di Dissapore Dissapore 16 Maggio 2021
biodiversità

Il biologico italiano è in crescita, anche e soprattutto nelle esportazioni: i mercati stranieri comprano sempre più cibo bio prodotto in Italia, con un +8% nell’ultimo anno. Rispetto al totale delle esportazioni in ambito alimentare è ancora una fetta piccola, il 3,5%, ma questo fa capire quanto margine di crescita ci sia. I dati sono stati forniti da Cia-Agricoltori Italiani e Anabio, associazione per la promozione del biologico, presentando la piattaforma ItaBio con Nomisma, Agenzia Ice e FederBio. Nel mondo il consumo di cibo biologico è cresciuto del 115% negli ultimi 10 anni: un vero e proprio boom trainato sopratutto da Germania, Usa e paesi scandinavi.

L’Italia è sia un buon consumatore che un discreto produttore, e quindi le esportazioni possono essere un buon viatico se supportate da un aumento della produzione. Soprattutto per i beni più tradizionalmente ricercati sui mercati stranieri: a portare alto il Made in Italy bio all’estero è infatti soprattutto la pasta (+15,5% nel 2020), la frutta e la verdura fresca (+4% rispetto al 2019) e ovviamente il vino (+2,4 %). Usa e Cina i maggiori mercati di esportazione di un settore che vale oltre 4,3 miliardi di euro. Secondo Cia e Anabio bisogna quindi puntare su fiere, formazione e assistenza per la certificazione bio necessaria ai mercati esteri.

[Fonte: Agrifoodtoday]