di Manuela 24 Giugno 2019
Birra

Cittadini svuotano supermercato di Ostriz in Germania: hanno comprato tutta la birra per lasciare a secco il festival neonazista. Tutto è accaduto nella cittadina di Ostriz: a causa dell’imminente arrivo di un festival neonazista, non solo le autorità hanno disposto il divieto di vendita di alcolici, ma anche i cittadini si sono dati da fare. Come? Semplicemente comprando e razziando ogni singola bottiglia di birra presente nell’unico supermercato di Ostriz. Se vi state chiedendo come abbiano reagito gli skinhead, beh, pare che senza il loro carburante preferito se ne siano andati via.

Siamo a Ostriz, al confine con la Polonia. Sabato sera nella cittadina si doveva tenere il festival neonazista “Scudo e spada”, il che vuol dire che orde di skinhead si sarebbero presentati al concerto pronti a bere e a distruggere tutto quello che gli capitava a tiro. Le autorità locali, consapevoli di ciò che sarebbe potuto accadere, hanno subito deciso di vietare l’alcol al concerto, provvedendo anche a confiscare tutte le bottiglie di birra e alcolici che i partecipanti si erano portati da casa (idem dicasi per coltelli e armi varie). Se andate a vedere le foto di Bild, si vedono alcuni skinhead gettare mestamente la birra nei tombini.

Tuttavia i cittadini volenterosi, hanno deciso di provare con una nuova tecnica. Per arginare l’inevitabile orda di sbronza rabbiosa che sempre segue questi eventi, il giorno prima si sono recati in massa presso l’unico supermercato di Ostritz e hanno comprato sino all’ultima bottiglia e lattina di birra: hanno letteralmente svuotato il supermarket. Dozzine e dozzine di coscienziosi cittadini hanno portato via casse di birra, ma non temete: non saranno sprecate. Verranno riutilizzate alla prossima festa di paese. La mossa è stata un successo: più della metà degli skinhead, privati di birra e alcolici, sono tornati a casa.

Segnaliamo, poi, come nella medesima giornata, Ostritz abbia anche organizzato una manifestazione di protesta: una performance artistica realizzata da un collettivo del posto che ha provveduto a collocare 2262 paia di scarpe lungo una strada della città, uno per ogni singolo profugo morto nel Mediterraneo nel corso del 2018.