneto]

Anna Silveri

4 agosto 2018

commenti (19)

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  1. Detchema ha detto:

    Personalmente mi sento di dare ragione al locale.
    Se questo caffè offre un servizio particolare alla clientela, servizio che ha dei costi, non trovo così assurdo che si paghi una cifra più alta di quella standard: l’affitto si paga, l’occupazione del suolo pubblico si paga, i musicisti si pagano (e non in visibilità, incredibile dictu, anche le nostre bollette richiedono denaro contante! :P), quindi se ti siedi in piena piazza S. Marco con l’orchestra sotto il naso lo sai che non è come bere un caffè al baretto di Gigino sotto casa coi tavolini a portata di tubo di scappamento dei motorini di passaggio e le videoslot come accompagnamento sonoro.

    1. Madrinareale ha detto:

      Tra il caffe del bar di Gigino e quello del bar Tal de Tali di Venezia tu dici che sono solo 9 euro di differenza, quindi il 900% in piu rispetto al caffè di Gigino. Forse questo potrebbe non dire granché perché potrebbe essere giustificato col fatto che stiamo parlando di Venezia. Ma se ti dicessi che il caffè che acquista il barista di Venezia costa quanto quello di Gigino? Ma tu dici ok, ma li c’è la musica dal vivo e chiaramente questo setvizio ha un costo. Certo è vero, in questo ti do ragione, non è il locale a sostenere i costi per quel tipo di servizio offerto ma è la stessa orchestra che per suonare è disposta a trattare compromessi di indubbia interpretazione.

    2. Detchema ha detto:

      Snì, guarda, ti espongo un altro punto che secondo me va tenuto presente.
      Come dicevo nel mio commento, io lavoro anche come musicista e suono spesso in locali che propongono musica dal vivo: mi faccio pagare una cifra abbordabile, e -se il locale è piccolino o appena aperto- questa cifra diventa trattabile, però gratis no, va bene tutto ma la famosa “visibilità” anche no.
      Detto questo, non si contano le volte che ho visto clienti occupare un tavolo per tutta la durata del concerto prendendo una birretta in due. Ora, saremo penso tutti d’accordo che questo comportamento alla (neanche troppo) lunga mette il locale in difficoltà. E allora si alzano i prezzi, si mette la consumazione obbligatoria, si richiede la prenotazione e via dicendo, tutte decisioni che il cliente rischia di prendere come soprusi ma che sono in realtà quasi sempre dettate da una necessità pratica, necessità che probabilmente gioca un ruolo anche in questa vicenda: fruire gratuitamente o quasi di un bene o di un servizio pagato da altri non è un diritto, e il locale non vorrà che i tavolini si riempiano di persone che stanno lì due ore con €1 di caffè a testa – è una loro scelta gestionale che può piacere o meno, ma il ragionamento che ci sta dietro è comprensibile 🙂

  2. Pinzimonio ha detto:

    “per fortuna, verrebbe ancora da dire”, “prevedibile rabbia” ma che razza di assurdità sono queste? Come ha spiegato bene il gestore se non si vuole spendere quella cifra si sta al banco (o si va a prendere il caffè in un altro posto a 5 minuti da piazza san marco, ce ne sono, si fidi), lei sa quanto costa l’orchestra? O quanto spende il gestore di affitto, occupazione del suolo, personale etc.etc? Se non ha questi dati non si può permettere di fare i conti in tasca. E complimenti anche per alimentare le manie di protagonismo di questi malati di fama che vanno in sti posti apposta per fare la foto allo scontrino ed avere approvazione sui social.

    E complimenti anche per la completezza dell’informazione, visto che molti hanno fatto notare all’autore della foto quanto senza senso fosse la sua protesta e immensa la sua mitomania, cosa di cui in questo articolo acchiappaclick non vi è traccia. Se ne faccia una ragione, non si sono ancora tutti arresi all’egemonia della facile indignazione.

    1. Mario ha detto:

      Dei 43 euro pagati per la consumazione la maggior parte se la intasca lo Stato italiano sotto forma di tasse ed imposte. Infatti lo scontrino non testimonia un pagamento irregolare. Il resto se ne va per le spese che comunque danno lavoro a parecchie persone. Ed in fondo arriva il guadagno che reputo meritato per chi fa godere attimi di vera estasi a persone che come l’estensore della critica non meritano neppure di entrare a Venezia. Certo Venezia, come tutte le città di grande turismo, soffre di grandi problemi. Per me a Venezia si dovrebbe pagare un biglietto di ingresso almeno pari ai parchi divertimento di cartone e plastica, affinchè la città sappia offrire le sue bellezze al meglio. Molti rinuncerebbero a visitarla, forse, ed il turismo sarebbe meglio governato. In fondo viene da Venezia il detto:” Viaggiar descanta, ma chi parte mona el torna mona.” E di gente mona non ce n’è bisogno da nessuna parte.

    2. Gondolier ha detto:

      Ecco infatti ottime domande… Chissà quanto prende la piazza, il campanile e la basilica di quei 43e oltre che all’orchestra e al resto ovviamente. Forse basterebbe essere trasparenti. Credo che la sensazione generale sia che nelle grandi città d’arte italiane qualcuno se ne stia approfittando. Ma magari non è così. Tutto qua.

    3. Pinzimonio ha detto:

      veramente l’articolo non fa menzione di prezzi non esposti o poca trasparenza, sicuramente un caffè storico come quello non corre il rischio del linciaggio sui social, credo infatti che il cliente o abbia apposta investito quei 43 euro in cambio di 10 minuti di notorietà sui social o non li abbia letti e allora colpa sua, ma io opto decisamente per la prima ipotesi.

  3. Eleonora ha detto:

    E basta con queste storie dei conti salati in piazza San Marco! Lì, gli affitti dei locali sono elevatissimi, come pure la tassa per il plateatIco, l’orchestra e tutto il resto. Volete godervi l’esperienza di bere il caffè nella piazza più bella del mondo con sottofondo musicale ? Bene, è un’eperienza unica e va pagata!

    1. NOBLESSEOBBLIGE ha detto:

      Questa Eleonora – lo si vede lontano un metro – è cliente abituale di questo locale ed ogni giorno spende questa cifrotta per essere alla page.
      Beata lei !
      La classe non è acqua.
      Spero solo che non si incazzi in trattoria quando va a magna’ in campagna se spende 20 euro con antipasto, primo, secondo, contorni, dolci vari e liquorino gratuito.

  4. Pelekao ha detto:

    Ancora con questi stupidaggini? Esiste un listino prezzi sui tavolini esterni? Ed allora..se pensi di pagare troppo ti alzi e te ne vai! Ma vi prego basta con questi stupidi ed inutili servizi sugli scontrini e a continuare a dare una ingiustificata ragione a chi va a Venezia per fare foto agli scontrini dei bar!

  5. Randolph Carter ha detto:

    I prezzi applicati corrispondevano a quelli esposti?
    A- Sì. Potete cancellare l’articolo, non c’è notizia (sì, non è una notizia che ci siano locali cari al mondo).
    B- Riscrivete l’articolo, parlando di truffa e non di “indignazione degli utenti” che è un’espressione vaga come stelle dell’Orsa.

    1. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      C- lasciateci fare Dissapore come vogliamo

  6. spatz ha detto:

    Capisco un turista straniero….Non sa come siamo fatti noi italiani.Ma non capisco perche´ un abitante della penisola debba pagare 10 euro un caffe ´per vedere 4 case mezze sommerse da acqua putrida.

  7. Pasquale ha detto:

    Ho letto alcuni commenti e sinceramente mi rendo contro che per tanti parla l’ignoranza o forse perche’ sono amici di amici che parlano in difesa del proprio bar affezionato o della propria citta’. Io pago un caffe oltre 11 euro solo perche’ lo prendo seduto perche’ nel sedermi osservo piazza san Marco? o ascolto (e non sempre) un po di musichetta? A sto punto ragionate, se osservare piazza san Marco o sentire la musichetta mi costa tanto io dovrei per logica pagare uguale se prendo il caffe in monouso e degustarlo fuori dal baretto in piedi dove vedo cmq piazza san Marco e ascolto qualche cantore. Guardate , bocche di giuda, avrei apprezzato che il gestore del bar avesse messo un insegna al bar tipo: chi si siede ai nostri tavoli paga € 40 di vista e musica ma e’ assurdo che per sedermi mi vedo lievitare il prezzo del caffe e dell’acqua in tal misura. Vergogna!!!!

    1. Pinzimonio ha detto:

      La discriminante è solo una: i prezzi e le rispettive maggiorazioni sono chiaramente esposti e/o segnalati nel menu? Se si qual è il problema? E’ una scelta del cliente sedersi ed accettare i prezzi del locale, se invece la maggiorazione non viene segnalata è un altro discorso, ma siccome in nessun articolo si legge che questo sia avvenuto, non credo che sia questo il caso.

  8. rossana ha detto:

    Per fare un paragone, sarebbe come entrare in un negozio di alta moda a comprare un vestito e lamentarsi che ha un costo esagerato. Se hai bisogno di un vestito sai che quelli di Valentino costano anche se alla fine hanno lo stesso scopo e funzione di un abito di Oviesse.
    Andavano al banco, pagano 1,20€ il caffè e sarebbe stata comunque un’esperienza veneziana bella, il Lavena è un caffè ricco di storia e charme.
    Insomma, attribuisco questi lamenti più all’ignoranza, cioè al non avere alcuna idea di dove si trovano e di quale storia abbia un locale, ma potrebbe essere un palazzo sul Canal Grande o un campo o una chiesa.
    Turisti che vanno a Venezia per vedere dal vivo solo ciò che hanno visto mille volte in cartolina, cioè quelle bellezze e quelle scenografie che poi possono fotografare e postare su FB per dire di esserci stati.
    Il peggior turista, buono solo per take-away, gelati e caffè americani, pizze cinesi scongelate e fritture comprate al quinatle già pronte per una veloce passata in padella.
    Nessuna assoluzione.

  9. Claudio ha detto:

    I locali di piazza San Marco sono cari da sempre, da più di due secoli in realtà, e sono sempre gli stessi: Florian, Quadri, Aurora, Lavena… Dei prezzi folli si lamentavano già all’epoca del Grand Tour.
    In questi locali non si paga solo la consumazione ma l’incredibile lusso di sedersi esattamente dove si sono seduti Wagner, Ruskin, de Régnier, Proust e quant’altri nel corso del tempo.
    L’arredamento è spettacolare se si sta all’interno (basta pensare alla meraviglia dell’intervento di Stark al Quadri, da museo, o agli affreschi e agli arredi del Florian) mentre se si sta all’esterno c’è la vista sulla piazza, il campanile e la basilica e l’intrattenimento musicale di una piccola orchestra (non due o tre privatisti del Benedetto Marcelli con la tastiera Bontempi e il flauto d’alpacca argentata trovati sotto l’albero di Natale).
    Può essere considerata un’esperienza kitsch, anche ridicola se si vuole, ma il prezzo è chiaramente indicato. Inoltre viene chiaramente presentata come esperienza estremamente costosa su tutte le guide turistiche e su TripAdvisor.
    Mi chiedo quindi che problemi abbia la gente che si siede, legge il menu, ordina, consuma, paga e poi si lamenta. Se invece non legge il menu (e quindi non controlla i prezzi prima di ordinare): chi è causa del suo mal…

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