Arezzo, chiude il Mercato delle Logge del Grano: i costi erano troppo alti

Il Mercato delle Logge del Grano di Arezzo ha spento le luci: il progetto è fallito a causa dei costi di mantenimento esorbitanti.

mercato grano arezzo

Il Mercato delle Logge del Grano di Arezzo ha spento le sue luci: nato nel 2015 come epicentro della vendita di prodotti alimentari a chilometro zero, il progetto è di fatto collassato sotto il peso dei costi di mantenimento della struttura – costi che, naturalmente, spaziano dai rigori del più recente caro bollette fino alla semplice gestione dell’iniziativa. Di certo non si è trattato del proverbiale fulmine a ciel sereno, insomma: i numeri, d’altronde, erano sotto gli occhi di tutti – ma proprio tutti, autorità comunali comprese. Non sorprende, dunque, apprendere che Antonio Tonioni, presidente della rete dei produttori delle Logge del Grano, abbia deciso di recuperare l’ascia di guerra e attaccare il Comune, colpevole di “una completa mancanza di interesse e attenzione per le problematiche di gestione dell’edificio”.

Botta e risposta: il punto di vista del sindaco di Arezzo

“Il Comune non può scaricare le proprie responsabilità” ha commentato a tal proposito Tonioni, sottolineando come gli stessi agricoltori, conti alla mano, si erano premurati di chiamare in causa l’amministrazione comunale per un intervento di salvataggio. Le accuse di Tonioni e degli agricoltori, tuttavia, cadono su orecchie sterili: il Comune respinge tutte le accuse e ribadisce per di più come abbia “sempre sostenuto le richieste della rete cercando di dare risposte alle difficoltà che venivano presentate e congenite al progetto della precedente amministrazione e legato ai fondi Piuss”.

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Non rimangono che gli scaffali vuoti e tanta polemica, in altre parole. “Ci teniamo a ribadire che non abbiamo bandiere politiche di nessun colore e che abbiamo raccontato i fatti come sono avvenuti” ha proseguito Tonioni. “Nella nota diffusa dal Comune di Arezzo, viene detto che l’amministrazione di non avrebbe mai ricevuto proposte dalla rete. Non è vero.

“Dopo un primo incontro informale tenutosi nel gennaio 2022″ continua Tonioni “abbiamo inviato una proposta scritta alla quale il sindaco ha risposto il 31 agosto 2022 con una lettera dove si legge: “acquisita la tua proposta inviata a febbraio, poi rinnovata nel mese di luglio, sono a rappresentarti che anch’io sono in attesa di ricevere alcune progettualità che potrebbero interessare astrattamente in futuro anche le Logge del Grano… entro due, massimo tre, settimane mi saranno fornite le necessarie informazioni per addivenire a una futura decisione””.

La proverbiale Scatola di Pandora, tuttavia, contiene molte altre sorprese: “L’immobile ci è stato consegnato nel 2015 e, alla sottoscrizione del contratto davanti al notaio, la giunta Ghinelli ha sottoposto delle condizioni diverse da quelle che conoscevamo: solo 5 anni di affitto e un canone più alto” si legge nella nota della rete. “A questo si sono sommati i problemi energetici e il malfunzionamento degli impianti. Tutte criticità ampiamente discusse con il Comune e per far fronte alle quali sono state erose le finanze della rete impedendoci il pagamento della quota aggiuntiva del canone di affitto. Il Comune, conoscendo la situazione, aveva acconsentito alla sospensione della quota aggiuntiva dell’affitto con la promessa di rifonderci i costi energetici sostenuti in più rispetto ai consumi dichiarati nell’Ape. Ma questo non è mai avvenuto, non abbiamo mai ricevuto risposta nemmeno alle tante sollecitazioni mosse”.