Argentina, l’incubo siccità è quasi finito: previste piogge abbondanti

L'avvicinarsi di un fronte temporalesco porterà un po' di sollievo al cuore agricolo dell'Argentina, alle prese con una siccità da record.

siccità

L’Argentina è alle prese con la peggiore crisi idrica degli ultimi trent’anni: una manciata di mesi fa, verso la metà di settembre, vi raccontammo di come la situazione fosse talmente disperata che gli agricoltori locali decisero di bloccare la semina nel mais perché, in tali condizioni, le piante non sarebbero mai riuscite a crescere – un destino condiviso anche con il raccolto di grano, minacciato anche dai rincari ai costi di produzione. A mesi di distanza, tuttavia, l’incubo siccità sembra finalmente volgere al termine: nella giornata di ieri, giovedì 22 dicembre, la Borsa del grano di Buenos Aires ha annunciato l’arrivo di piogge abbondanti che porteranno finalmente un poco di sollievo nell’arido cuore agricolo del Paese sudamericano.

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grano

È importante notare, rimanendo in questo contesto, che quello dell’Argentina è un nome particolarmente importante nel contesto dei grandi produttori ed esportatori di grano – motivo per cui, in seguito allo scoppio delle ostilità tra Ucraina e Russia (e i conseguenti problemi e scossoni ai mercati internazionali, con l’ombra di una crisi alimentare su scala globale annessa), le autorità agricole di tutto il mondo tenevano gli occhi ben puntati su Buenos Aires sperando in buone notizie.

Il cappio della siccità, tuttavia, sembrava destinato a strozzare ogni speranza – fino a ora. “Il passaggio di un fronte temporalesco produrrà pioggia su gran parte dell’area agricola” si può leggere nel bollettino meteorologico settimanale redatto dalle autorità argentine “portando sollievo effettivo per la prima volta in questa stagione”. Le previsioni indicano dai 50 ai 75 millimetri di pioggia, abbastanza da permettere agli agricoltori locali di finire di seminare circa 200 mila ettari di soia rimasti in sospeso a causa delle condizioni climatiche avverse.

Finora gli agricoltori hanno piantato il 60,6% dei 16,7 milioni di ettari previsti, con un ritardo di 12,6 punti percentuali rispetto ai loro progressi in questo periodo dell’anno scorso. La pietra dello scandalo, come già accennato, è la morsa della siccità, accompagnata naturalmente da temperature eccessivamente alte. Anche gli altri raccolti, come anticipato, hanno subito dei forti rallentamenti: la semina di mais per il ciclo 2022/23 è diminuita di 8,4 punti percentuali rispetto al livello dello scorso anno; mentre il raccolto di grano (stimato a un totale complessivo di 12,4 milioni di tonnellate) è stato completato al 78,3%.

Numeri e percentuali che, pur indicando un problema grave, faticano a restituire una visione concreta: beh, basti pensare che, stando alle più recenti stime del governo argentino, il raccolto complessivo di questa stagione sarà di poco superiore alla metà di quello dello scorso anno, quando furono prodotte 22,4 milioni di tonnellate.