di Valentina Dirindin 19 Maggio 2020

Un bracciante è stato picchiato per aver chiesto all’imprenditore agricolo per cui lavorava mascherine e protezioni. La vicenda, orribile, ha come sfondo le campagne di Latina. Qui un trentatreenne di origini indiane ha subito un vero pestaggio in piena regola, come dimostravano le fratture e le lesioni con cui è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Terracina. La sua “colpa”? Semplicemente quella di aver chiesto delle protezioni per lavorare più al sicuro dal rischio contagio. Per questa ragione, sembra che il bracciante sia stato insultato e preso a calci e pugni, prima di essere brutalmente gettato in un canale di scolo.

Dopo la vicenda – che fa tornare di grande attualità il tema dei braccianti e della loro regolarizzazione – sono partite le indagini degli investigatori che hanno portato all’arresto dell’imprenditore agricolo di Terracina, che oggi si trova agli arresti domiciliari. Insieme all’imprenditore è stato accusato anche il figlio poco più che ventenne, che  è stato sottoposto all’obbligo di firma in commissariato. I due indagati, entrambi incensurati, sono stati accusati di diversi reati, a partire dalle lesioni personali aggravate.

Nessuno dei braccianti che lavoravano per loro, al momento del controllo delle autorità, è stato trovato provvisto di mascherine o guanti: i dispositivi per la protezione dal Coronavirus si trovavano nell’abitazione dell’imprenditore, ma non erano stati distribuiti ai dipendenti.

[Fonte: La Repubblica]