Chivasso: il bar negazionista La Torteria è stato chiuso e posto sotto sequestro

Nuovo tassello all'epopea del bar negazionista di Chivasso, La Torteria: adesso è stato chiuso e posto sotto sequestro, fra gli strepiti della titolare.

Chivasso: il bar negazionista La Torteria è stato chiuso e posto sotto sequestro

Andiamo a Chivasso per la nuova puntata della vicenda che vede coinvolto il bar negazionista La Torteria. Adesso il locale è stato chiuso e posto sotto sequestro, fra gli strali e le ire funeste della titolare, Rosanna Spatari.

Sin da inizio pandemia, la titolare del locale aveva protestato contro le chiusure e le restrizioni, anche in maniera decisamente sopra le righe. Più volte aveva violato le restrizioni, l’ultima qualche settimana fa quando aveva organizzato degli aperitivi non autorizzati con assembramenti e persone senza mascherine, ospitando anche negazionisti. Lo stesso sindaco di Chivasso aveva chiesto al Prefetto di fare qualcosa per tutelare anche la salute pubblica.

E a quanto pare qualcosa è stato fatto. Proprio questa mattina i Carabinieri della compagnia di Chivasso si sono recati alla Torteria di via Orti e hanno chiuso e posto sotto sequestro preventivo il locale. Il sequestro è stato autorizzato dal tribunale di Ivrea ed è scattato dopo la richiesta della procura di Ivrea a seguito delle segnalazione e denunce ripetute avvenute nel corso dei mesi.

I Carabinieri, accompagnati dalla Polizia e dalla Municipale, hanno provveduto così a chiudere il locale. Il tutto subendo le ire e la reazione della titolare che, come già successo altre volte, è uscita fuori dalla Torteria e ha cominciato a insultare i presenti e a ripetere “Siete il braccio armato dello Stato. Non ho paura di morire, io”. Il tutto senza indossare la mascherina.

Ma non è finita qui perché, come riportato da Il Quotidiano Canavese, ha anche deciso di urinare per strada davanti alle forze dell’ordine visto che non poteva più entrare nel bar.

È arrivata poi anche una nota della prefettura, la quale ha chiarito che il sequestro eseguito in mattinata è arrivato dopo tre aperitivi disobbedienti organizzati per tre sabati di fila nel locale, quando il Piemonte si trovava prima in zona rossa e poi arancione.

Il prefetto ha ribadito che il provvedimento è stato predisposto nell’ambito di un procedimento penale partito a causa delle continue segnalazioni e gravi violazioni delle norme anti Covid-19, nonché per il mancato rispetto delle relative sanzioni amministrative, fra cui la sospensione dell’attività.

Le continue violazioni dell’esercente e dei clienti del locale, hanno creato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica. Le sanzioni amministrative prima e ora anche quelle penali, oltre a tutelare il rispetto della legalità, si configurano anche come un atto doveroso nei confronti di tutti quegli operatori che rispettano le restrizioni atte al contenimento del contagio.

Aggiungici come fonte preferita su Google