di Valentina Dirindin 6 Agosto 2020
ristorante

Non è detto che debba funzionare il tanto chiacchierato bonus ristoranti, se si guarda l’esperienza precedente del Regno Unito. Nel Paese è stata infatti adottata una simile misura, e non è stata apprezzata da tutti, attirandosi qualche critica.

Il bonus del 20% per incentivare i pasti fuori casa sembra essere ormai cosa certa nel decreto in arrivo, anche se non c’è ancora alcuna ufficialità. In UK era stato attivato il programma “Eat Out to Help Out”, che prevedeva uno sconto del 50% su cibo o bevande, fino a un massimo di 10 sterline di sconto per ciascun commensale.

Come spiega il The Guardian, l’iniziativa “ha lo scopo di abituare un paese devastato dal coronavirus all’idea di pranzare di nuovo fuori e mantenere a galla un’industria dell’ospitalità che affonda rapidamente”. Nel raccontarla, però, il celebre giornale la definisce “ingannevole” oltre che “uno spreco di milioni di sterline”.

“Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio di statistica nazionale, più della metà – il 56% – di tutti i lavoratori del settore della ristorazione e alberghiero è stato licenziato”, spiega il Guardian, “mentre più di una società su tre dispone di liquidità sufficiente per durare fino all’inizio di ottobre”.

L’errore di fondo, spiega l’editoriale, è pensare che questa crisi sia dettata da un problema di costi, più che di prudenza e di paura. Gli sconti – sostiene il giornale – non aiuteranno i consumi, perché la gente continuerà a uscire poco a causa del timore di contrarre il Covid. Dunque – conclude – si poteva spendere meglio il denaro pubblico, in una situazione in cui la povertà delle fasce più deboli del Paese aumenta in maniera preoccupante.

E in Italia? Cosa succederà se passerà il “bonus ristoranti”?

[Fonte: The Guardian]