Che la mafia e la ristorazione abbiano una lunghissima e profonda storia d’amore non è mica cosa nuova. Lo abbiamo visto tante volte, lo abbiamo letto sui giornali, ne abbiamo parlato anche noi: le organizzazioni criminali (mafia, camorra, ‘ndrangheta e via dicendo) hanno sempre investito nel settore della ristorazione per moltissimi motivi ma, detta in soldoni (che di quello stiamo parlando) soprattutto per uno: il riciclaggio. E come sempre accade, non lo hanno fatto là dove non potevate vederle, ma anzi, alla luce del sole, nelle città e nei quartieri più scintillanti d’Italia: a Milano, per dire, o a Roma.
Nulla di nuovo, insomma. Lo sappiamo noi, lo sa per certo anche Andrea Delmastro Delle Vedove, avvocato di fiducia della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Sottosegretario di Stato al Ministero della giustizia.
Il caso Delmastro

Stupisce dunque venire a sapere che un politico così addentro alle questioni di governo nonché un uomo di cultura giudiziaria di tale livello si sia ritrovato, un po’ all’improvviso, invischiato in una faccenda di ristoranti e mafia.
Una faccenda che ha tirato fuori Il Fatto Quotidiano, e che vede il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro aprire un ristorante (la “Bisteccheria d’Italia” in via Tuscolana 452a a Roma) in società con una serie di colleghi di partito e con una giovane studentessa romana, Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia.

Quest’ultimo ha una grande esperienza nella ristorazione romana nel quartiere Tuscolano, ma è anche prestanome del clan Senese, condannato in via definitiva dalla Cassazione nel febbraio scorso, e attualmente detenuto in carcere, per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa. Insomma, in passato era venuto fuori che i ristoranti di Caroccia (come “Da Baffo”, in via dei Fulvi 8) venivano sostanzialmente utilizzati per riciclare il denaro illecito dei clan mafiosi.
Purtroppo, nulla di nuovo sotto il sole della ristorazione: sono molte le situazioni di questo genere, con locali nati dal nulla a questo scopo. Quel che stupisce è che questa cosa non la sapesse il sottosegretario alla giustizia, al punto da non porsi qualche domanda in più sulla giovane fanciulla con cui stava mettendo in piedi un ristorante.
Le 5 Forchette Srl, la società di ristorazione di Delmastro

Andrea Delmastro aveva dunque parte delle quote di questa società di ristorazione di cui faceva parte anche la giovane figlia di Caroccia. La Srl, fondata a Biella nel 2024, coinvolgeva appunto altri esponenti di Fratelli d’Italia piemontesi.
Il sottosegretario alla giustizia Delmastro, come lui stesso fa notare, dopo la condanno in via definitiva di Caroccia, ha ceduto definitivamente la sua quota della società ma, a differenza di quanto sostiene il politico, pare non aver interrotto del tutto i rapporti con il ristorante: è il quotidiano Domani ha pubblicare una sua fotografia scattata a fine gennaio 2026 alla Bisteccheria d’Italia.
“La mia storia antimafia è chiara ed evidente, la mia battaglia contro la mafia è chiara ed evidente”, ha detto Delmastro. “”Si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere “la figlia di””.
