di Manuela 8 Agosto 2019
Brexit

Con la Brexit senza accordo, ci saranno alcuni cibi che non potranno più essere acquistati nel Regno Unito. O meglio: magari si potrà, ma saranno difficilissimi da reperire e costeranno tantissimo. Secondo l’industria alimentare britannica, l’impatto dell’uscita dall’Unione Europea senza accordo si sentirà soprattutto sui prodotti freschi: frutta e verdura non possono essere conservati a lungo.

Inoltre molti cibi non possono letteralmente essere prodotti in Gran Bretagna e devono essere importati, ma in questo caso potrebbero esserci lungaggini alle dogane, oltre che prezzi maggiori, al di là delle tasche della maggior parte degli inglesi.

Secondo gli esperti, questi potrebbero essere alcuni dei cibi che non si potranno comprare più nel Regno Unito:

  • insalata e vegetali: circa il 90% dell’insalata del Regno Unito arriva dal sud-est della Spagna. Peperoni e cetrioli, invece, arrivano dall’Europa continentale. Il fatto è che il clima inglese non permette la coltivazione intensiva di tutta la verdura necessaria a soddisfare le richieste degli inglesi: ci sono serre, ma non sono sufficienti. Soprattutto le insalate hanno una durata molto limitata dal momento della raccolta. Con una Brexit senza accordo, potrebbero esserci notevoli ritardi in dogana a Dover, il che vuol dire buttare via la maggior parte dei prodotti deperibili. Il che significa un aumento dei prezzi
  • latticini e formaggi: il Regno Unito ama il formaggio e il burro e ne importa tansissimo, quasi tutto dall’Europa. Con la Brexit senza accordo, gli inglesi potrebbero dire addio al Brie e al parmigiano
  • maiale e derivati: qui il discorso è l’opposto. Nei due casi precedenti si è parlato di problemi di importazioni. Con il maiale e i derivati, invece, abbiamo guai con le esportazioni. Attualmente la Gran Bretagna esporta circa 335.000 tonnellate di carne di maiale, di cui poco più della metà finisce sul mercato dell’UE. Senza accordo, le tariffe e i dazi potrebbero rendere impensabile per i produttori inglesi l’esportazione nel mercato europeo, costringendoli a rivolgersi altrove
  • agrumi: anche se non a livello di insalate e latticini, gli agrumi sono comunque indispensabili sulle tavole dei britannici. Soprattutto i limoni sono fondamentali e arrivano in gran parte da produttori europei. Soprattutto la Spagna esporta in Gran Bretagna grandi quantità di limoni e una Brexit senza accordo vorrebbe dire un aumento dei prezzi, il che spingerebbe i grossisti a guardare altri mercati come Grecia, Turchia e Cipro. I limoni possono crescere in Inghilterra, ma al momento non ci sono piantagioni su larga scala

[Crediti | Huffington Post]

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