di Manuela 6 Maggio 2021
serratura

Andiamo a Chivasso per la nuova puntata della vicenda che vede coinvolto il bar negazionista La Torteria. Adesso il locale è stato chiuso e posto sotto sequestro, fra gli strali e le ire funeste della titolare, Rosanna Spatari.

Sin da inizio pandemia, la titolare del locale aveva protestato contro le chiusure e le restrizioni, anche in maniera decisamente sopra le righe. Più volte aveva violato le restrizioni, l’ultima qualche settimana fa quando aveva organizzato degli aperitivi non autorizzati con assembramenti e persone senza mascherine, ospitando anche negazionisti. Lo stesso sindaco di Chivasso aveva chiesto al Prefetto di fare qualcosa per tutelare anche la salute pubblica.

E a quanto pare qualcosa è stato fatto. Proprio questa mattina i Carabinieri della compagnia di Chivasso si sono recati alla Torteria di via Orti e hanno chiuso e posto sotto sequestro preventivo il locale. Il sequestro è stato autorizzato dal tribunale di Ivrea ed è scattato dopo la richiesta della procura di Ivrea a seguito delle segnalazione e denunce ripetute avvenute nel corso dei mesi.

I Carabinieri, accompagnati dalla Polizia e dalla Municipale, hanno provveduto così a chiudere il locale. Il tutto subendo le ire e la reazione della titolare che, come già successo altre volte, è uscita fuori dalla Torteria e ha cominciato a insultare i presenti e a ripetere “Siete il braccio armato dello Stato. Non ho paura di morire, io”. Il tutto senza indossare la mascherina.

Ma non è finita qui perché, come riportato da Il Quotidiano Canavese, ha anche deciso di urinare per strada davanti alle forze dell’ordine visto che non poteva più entrare nel bar.

È arrivata poi anche una nota della prefettura, la quale ha chiarito che il sequestro eseguito in mattinata è arrivato dopo tre aperitivi disobbedienti organizzati per tre sabati di fila nel locale, quando il Piemonte si trovava prima in zona rossa e poi arancione.

Il prefetto ha ribadito che il provvedimento è stato predisposto nell’ambito di un procedimento penale partito a causa delle continue segnalazioni e gravi violazioni delle norme anti Covid-19, nonché per il mancato rispetto delle relative sanzioni amministrative, fra cui la sospensione dell’attività.

Le continue violazioni dell’esercente e dei clienti del locale, hanno creato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica. Le sanzioni amministrative prima e ora anche quelle penali, oltre a tutelare il rispetto della legalità, si configurano anche come un atto doveroso nei confronti di tutti quegli operatori che rispettano le restrizioni atte al contenimento del contagio.