di Valentina Dirindin 10 Maggio 2021
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Carlo Cracco torna in un aula di tribunale, per deporre contro il giornalista che scrisse di lui come di una “stella cadende”, esprimendo giudizi negativi su una sua cena al punto tale – sostiene lo chef – da diffamarlo.

Anzi, gli articoli in questione, a dire la verità, furono due, entrambi scritti dallo stesso autore, Achille Ottaviani, su “La Cronaca di Verona”. Il primo, nell’aprile 2016, riguardava una cena preparata dallo chef Cracco all’Arena di Verona per Vinitaly.

Una stroncatura, decisamente, che definiva “una delusione” il cibo servito e parlava di Cracco come di uno “che se l’è tirata neanche fosse George Clooney, modello lei non sai chi sono io”. L’articolo, ripreso più volte sul web, era stato giudicato da Cracco come gratuitamente denigratorio, contenente “offese gravissime” alla sua persona, alla sua esperienza e alla sua carriera. Dopo una prima richiesta di archiviazione a novembre 2017, c’era stato un nuovo articolo, che definiva “stella cadente” Cracco dopo il declassamento della Guida Michelin da due a una stella.

E poi, nel 2018, una nuova decisione da parte del gip di Verona, che aveva deciso che di sbagliato, in quell’articolo, c’era sostanzialmente la volontà di interpretare e riferire la “vox populi”, ovvero il giudizio degli altri commensali. E la storia non è ancora finita, con Cracco che testimonia di nuovo in tribunale sulla vicenda.

“Non voglio soldi”, dice lo chef. “Se oggi sono qui in tribunale e mi sono costituto parte civile al processo contro l’autore di quel pezzo infamante, è esclusivamente per tutelare il mio nome, la mia vita, la mia esperienza e anche tutta la squadra che ogni giorno lavora sodo con me”.

[Fonte: Il Corriere della Sera]