di Manuela 21 Aprile 2021
bar villarbasse

In provincia di Torino il bar Ciabot di Villarbasse ha lanciato una sua proposta ecosostenibile: perché non usare la tazzina da asporto per il caffè in modo da ridurre i rifiuti e rispettare l’ambiente?

L’iniziativa si chiama #portaLatazza. Essendo che da novembre, salvo rari momenti di zona gialla, ristoranti e bar possono fare solo asporto o domicilio, ecco che il bar si è accorto che ogni giorno produce circa due sacchi di immondizia, tutti pieni di bicchierini di caffè.

Per cercare di diminuire la produzione di questi rifiuti ecco che è nato questo progetto, subito approvato anche dai clienti. In pratica ci si porta dietro la propria tazzina da asporto in borsa o nello zaino e la si usa per prendere il caffè da asporto. Poi ogni 10 caffè/cappuccini si avrà in omaggio 1 caffè. Ovviamente, come specificato anche sulla pagina Facebook del Ciabot, saranno rispettate tutte le norme di igiene anti Coronavirus.

Il Ciabot ha spiegato anche come funziona questa manovra. I baristi porgono un piattino sul bancone: su di esso le persone appoggiano la propria tazzina. Il piattino pulito e sterilizzato viene poi messo sulla macchina del caffè e riempito: in questo modo la tazzina del cliente non viene mai toccata dal personale.

Vincenzo, il gestore del Ciabot, ha poi spiegato che non si tratta di un’iniziativa a scopo di lucro, ma vuole essere solamente un modo per sensibilizzare le persone a produrre meno immondizia. Ha poi ricordato che da novembre possono servire cibi e bevande solamente da asporto e che questi vanno consumati lontano dal locale. In questo periodo il locale ha prodotto 13mila bicchierini monouso, senza contare palettine, coperchi, vaschette e sacchetti per l’asporto. E scatole e imballaggi vari.

Questo il post su Facebook dove il Ciabot ha dato l’annuncio:

SOMMERSI DI RIFIUTI. 2 sacchi neri d'immonzia al giorno. Solo di bicchierini da caffè.AIUTA IL PIANETA TERRA A…

Posted by Ciabot. Bar Tabacchi e Tavola calda on Thursday, April 15, 2021

A proposito di tazzine riutilizzabili: anche Starbucks l’aveva proposta l’anno scorso, forse con un tempismo non perfetto visti i tempi di pandemia.