di Dissapore Dissapore 29 Aprile 2021
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Andrea Crisanti continua a spingere per la linea dura, e in particolare si esprime contro l’allentamento del coprifuoco e contro ulteriori allargamenti nelle riaperture dei ristoranti: “Se i casi sono diminuiti dopo che li abbiamo chiusi, è evidente che un contributo lo danno”. Crisanti, professore universitario di Microbiologia, divulgatore scientifico e uno dei volti più presenti nel dibattito pubblico dall’inizio della pandemia, ha rilasciato queste dichiarazioni appunto in tv, nel corso della trasmissione Otto e mezzo. Dopo aver paventato, qualche giorno fa, 500 morti al giorno in caso di riaperture, è tornato sull’argomento.

Sul coprifuoco, ha ribattuto all’ovvia obiezione relativa agli orari e alla maggiore attività notturna del coronavirus, che naturalmente non esiste: “L’analisi della pandemia è principalmente un problema probabilistico: è evidente che il virus si trasmette alle 8 del mattino come alle 23 di sera, ma se fai il coprifuoco si riduce la probabilità che la gente si incontri e che quindi il virus si trasmetta”.

Sui ristoranti, ha puntato il dito contro il comportamento dei singoli, che vanificherebbe gli sforzi dei gestori: “So che ci sono tanti ristoratori che hanno messo in sicurezza il proprio locale spendendo anche molti quattrini. Il problema è cosa facciamo noi al ristorante e non si può dire che non ci si infetta. Se allentiamo le misure di restrizione, il contagio è destinato necessariamente ad aumentare”.

Quindi il ragionamento di Crisanti è: non riaprire troppo allegramente, per non dover tornare a chiudere: “Il rischio di richiudere è molto alto. Sarebbe veramente un disastro, perché ancora una volta non diamo la risposta che poi tutte le persone che vogliono aprire si attendono: cioè la sicurezza”.

[Fonte: La7]