di Nunzia Clemente 7 Febbraio 2017

Vi abbiamo detto di quanto irrinunciabile sia per gli italiani il piacere di prendere un caffè al bar. E anche delle pretese con cui si trovano a combattere i baristi ogni santo giorno: caffè lungo, corto, macchiato caldo, macchiato freddo, ristretto e infinite altre.

Roba da psicologia applicata, insomma.

D’accordo, prima o poi qualcuno dovrà occuparsi seriamente del problema, cioè di “nevrosi del barista”, ma arrivare a sostituirlo con un robot c’è parso eccessivo.

Non la pensa così Henri Hu, 23 anni, l’intraprendente studente di Hong Kong che sta dietro al progetto Cafe X.

Dopo aver avuto l’illuminazione al secondo anno di college, Hu è riuscito a raccogliere una cifra vicina ai 150.000 dollari per far partire il progetto con una campagna di crowdfunding, e ottenuto un successivo finanziamento da un incubatore per l’imprenditoria giovanile, con cui ha dato il via definitivo al progetto di Cafe X.

Cafè X, che è anche il nome del chiosco del futuro, per il momento ha due sedi: una negli Stati Uniti, a San Francisco e l’altra a Hong Kong.

Il vostro barista sarà un braccio meccanico a marchio e sviluppo Mitsubishi, chiamato Gordon, pronto a servirvi il caffè con cibernetica efficacia, benché senza sorriso.

Secondo il giovane imprenditore di Hong Kong, il fatto che Gordon sia sì efficiente, ma in fondo soltanto un robot, non compromette la qualità del caffè:

“Supponiamo che per la corretta estrazione di un caffè occorrano 25 secondi, e che un barista, magari per risparmiare tempo, lo faccia in 8 secondi: il risultato sarà un pessimo caffè. Questo Gordon non lo farà mai”.

Il menu di Cafe X è simile a quello di una caffetteria tradizionale, però ridotto al minimo: qualche tipo di caffè, poco personalizzabile. E’ possibile chiedere a Gordon di aggiungere alcuni sciroppi dolci: sciroppo di zucchero oppure alla vaniglia, caramello e nocciola. Niente caffè lungo, corto, macchiato caldo o freddo.

A fare da contraltare al livello minimo di personalizzazione c’è il tempo impiegato dal barista-robot per preparare due caffè: tra i 25 e i 55 secondi netti.

Capitolo prezzi: il caffè americano costa 2.25 dollari, mentre il cappuccino 2,75 dollari.

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La richiesta della bevanda s’inoltra in due modi: attraverso l’applicazione dedicata o digitandola in uno schermo touch direttamente nel chiosco.

Così facendo si riceve una notifica sul telefono con l’indicazione del tempo approssimativo di attesa, infine, una seconda notifica per comunicare che il caffè è pronto.

Ma non spaventatevi, in tutti questi automatismi non mancherà la componente umana: uno specialista di prodotto, figura a metà tra il sommelier e Genius, l’aiutante dell’Apple Store, indirizzerà i clienti verso il caffè preferito.

Sarà lui, probabilmente, a beccarsi le nostre perversioni da amanti del caffè preso al bar.

[Crediti | Link: Munchies]