C’è una start up che può produrre fertilizzante a partire dall’urina umana

Il progetto, cominciato in Sudafrica 10 anni fa, è ora un sistema ecologico per sopperire alla mancanza di fertilizzante causata dalla guerra del Golfo.

C’è una start up che può produrre fertilizzante a partire dall’urina umana

VunaNexus è una startup svizzera che ha ideato un  sistema per riciclare l’urina producendo un fertilizzante a base di azoto, e sostiene che il suo sia l’unico fertilizzante minerale prodotto interamente da urina umana certificato e disponibile sul mercato.

Non ha cominciato ora a fare quello che sta facendo, il progetto ha 10 anni di vita ed è nato in Sudafrica per riciclare le urine dei villaggi e usarle come fertilizzante economico, favorendo al contempo l’igiene urbano. Fino a pochi mesi fa, tuttavia, quelli di VunaNexus, erano considerati degli hippie a voler riciclare l’urina. Oggi, dopo che con la chiusura dello stretto di Hormuz, i fertilizzanti sono diventati carissimi, il progetto ha trovato una certa risonanza.

Infatti l’urea, uno dei fertilizzanti più usati perché molto ricco di azoto, si produce soprattutto a partire dal gas naturale, che ora sta mancando e i suoi prezzi sono saliti alle stelle. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che 45 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa del conflitto in Medio Oriente, poiché l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti minacciano la produzione alimentare, soprattutto nelle aree più povere del mondo.

Come funziona la trasformazione dell’urina in fertilizzante

toilette pubblica

Speciali toilette che appaiono come normali servizi igienici convogliano il liquido, senza diluirlo con acqua, attraverso un sistema di tubature fino a un piccolo impianto di trattamento.

Qui l’urina attraversa una serie di serbatoi che eliminano i microinquinanti, come gli antibiotici, e concentrano nutrienti preziosi come azoto e fosforo, essenziali per la crescita delle piante. Il liquido viene poi pastorizzato a 90 °C, eliminando eventuali virus. L’acqua distillata viene separata e reimmessa nel sistema di scarico dei WC, mentre dall’altra parte si ottiene un fertilizzante liquido chiamato Aurin.

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Il bello è che, teoricamente, si può raccogliere l’urina ovunque. Oggi questo sistema è installato in diversi grandi edifici commerciali e residenziali in Svizzera, tra cui una delle maggiori banche private a Ginevra, e ricicla circa 3 milioni di litri di urina all’anno. La tecnologia viene inoltre implementata in un nuovo ecoquartiere di Parigi, che diventerà il più grande progetto del genere in Europa.

David de Chambrier, il direttore della startup svizzera assieme alla sorella Nadège, ha dichiarato al Guardian: «Se riuscissimo a riciclare tutta l’urina prodotta dagli abitanti dell’Europa, credo che potremmo coprire circa il 30% del fabbisogno di azoto»

Sia la Francia che la Svizzera hanno acconsentito all’uso in agricoltura di Aurin su tutto il territorio, inoltre parte delle amministrazioni comunali di Parigi, Losanna e Zurigo lo usano per gli spazi pubblici.

Cosa manca al progetto per diventare solido

Come spesso accade è una questione economica. Al momento, produrre azoto dall’urina riciclata con questo sistema costa 40 o 50 volte più che produrre fertilizzanti sintetici. Tuttavia se il sistema cominciasse ad essere usato su larga scala i costi diminuirebbero.

Inoltre la start up dovrebbe essere remunerata anche per il servizio di trattamento delle acque reflue che fornisce, in questo modo il suo lavoro si terrebbe economicamente in piedi.